Parlamento europeo, uno studio di 175 pagine per fermare il 5G: “un esperimento sugli umani” – DOCUMENTO

Europa, 175 pagine per chiedere lo stop internazionale al 5G: pubblicato lo studio sugli effetti sanitari e ambientali promosso all’interno del Parlamento Europeo dal Panel per il futuro della scienza e della tecnologia (STOA) per snidare i pericoli dell’Internet delle cose. Lo studio si intitola Effetti sulla salute del 5G. Stato attuale delle conoscenze sui rischi per lo sviluppo cancerogeno e riproduttivo associati al 5G, come derivato da studi epidemiologici e studi sperimentali in vivo” ed è stato realizzato da un gruppo di lavoro coordinato dell’Istituto Ramazzini, scritto sotto la direzione della scienziata italiana Fiorella Belpoggi: è la revisione più ampia della ricerca attualmente disponibile sugli effetti del 5G per umanità e ambiente, sia per le frequenze basse che per quelle alte, le temutissime microonde millimetriche.L’introduzione della tecnologia MMW-5G senza ulteriori studi preventivi – chiarisce lo studio – significherebbe che si sta effettuando un ‘esperimento’ sulla popolazione umana, le cui conseguenze sono del tutto incerte”. Sempre più evidente è quindi lo scollamento e lo scontro in atto tra Parlamento europeo (propenso nello STOA ad una moratoria in tutta Europa sul 5G) e Commissione europea (il Governo dell’Unione europea, a favore del 5G senza alcuna revisione nonostante gli aggiornamenti, le prove e le evidenze disponibili), tanto che quest’ultima – come reso noto in un documento esclusivo pubblicato su OASI SANA – nei giorni scorsi ha persino comunicato di non voler superare le linee guida della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (la discussa e controversa sigla ICNIRP), ferma su posizioni obsolete, scientiste più che scientifiche, isolata da ampia parte della comunità medico-scientifica mondiale perché negazioniste del danno biologico e dal solo effetto termico.

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In sintesi, questi i risultati emersi dallo studio scientifico commissionato dallo STOA.

  • Nella sinossi dei risultati degli studi epidemiologici, in vivo e in vitro, vi sono prove sufficienti * di un potenziale cancerogeno, in particolare delle gamme di frequenza precedentemente utilizzate di GSM, UMTS, LTE e 5G (da 450 a 6.000 MHz), così come gli effetti sulla fertilità.
  • Non sono disponibili studi adeguati sul 5G nella gamma di frequenze più alte (da 24 a 100 GHz). Ecco perché lo studio descrive il 5G come un esperimento sulla popolazione.
  • La valutazione deve tener conto degli effetti non termici, cosa che finora non è stata fatta. L’ICNIRP è direttamente criticata per questo (vedi nota). Le loro politiche non sono protettive.
  • Gli autori dello studio chiedono lo stop all’espansione del 5G, la ricerca sulle alte frequenze del 5G, l’educazione della popolazione e un focus sull’espansione delle reti in fibra ottica.

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Queste invece le richieste politiche riassunte nel rapporto finale dello STOA

8.1 Sviluppo di dispositivi terminali a bassa radiazione che possono essere azionati solo a una distanza più sicura dal corpo.
8.2 Valori limite inferiori, introdurre valori precauzionali al fine di ridurre l’ esposizione dai sistemi di trasmissione.
8.3 Concetti di alimentazione alternativi avanzati (espansione in fibra ottica) Zone free electrosmog nelle aree pubbliche.
8.4 Moratoria / stop all’espansione per onde millimetriche 5G. Inversione dell’onere della prova second il principio del regolamento UE sulle sostanze chimiche REACH – ” no data, no market “.
8.5 Educazione sociale completa sui potenziali rischi per la salute. Educazione alle alternative e all’attuazione delle misure di sicurezza.

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Traduzioni dell’abstract dello studio di 175 pagine.

