‘I quattro accordi’ di Ruiz, dalla saggezza tolteca gli antichi insegnamenti per cambiare la nostra vita

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di Param Shiva Singh

Non lo scopriamo certo noi: i suoi libri hanno venduto 9 milioni di copie in tutto il mondo con 34 traduzioni in lingue di altrettanti paesi, le sagge pagine di don Miguel Ruiz sono un faro per chiunque desideri di illuminare la sua vita. Tra i più conosciuti, c’è sicuramente il volume ‘I Quattro accordi” (Edizioni Il Punto d’Incontro) un breviario semplice, fatto di buoni consigli per capire chi siamo e soprattutto dove vogliamo andare.

Gli insegnamenti di vita scritti dal maestro spirituale Don Miguel Ruiz (proviene da una famiglia di guaritori messicani) sono parte dell’essenza della Consapevolezza tramandatoci dal popolo Tolteco, tribù dell’epoca precolombiana stanziale nel Messico centrale.

Ruiz, seguendo il solco delle culture sciamanico-curandere, raffigura la nostra vita come inserita in un sogno lucido, nel quale siamo stati catapultati per obbedire, pedissequamente, a comandamenti e regole pensate e imposte da società-sistema e famiglia-scuola. Ma la domanda da porsi, nel caso si vogliano infrangere gli schemi per comprendere cosa c’è al di là del guado, è molto semplice: il bagaglio di conoscenza accumulato nei nostri anni di vita, da quando eravamo bambini fino ad oggi, rappresenta davvero il nostro contenitore esistenziale, oppure siamo come volatili a cui – coscientemente – sono state tarpate le ali? Uccelli regali desiderosi di spiccare il volo verso cieli più alti e luminosi? Insomma, chi siamo davvero?
Da qui i quattro accordi, ovvero dei semplici ma utili consigli come contratti etici e spirituali da sottoscrivere con noi stessi, per noi stessi, per spingerci alla ricerca della vera essenza, il Sé orientale. Basta applicarli per vederne i risultati. Eccoli:

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1) Sii impeccabile con la parola la parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.

2) Non prendere nulla in modo personale qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente. Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi.

3) Non supporre nulla Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile.

4) Fai sempre del tuo meglio, valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso.

Il libro fa parte di quella biblioteca di saggezza a cui, ogni ricercatore spirituale desideroso di scoprire nuovi paradigmi, può costantemente attingere per rifocillarsi tra le perle di un’antica conoscenza che, la società contemporanea, si ostina a voler combattere in nome di materia, consumi e progresso.

Grazie don Miguel!

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Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E’ un sogno di violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno esteriore.

Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell’inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l’inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L’inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all’inferno. Che novità! Ci siamo già, all’inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.

Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l’inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo. Possiamo anche fare un sogno piacevole.”

Don Miguel Ruiz

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