INDISCREZIONE – Governo Draghi avvisato dagli USA: “5G ed elettrosmog cancerogeni al 100% forse nel 2022!”

di Maurizio Martucci

Le classificazione (della cancerogenesi) delle radiofrequenze sarà sicuramente aggiornata, passando (da un possibile, Classe 2B) ad un probabile (Classe 2A) e forse anche provato cancerogeno per l’uomo (Classe 1)“. Riferendosi all’aggiornamento annunciato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è quanto avrebbe comunicato al Governo Draghi la tossicologa americana Linda Silber Birnbaum, ex direttrice del National Institute for Environmental Health Sciences, membro del Collegium Ramazzini ma soprattutto ex direttrice del National Toxicology Program (NTP), l’agenzia indipendente statunitense che nel 2018 ha pubblicato i risultati sugli studi del cancro nel nesso da elettrosmog. E’ questa la clamorosa indiscrezione resa nota da Microwave News, secondo cui l’esecutivo italiano guidato da Mario Draghi sarebbe stato informato dell’imminente rivisitazione della cancerogenesi delle radiofrequenze (RF) onde non ionizzanti, usate in ambito civile per la telefonia mobile delle reti 2G, 3G, 4G, 5G e Wi-Fi. E la notifica sarebbe avvenuta ben prima della produzione del rapporto dello STOA nel Parlamento europeo che chiede una moratoria internazionale sul 5G, ma pure prima della storica sentenza emessa la scorsa settimana dalla Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia contro la Federal Communications Commission (FCC) per aver deliberatamente ignorato la letteratura biomedica e le evidenze scientifiche sui pericoli e danni da elettrosmog, mantenuti desueti ed obsoleti limiti di sicurezza per l’esposizione umana alle radiazioni wireless stabiliti nel lontano 1996. Forse è per questo che a Luglio è stato bocciato l’emendamento che avrebbe voluto innalzare il limite soglia d’irradiazione da 6 a 61 V/m come chiedono da tempo le aziende telefoniche?

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L’accreditata newsletter Microwave News fa poi sapere che all’interno della IARC c’è però stato un recente parere diametralmente opposto e contrario all’avanzata in classifica, parere presentato dalla scienziata esperta di epidemiologia delle radiazioni Isabelle Deltour secondo la quale l’analisi dell’incidenza dei tumori cerebrali maligni (glioma) registrata negli ultimi decenni nei paesi nordici —Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia— invece dovrebbe comportare un declassamento dalla Classe 2B. Deltour ne avrebbe parlato con l’Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni, noto come BfS, da cui dipende la controversa sigla ICNIRP, ovvero Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti. I rischi di tumore associati all’uso massiccio dei telefoni cellulari riportati in letteratura sono “per lo più non supportati“, ha concluso Deltour, che sta lavorando ad un progetto della IARC gestito da Joachim Schüz (capo della sezione IARC su ambiente e radiazioni a Lione, Francia), e finanziato con € 139.000. Quanti però accusano il lavoro di Deltour di parzialità, sostengono invece che la scienziata abbia omesso di menzionare i cambiamenti nell’incidenza dei tumori cerebrali di basso e alto grado, in particolare il glioblastoma multiforme, un tumore alla testa altamente aggressivo e letale che in Italia l’Alleanza Contro il Cancro sta studiando proprio nell’interazione coi campi elettromagnetici prodotti da Smartphone e cellulari. Lo scorso anno a Lione, proprio sotto la sede della IARC,  l’Alleanza Europea Stop 5G aveva manifestato con migliaia di cittadini provenienti da diverse nazioni al grido di basta conflitti di interessi nella ricerca scientifica, è urgente la riclassificazione cancro da elettrosmog”.

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Nel 2019 – scrive però Microwave News – “un gruppo consultivo della IARC ha raccomandato, come “alta priorità”, che l’agenzia riesaminasse il rischio dopo il rilascio degli studi sugli animali NTP e Ramazzini , che mostravano entrambi un aumento del numero di tumori a seguito dell’esposizione a lungo termine a radiofrequenza. Il gruppo consultivo ha raccomandato di completare la rivalutazione tra il 2022 e il 2024.

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2 commenti

  1. La sindrome dell’Avana o Havana Syndrome, riferito ad un malore che causa mal di testa, vertigini, e spossatazza, sembra sia dovuta ad un effetto concentrato di microonde, probabilmente da antenne 5G che incrociando quelle dei satelliti 5G creano un alterazione del campo magnetico al quale molti individui elettrosensibili soccombono sentendosi male. Secondo me c’è malafede nell’identificarla con una sindrome avuta origine a Cuba, perchè succede anche da altre parti, e poi perchè non si voleva mettere in evidenza i dispositivi elettromagnetici 5G e oltre, che hanno avuto una proliferazione di massa negli ultimi anni. Potete parlarne, anche per far capire che con queste tecnologie le malattie proliferano.

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