Gemmoderivati, dalla natura le gemme che curano

gemme (5)

di Stefano Puri 

(da Vivi Consapevole, n°52 Marzo-Maggio 2018)

Tra i rimedi medicamentosi di origine vegetale
che, nell’ambito della fitoterapia, esprimono
la componente più intima della natura e un’azione
farmacodinamica portentosa citiamo i
gemmoderivati o, più tecnicamente, i rimedi meristemoterapici.

gemme (3)

Questi ultimi (in breve Rimedi), sebbene
costituiscano già da tempo una componente consolidata
delle medicine tradizionali, sia orientale che occidentale
(Galeno, Ildegarda von Bingen, Paracelso),
e siano stati oggetto, da oltre sessant’anni, di studi e
codificazioni cliniche, si caratterizzano, oggi, per essere
ancora uno strumento di fitoterapia poco diffuso e
scarsamente trattato in letteratura, soprattutto di tipo
scientifico. Tale scenario è riconducibile sia alla ritrosia
del mondo accademico nel sostenere l’uso di una sostanza non interamente decodificabile nel suo meccanismo
d’azione molecolare, sia alla correlata titubanza
della classe medica nell’applicare sistematicamente
una sostanza non supportata dalla letteratura e con
risposte terapeutiche dilatate nel tempo.
Malgrado ciò, grazie ai lavori clinici e bibliografici di
studiosi del passato, (il dottor Pol Henry, il professor
G. Netien e il dottor M. Tètau) e di oggi (il professor
M. Nicoletti e F. Piterà), i Rimedi si confermano quale
strumento fitoterapico innovativo e, in chiave prospettica,
il medicamento vegetale dotato del maggior
potenziale taumaturgico.

gemme (4)

Ne è la conferma l’agevole
reperibilità presso le erboristerie e le farmacie, il fiorire
di nuovi piccoli produttori e l’interesse di sempre più
atenei quali: l’Università della Tuscia, di Siena e della
Sapienza di Roma che ne prevedono l’insegnamento
all’interno dei propri Corsi di Fitoterapia e Piante Officinali.
Anche oltreconfine si segnala l’attivazione di un Corso
di Gemmoterapia presso l’Università di “Vasile Goldis”
di Arad (Romania), Paese con una forte tradizione erboristica,
curato dal professor Piterà.

Cosa sono effettivamente i gemmoderivati
e cosa li rende così particolari?

La Gemmoterapia utilizza estratti ottenuti da tessuti
vegetali freschi allo stato embrionale detti meristemi;
questi ultimi rappresentano gruppi di cellule embrionali
indifferenziate, cellule totipotenti in grado di ricostituire
la totalità del vegetale partendo da un singolo
elemento cellulare. Detti tessuti esprimono in potenza
tutta l’energia vitale e, quindi, le informazioni genetiche
del vegetale nonché i principi attivi necessariper lo sviluppo della pianta. Secondo analisi condotte
dall’Università La Sapienza di Roma il meristema conterrebbe:
acidi nucleici DNA-RNA, fattori di trascrizione,
composti regolatori di espressione genica, ormoni
vegetali, metaboliti primari, molecole di segnalazione
cellula-cellula ecc.

gemme (1)
Molti di questi fattori, non rintracciabili nella pianta
adulta, non giustificherebbero, per loro natura chimica,
l’azione terapeutica riscontrata nell’uomo. Una prima
risposta a questo enigma potrebbe risiedere nella
recente definizione della gemma data dal Prof. F. Piterà
e dal professor. M. Nicoletti quale “fitocomplesso particolare
perché ancestrale, sistema di elementi naturali
dinamici e interagenti in modo non lineare, organismo
vivente indefinito, infinito e autopoietico”. Vediamo di
spiegare con uno schema questa definizione:

  • ancestrale – perché le cellule meristematiche sono
    antichissime e, con molta probabilità, sono anche i
    modelli precursori primitivi di tutte le cellule staminali
    animali;

• indefinito e indifferenziato – perché il meristema
non si differenzia mai completamente ma una parte
di esso viene continuamente generata;
• infinito – perché permette l’accrescimento del vegetale
per tutta la sua lunga vita;
• autopoietico – perché la coltura di mezzo millimetro
di apice vegetativo dotato di una o due bozze fogliari
è sufficiente per ottenere lo sviluppo completo di
una nuova pianta.
Come vengono preparati i gemmoderivati?