 “Effetti del 5G sulla salute. Stato attuale delle conoscenze sui rischi cancerogeni e riproduttivi/di sviluppo associati al 5G, così come emergono da studi epidemiologici e studi sperimentali in vivo” (pp. I-VIII)

Estratto: L’imminente introduzione delle reti cellulari 5G consentirà velocità della banda larga mobile significativamente più elevate e un utilizzo sempre più ampio dei dati mobili. Le innovazioni tecniche comprendono un diverso sistema di trasmissione (MIMO: utilizzo di antenne con più ingressi e uscite), trasmissione del segnale direzionale o ricezione del segnale direzionale (beamforming) e l’uso di altre gamme di frequenza. Allo stesso tempo, è previsto un cambiamento nell’esposizione ai campi elettromagnetici (EMF) per l’uomo e l’ambiente. Le bande pioniere del 5G identificate a livello dell’UE includono le gamme di 700 MHz, 3,6 GHz (da 3,4 a 3,8 GHz) e 26 GHz (da 24,25 a 27,5 GHz) oltre alle frequenze utilizzate finora. Le prime due frequenze (FR1) sono simili a quelle utilizzate per le tecnologie da 2G a 4G,

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici ad alta frequenza come “potenzialmente cancerogeni per l’uomo” (Gruppo 2B) e recentemente ha raccomandato una rivalutazione dell’esposizione a radiofrequenza come “alta priorità” (IARC, 2019). Dal 2011 sono stati condotti numerosi studi, sia epidemiologici che sperimentali. Questo articolo di revisione si occupa delle attuali conoscenze sui pericoli cancerogeni e riproduttivi/per lo sviluppo dell’HF utilizzati dal 5G. Esistono vari studi sperimentali ed epidemiologici in vivo sull’HF nella gamma di frequenze più basse (da 450 a 6.000 MHz), che include anche le frequenze utilizzate nelle reti cellulari a banda larga delle generazioni precedenti,

La panoramica mostra:

1) Frequenze 5G inferiori (FR1) (700 e 3.600 MHz): a) limitate evidenze di cancerogenicità negli studi epidemiologici; b) adeguata evidenza di cancerogenicità in saggi biologici sperimentali; c) Adeguata evidenza di effetti negativi sulla riproduzione/sviluppo nell’uomo; d) prove sufficienti di effetti negativi sulla riproduzione/sviluppo negli animali da laboratorio;

2) Frequenze 5G più elevate (FR2) (24,25-27,5 GHz): la revisione sistematica non ha rivelato studi sufficienti, né nell’uomo né negli animali da laboratorio.

Conclusioni:

1) cancro:

  • FR1 (da 450 a 6.000 MHz): è probabile che i campi elettromagnetici causino il cancro nell’uomo, in particolare per quanto riguarda gliomi e neuromi acustici;
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati effettuati studi adeguati sulle frequenze più alte;

2) Effetti sullo sviluppo riproduttivo:

  • FR1 (da 450 a 6.000 MHz): queste frequenze influenzano chiaramente la fertilità maschile e possibilmente femminile. Possono potenzialmente influenzare negativamente lo sviluppo dell’embrione, del feto e del neonato;
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati condotti studi appropriati sugli effetti non termici delle frequenze più alte.

riepilogo

1. Contesto

Negli ultimi decenni c’è stata un’evoluzione senza precedenti delle tecnologie note come tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Questi includono la comunicazione wireless utilizzata per i telefoni cellulari e ad es. B. Wi-Fi, che utilizza campi elettromagnetici (EMF) ad alta frequenza (RF).

La prima generazione di telefoni cellulari era disponibile alla fine degli anni ’80. Nel periodo successivo, le generazioni di seconda (2G), terza (3G) e quarta (4G, Long Term Evolution = LTE) hanno drasticamente aumentato la loro penetrazione nella società, tanto che oggi in Europa ci sono più dispositivi che persone. Inoltre, il Wi-Fi e altre forme di trasmissione dati wireless sono onnipresenti e disponibili in tutto il mondo. Eppure ci sono nuove disuguaglianze nell’accesso a Internet ad alta velocità (anche nei paesi ad alto reddito) e il controllo dei regimi autoritari mette a rischio la democrazia e i valori europei.

L’introduzione della nuova generazione di frequenze radio, il 5G, è iniziata nelle reti cellulari. Il 5G non è una tecnologia completamente nuova, ma un ulteriore sviluppo delle già esistenti tecnologie da G1 a G4. Le reti 5G opereranno in diverse bande di frequenza, di cui le frequenze più basse sono proposte per la prima fase delle reti 5G. Molte di queste frequenze erano o sono già utilizzate per le precedenti generazioni di comunicazioni mobili. Ci sono anche piani per utilizzare frequenze radio molto più elevate nelle fasi successive dello sviluppo della tecnologia 5G. Le nuove bande sono ben al di sopra della cosiddetta gamma di frequenze ultra alte (UHF) e hanno lunghezze d’onda nell’intervallo centimetrico (3-30 GHz) o nell’intervallo millimetrico (MMW) a 30-300 GHz.

2. Metodologia

Questa revisione delle prove scientifiche attualmente disponibili si concentra sugli effetti sia cancerogeni che riproduttivi/sviluppo della RF da sistemi di telecomunicazioni cellulari che utilizzano reti 2G-5G, sulla base sia di studi su animali in vivo sia di studi epidemiologici sull’uomo. Gli studi valutati sono stati divisi in due gruppi:

1) Studi per valutare gli effetti sulla salute dell’HF nella gamma di frequenze più basse (FR) (FR1: da 450 a 6000 MHz), che include anche le frequenze utilizzate nelle attuali 2-4 generazioni della rete cellulare a banda larga. Gli attuali risultati degli studi 2G-4G sono i migliori attualmente disponibili. Gli studi sono stati valutati utilizzando metodi narrativi.

2) Studi per valutare gli effetti sulla salute delle radiazioni a radiofrequenza ad alto FR (FR2: da 24 a 100 GHz – MMW). Le frequenze più alte sono nuove, non sono ancora state utilizzate per la comunicazione mobile e sono specifiche della nuova tecnologia 5G, che ha proprietà fisiche speciali e interazioni con la materia biologica (minore penetrazione, maggiore energia, ecc.): sono state esaminate separatamente -Recensione metodo considerato.

La revisione narrativa (FR1) si distingue dalla revisione scoping (FR2), ma i criteri di selezione e valutazione forniti per le revisioni scoping sono stati utilizzati sia per le ricerche che per l’inclusione/esclusione di studi sugli endpoint biologici accettati cancro e riproduzione/sviluppo.

Nella valutazione finale dei risultati sia dello studio epidemiologico che sperimentale, nonché dei risultati sul cancro e sulla riproduzione/sviluppo, i parametri specificati nel preambolo della monografia IARC (2019), che sono adattati alle esigenze di questo rapporto e per si applicano entrambi gli endpoint (cioè cancro ed effetti sulla riproduzione/sviluppo):

Prove adeguate : è stata stabilita una relazione causale tra l’esposizione a campi elettromagnetici RF e l’effetto nocivo specifico. Cioè, è stata trovata una correlazione positiva nell’insieme delle prove sui seguenti argomenti. Esposizione all’agente e all’effetto nocivo specifico in studi in cui coincidenza, bias e fattori confondenti potrebbero essere esclusi con sufficiente certezza.

Evidenza limitata: un’interpretazione causale dell’associazione positiva osservata nella base di prove per l’esposizione a campi elettromagnetici RF e l’effetto avverso specifico è credibile, ma non è possibile escludere con ragionevole certezza coincidenza, parzialità o fattori confondenti.

Nessuna prova: non ci sono dati o prove che suggeriscano l’assenza di effetti avversi. (da specificare) …

3. Valutazione dell’esposizione

La questione della stima dell’esposizione quando si introduce il 5G è complicata, soprattutto in termini di monitoraggio dei continui cambiamenti di attività sia delle stazioni base (BS) che delle apparecchiature utente (UE) relative alla tecnologia MIMO (multiple input, multiple output). Inoltre, l’approccio tecnico per la valutazione dell’esposizione nello scenario futuro, che fa riferimento alle emissioni simultanee di 1G, 2G, 3G, 4G e 5G, è ancora in fase di formulazione ed è quindi incerto.

4. Effetti non termici

Gli effetti deleteri delle interazioni biologiche non termiche di RF-EMF con i tessuti umani e animali non sono stati presi in considerazione nella definizione delle linee guida ICNIRP 2020 (ICNIRP 2020a), nonostante un gran numero di pubblicazioni scientifiche che mostrano la nocività o la potenziale nocività di questi effetti . Esistono biorisonanze atermiche e in effetti alcune frequenze sono utilizzate per scopi terapeutici in diverse aree della medicina. Come sappiamo, qualsiasi farmaco, anche il più benefico, può avere anche degli effetti indesiderati. Pertanto, nella valutazione del rischio devono essere presi in considerazione sia gli effetti termici che non termici dei campi elettromagnetici RF.

5. Stato attuale della ricerca sui campi elettromagnetici RF

L’avvento di dispositivi di comunicazione wireless operanti nella regione RF dello spettro elettromagnetico (da 450 a 6.000 MHz, frequenze inferiori) ha dato il via a un numero significativo di studi che affrontano problemi di salute. Questi studi comprendono studi sull’uomo (studi epidemiologici), sugli animali (studi sperimentali con roditori) e sui sistemi cellulari in vitro.