La particolarità dei Rimedi dipenderebbe anche dai
metodi di preparazione, assimilabili a quelli omeopatici.
I tessuti embrionali consistenti in gemme, boccioli,
giovani radici, amenti e linfa sono sottoposti, allo stato
fresco, a triturazione e successiva macerazione per
tre settimane in una soluzione di alcol a 96° e glicerolo
(1:1) in modo da ottenere una sostanza con rapporto
droga/solvente pari a 1:20.

consapevole30[1]
Da questo scaturisce il Macerato glicerico (MG) di base
che, dopo successiva diluizione, 1:10, con una nuova
miscela formata da acqua-alcol-glicerina nel rapporto
20-30-50 diventa macerato alla prima diluizione decimale
(1 DH). I meccanismi d’azione riconosciuti nei
Rimedi, sia a livello accademico che a livello empirico,
sono pertanto i seguenti:

• bio-chimici – i meristemi contengono, oltre ai principi
attivi citati sopra, anche notevoli quantità di acidi
nucleici portatori, pertanto, dell’informazione genetica.
Questi, come le altre sostanze funzionali, sono
attivi a dosi molto basse e operano anche a distanza
dal luogo di sintesi;

gemme (2)
• energetici – poiché la gemma è localizzata sui ramipoiché emanazione del tronco, una sorta di cristallizzazione
vegetale del suolo sotto l’influenza degli elementi
della Terra (i minerali, le gemme) e dell’Acqua
(la linfa: sangue dell’albero o della pianta); cosmiche,
come precursore della foglia sotto l’influenza degli
elementi Aria (la foglia) e Fuoco (il fiore);
• simbolici – la pianta tutta intera non rappresenta
null’altro che uno sviluppo, una realizzazione di ciò
che riposa virtualmente nella gemma o nel seme.
Gemma e seme non hanno necessità che di influenze
esterne appropriate per diventare piante perfette.
Storicamente l’uso sistematico dei Rimedi risale agli
anni Cinquanta: pioniere di questa disciplina fu il dottor
Pol Henry il quale, basandosi sul parallelismo evoluzione
delle foreste (fitosociologia)/dinamica delle
proteine plasmatiche (elettroforesi), mise a punto il
metodo applicativo biologico-analogico.

 
Nel corso degli anni, si sono aggiunti il metodo del
drenaggio del dottor Nebel, utilizzato prima di un
trattamento omeopatico, e quello clinico del dottorM. Tétau, il più usato attualmente, basato sul binomio
quadro clinico/rimedio.

 

INTENSIVO MULTI-DETOX di OASI SANA

ORTE (VITERBO) 19-20 MAGGIO 2018

detox_apertura[1]
Sebbene vengano usati anche per i casi acuti, nella
pratica clinica i Rimedi mostrano concordemente
una spiccata elettività per le sindromi croniche. La
posologia per gli adulti va dalle 30 gocce alle 50 gocce
in mezzo bicchiere d’acqua; possono essere prescritti
anche ai bambini di oltre 24 mesi nella quantità
di 1 goccia per kilogrammo di peso corporeo.
Malgrado le differenze i 3 metodi risultano, tuttavia,
sovrapponibili perché riconducibili ad approcci sostanzialmente
allopatici senza alcuna forma di individualizzazione.
L’approccio di terreno per il mantenimento
della salute.

MACRO (1)
Grazie alla loro natura, che potremmo definire “biochimico-
informazionale”, i Rimedi possono, invece,
essere utilizzati anche coerentemente con la costituzione
e in maniera preventiva per il mantenimento
della salute.

SOSTIENI OASI SANA

Da una ricerca sperimentale condotta dallo scrivente
sarebbe emersa, infatti, la possibilità di effettuare una
modulazione puntuale e continua del “terreno” della
persona, identificato quale espressione degli aspetti:
morfologico, metabolico, neuroendocrino e psicologico,
dinamicamente integrati.

Tale approccio ha restituito risultati euristicamente incoraggianti
sia per la gestione dei casi sindromici cronici
non lesionali, in associazione con gli oligoelementi
e i Sali di Schussler, sia per il mantenimento dello stato
di salute.

Questo metodo potrebbe aprire una nuova frontiera
sull’utilizzo dei Rimedi in maniera sistematica e sicura
anche in via preventiva, con effetti positivi sulla longevità,
alla stregua di un elisir di lunga vita.
dell’albero, subisce diversi tipi di influenze: telluriche.

 

Riproduzione riservata

geopatieddddd (2)

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