Le reti 5G aumenteranno il numero di dispositivi wireless, che richiederanno un’infrastruttura molto più grande per ospitare un volume maggiore di dati mobili per area geografica. Inoltre, è necessario stabilire una maggiore densità di rete, poiché le frequenze più elevate richieste per il 5G (da 24 a 100 GHz, MMW) hanno una portata più breve. Su queste frequenze sono disponibili solo pochi studi di qualità variabile.

Ciò solleva la questione se queste frequenze più elevate avranno effetti sulla salute e sull’ambiente diversi rispetto alle frequenze più basse. Sono state effettuate valutazioni della sicurezza RF a vari livelli in tutto il mondo e sono stati pubblicati articoli scientifici e politici.

Per quanto riguarda il cancro, lo IARC 2011 ha definito l’analisi della letteratura vista fino al 2011 (Baan, 2011), pubblicata nel 2013 e costantemente citata come IARC (2013), RF-EMF nella gamma di frequenze da 30 kHz a 300 GHz come “possibilmente cancerogeno” per l’uomo, sulla base di “prove limitate di cancerogenicità” nell’uomo e negli animali da laboratorio. Gli studi disponibili nel 2011 hanno esaminato l’HF nella gamma che qui chiamiamo FR1, ovvero da 450 a 6.000 MHz. Le frequenze FR2 (da 24 a 100 GHz) sono nella gamma MMW.

L’analisi IARC del 2011 ha esaminato i campi elettromagnetici RF. Sebbene non vi fossero studi sul 5G, sono stati inclusi alcuni studi sul radar occupazionale ad alta frequenza e sull’esposizione a microonde.

Le nuove frequenze MMW (FR2: da 24 a 100 GHz) verranno aggiunte alle frequenze più basse già in uso, compreso il 5G. Ne consegue che ci sono molti studi per il 5G nella gamma da 450 a 6.000 MHz (FR1), molti dei quali sono stati raccolti nella monografia IARC sul cancro, mentre sono pochi gli studi in generale per 26 GHz e altre frequenze MMW. esamina i possibili effetti negativi sulla salute. La semplice ragione di ciò è che queste frequenze non sono state precedentemente utilizzate per la comunicazione di massa e quindi ci sono state poche popolazioni adatte esposte a queste frequenze per lo studio; allo stesso modo, ci sono pochissimi studi adeguati sugli effetti non termici sugli animali da laboratorio.

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6. Risultati del presente studio

Utilizzando PubMed e il database del portale EMF e applicando il metodo di revisione dell’ambito alla nostra ricerca, abbiamo trovato 950 articoli sulla cancerogenicità dei campi elettromagnetici RF negli esseri umani e 911 articoli su studi sperimentali sui roditori, per un totale di 1.861 studi. In termini di studi riproduttivi/sviluppo, abbiamo trovato 2.834 studi epidemiologici e 5.052 studi sperimentali sui roditori, per un totale di 7.886 studi. Dalla presente revisione della letteratura e dalle considerazioni presentate sopra, arriviamo alle seguenti conclusioni:

6.1 Cancro umano

  • FR1 (da 450 a 6.000 MHz): esistono prove limitate della cancerogenicità delle radiazioni RF nell’uomo. Quando i risultati della valutazione complessiva 2011-2020 sono stati aggiornati, sono state nuovamente osservate associazioni positive tra l’esposizione alle radiazioni a radiofrequenza da telefoni cordless e gliomi (tumori cerebrali) e neuromi acustici, ma le prove nell’uomo sono ancora limitate.
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati condotti studi adeguati sugli effetti delle frequenze più alte.

6.2 Cancro negli animali da laboratorio

  • FR1 (da 450 a 6.000 MHz): esistono prove sufficienti della cancerogenicità delle radiazioni RF negli animali da esperimento. Nuovi studi a seguito della valutazione IARC del 2011 hanno mostrato un’associazione positiva tra RF-EMF e tumori del cervello e cellule di Schwann del sistema nervoso periferico, lo stesso tipo di tumori visto negli studi epidemiologici.
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati effettuati studi adeguati per le frequenze più alte.

6.3 Effetti sulla riproduzione/sviluppo nell’uomo

  • FR1 (da 450 a 6.000 MHz): vi sono prove sufficienti di effetti dannosi sulla fertilità maschile. Esistono prove limitate di effetti dannosi sulla fertilità nelle donne. Esistono prove limitate degli effetti sullo sviluppo delle madri che hanno utilizzato ampiamente i telefoni cellulari durante la gravidanza.
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati effettuati studi adeguati per le frequenze più alte.

6.4 Effetti sulla riproduzione/sviluppo negli animali da laboratorio

  • FR1 (da 450 a 6000 MHz): vi sono prove sufficienti di effetti nocivi sulla fertilità nei ratti e nei topi maschi. Esistono prove limitate di effetti dannosi sulla fertilità nei topi femmina. Esistono prove limitate di effetti avversi sullo sviluppo nella prole di ratti e topi esposti durante il periodo embrionale.
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati condotti studi adeguati sugli effetti non termici per le frequenze più alte.

7. Valutazione generale

7.1 Cancro

  • FR1 (da 450 a 6.000 MHz): è probabile che queste frequenze FR1 siano cancerogene per l’uomo.
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati effettuati studi adeguati per le frequenze più alte.

7.2 Effetti sulla riproduzione/sviluppo

  • FR1 (da 450 a 6.000 MHz): queste frequenze influenzano chiaramente la fertilità maschile. Possono influenzare la fertilità femminile. Possono avere effetti negativi sullo sviluppo embrionale, fetale e neonatale.
  • FR2 (da 24 a 100 GHz): non sono stati condotti studi appropriati sugli effetti non termici delle frequenze più alte.

8. Opzioni politiche

8.1 Optare per nuove tecnologie per i telefoni cellulari che ridurranno l’esposizione a RF-EMF

Le fonti di emissioni RF che sembrano essere la più grande minaccia oggi sono i telefoni cellulari. Sebbene i trasmettitori radio (antenna radio) siano considerati da alcuni il rischio maggiore, la maggiore esposizione umana proviene generalmente dai propri telefoni cellulari e studi epidemiologici hanno osservato un aumento statisticamente significativo dei tumori cerebrali e dei tumori a cellule di Schwann dei nervi periferici, specialmente con utenti di telefoni cellulari.

Occorre quindi adottare misure per garantire che vengano prodotti dispositivi telefonici sempre più sicuri che emettano poca energia e funzionino solo il più lontano possibile da una certa distanza dal corpo. L’auricolare cablato risolve gran parte del problema, ma è scomodo e quindi scoraggia gli utenti; non sempre invece è possibile utilizzare la funzione vivavoce. L’opzione per ridurre il più possibile l’esposizione a campi elettromagnetici RF associata ai telefoni si applica indipendentemente dalle frequenze utilizzate, da 1G a 5G. Paesi come gli Stati Uniti e il Canada, che hanno limiti SAR per i telefoni cellulari più severi rispetto all’Europa, sono stati comunque in grado di stabilire comunicazioni 1G, 2G, 3G e 4G efficienti (Madjar, 2016). Poiché il 5G dovrebbe essere più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alle tecnologie precedenti,

8.2 Revisione dei limiti di esposizione per il pubblico e l’ambiente per ridurre l’esposizione a campi elettromagnetici RF dalle torri cellulari

Più di recente, le politiche dell’UE (Commissione Europea, 2019) hanno promosso la sostenibilità di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale che utilizza le nuove tecnologie per monitorare costantemente la salute del pianeta, compresi i cambiamenti climatici, la transizione energetica, l’agroecologia e la conservazione della biodiversità. L’utilizzo delle basse frequenze 5G e l’adozione di valori limite di esposizione precauzionali, come quelli utilizzati in Italia, Svizzera, Cina e Russia e che sono ben al di sotto dei valori raccomandati dall’ICNIRP, potrebbero aiutare a raggiungere questi obiettivi di sostenibilità dell’UE portata.

8.3 Adottare misure che creino incentivi per ridurre l’esposizione a RF-EMF

Gran parte delle notevoli prestazioni della nuova tecnologia wireless 5G a bassa frequenza può essere ottenuta anche attraverso l’uso di cavi in ​​fibra ottica e l’implementazione di misure tecniche per ridurre l’esposizione attraverso sistemi 1-4G (Keizer, 2003; CommTech Talks, 2015; Zlatanov, 2017). Ciò ridurrebbe al minimo l’esposizione ovunque siano necessarie connessioni in posizioni fisse. Ad esempio, i cavi in ​​fibra ottica potrebbero essere utilizzati per collegare scuole, biblioteche, luoghi di lavoro, abitazioni, edifici pubblici e tutti i nuovi edifici, ecc., e i luoghi di incontro pubblici potrebbero essere aree “RF-EMF-free” (simili alle aree non fumatori ) per mantenere il passivo Evitare l’esposizione di persone che non utilizzano telefoni cellulari o tecnologie di trasmissione a lunga distanza,

8.4 Promuovere la ricerca scientifica multidisciplinare per valutare gli effetti sulla salute a lungo termine del 5G e trovare un metodo appropriato per monitorare l’esposizione al 5G.

Non esistono in letteratura studi adeguati che escludano il rischio di tumori ed effetti negativi sulla riproduzione e sullo sviluppo dall’esposizione al 5G-MMW, o che escludano la possibilità di interazioni sinergiche tra il 5G e altre frequenze già in uso. L’introduzione del 5G è quindi irta di incertezze, sia per quanto riguarda le questioni sanitarie sia per quanto riguarda la previsione o il monitoraggio dell’effettiva esposizione della popolazione: queste lacune nelle conoscenze giustificano la richiesta di una moratoria sul 5G MMW fino al completamento della relativa ricerca.

Date queste incertezze, un’opzione politica è incoraggiare la ricerca di gruppo multidisciplinare su vari fattori di stima dell’esposizione e anche sugli effetti biologici del 5G MMW a frequenze comprese tra 6 e 300 GHz, sia sull’uomo che sulla flora e fauna l’ambiente, ad es. B. vertebrati, piante, funghi e invertebrati non umani.

MMW verrà introdotto solo con il protocollo 5G definitivo, ovvero tra tre e cinque anni. Dato questo lasso di tempo, un modo è studiare gli effetti prima di esporre tutta la popolazione mondiale e l’ambiente.

L’introduzione della tecnologia MMW-5G senza ulteriori studi preventivi significherebbe che si sta effettuando un “esperimento” sulla popolazione umana, le cui conseguenze sono del tutto incerte. Per limitarci all’Europa, questo potrebbe essere fatto in un’area come la chimica, attualmente regolamentata dal REACH (EG, 1907/2006).

REACH mira a migliorare la protezione della salute umana e dell’ambiente attraverso una migliore e tempestiva identificazione delle proprietà intrinseche delle sostanze chimiche. Il regolamento REACH dell’UE regola la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche. Mira inoltre a migliorare l’innovazione e la competitività dell’industria chimica dell’UE. EU REACH si basa sul principio “no data, no market” e obbliga l’industria a fornire informazioni sulla sicurezza delle sostanze.

I produttori e gli importatori sono obbligati a raccogliere informazioni sulle proprietà delle loro sostanze chimiche che consentono loro di essere maneggiate in sicurezza e a registrare queste informazioni in una banca dati centrale presso l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA). Un’opzione politica potrebbe essere quella di applicare lo stesso approccio a tutti i tipi di innovazione tecnologica.

I risultati di questi studi potrebbero costituire la base per lo sviluppo di una politica basata sull’evidenza relativa all’esposizione a campi elettromagnetici RF di organismi umani e non umani alle frequenze 5G MMW. Sono necessari ulteriori studi per esaminare meglio e in modo indipendente gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici RF in generale e della MMW in particolare.

8.5 Promozione di campagne informative sul 5G

C’è una mancanza di informazioni sul potenziale danno da campi elettromagnetici RF. Il deficit di informazioni crea spazio per negazionisti e allarmisti e porta a tensioni sociali e politiche in molti paesi dell’UE. Le campagne di informazione pubblica dovrebbero pertanto essere una priorità.

Le campagne di informazione dovrebbero essere realizzate a tutti i livelli, a cominciare dalle scuole. Le persone dovrebbero essere informate sui potenziali rischi per la salute, ma anche sulle possibilità dello sviluppo digitale, sulle alternative infrastrutturali per la trasmissione 5G, sulle misure di sicurezza adottate dall’UE e dagli Stati membri (valori limite di esposizione) e sul corretto utilizzo dei telefoni cellulari. Solo con informazioni fondate e accurate possiamo riconquistare la fiducia dei cittadini e raggiungere un accordo comune su una scelta tecnologica che, se gestita correttamente, può portare grandi benefici sociali ed economici.

* Il termine ‘evidence’ usato in inglese è qui tradotto come ‘evidence’.

** Il termine RF-EMF (Radiofrequency-ElectroMagneticFields) qui utilizzato corrisponde solo approssimativamente alla designazione tedesca HF-EMF (campi elettromagnetici ad alta frequenza). Tuttavia, non ci sono deviazioni qui dovute alle gamme di frequenza menzionate.

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