Un libro sugli Anasazi, nell’enigma dell’antica civiltà perduta la soluzione (spirituale) ai grandi misteri della vita?

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di Maurizio Martucci

Sbugiardate le teorie darwiniane: la riprova nel mistero di un’antica civiltà mesoamericana, l’intelligenza terrestre non seguirebbe parametri d’evoluzione scientista-materiale e nel tentativo di ricongiungere micro e macrocosmo si svelerebbero i massimi sistemi della vita. DNA compreso. Già circa un migliaio di anni fa: “So che alla nostra civiltà manca la consapevolezza delle sue componenti cosmiche. Possibile che vada aggiunto il senso spirituale ai cinque sensi materiali?” E’ l’affascinante (e documentata) sintesi supportata da Sam Osmanagich, nel 2005 scopritore delle prime piramidi europee in Bosnia-Erzegovina e per ‘Uno Editori’ autore del nuovo libro “Civiltà perduta, viaggio nel Nord America attraverso le conoscenze astronomiche e spirituali degli Anasazi”.

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Come l’antico Egitto e Stonehenge, diversi però da Maya e Aztechi, gli Anasazi rappresentano infatti uno dei più grandi misteri della storia dell’umanità: una civiltà comparsa dal nulla un migliaio di anni fa e sempre nel nulla (dopo pochi secoli) volatilizzata, enigmaticamente sparita (nel XIII secolo) senza lasciare scritti, testamenti, intenti, ma solo una vastità (impressionante) di rovine e inusuali resti archeologici che Osmanagich ha visitato, investigando tra i canyon di Arizona, Colorado, Utah e New Mexico.Gli architetti e i costruttori, attraverso i loro edifici, stabilirono una relazione tra l’armonia cosmica e i bio-ritmi della vita sulla Terra. Le città ‘cosmiche’ erano in armonia con il cosmo. La vita era adattata al moto del Sole, della Luna dei pianeti e delle stelle”.

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Più che insediamenti comunitari, le deduzioni di Osmanagich finiscono nel definire le città anasazi come dei veri e propri osservatori astronomici in contatto con l’energia universale, così come le straordinarie strade tracciate nel deserto del New Mexico (roba da far impallidire persino l’odierna meccanica ingegneristica per come vennero minuziosamente realizzate) non sarebbero altro che la rappresentazione di imponenti flussi d’energia.

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Ipotizzato l’uso di psicotropiche piante di potere per raggiungere le visioni, l’Autore si spinge ad interpretare l’inaccessibilità di alcuni resti archeologici in uso dei veggenti (celle incastonate nella roccia a centinaia di metri d’altezza) richiamati i Los Voladores svelati da Don Juan Matus a Carlos Castaneda: che gli Anasazi si siano resi protagonisti di un passaggio ad un altro mondo?

La conoscenza dell’astronomia, l’uso dei flussi di energia della Terra e del Sole, l’uso delle frequenze energetiche nella vita di tutti i giorni…. ora hanno una spiegazione”. La lettura del libro è consigliata, soprattutto per quanti, scevri da matrix eurocentrica e preconcetti scientisti, sono in cerca di un approccio deduttivo-alternativo sui ragionamenti intorno ai grandi misteri della vita.

Riproduzione consentita, citando fonte e autore

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Breve cronologia della civiltà Anasazi

6500-1200 c. C. Epoca arcaica

c. 500-100 a.C. Nelle zone dell’alto Colorado e dell’alto Rio Grande fiorisce la cultura di
San José (variante della Cultura del Deserto).

c. 100 a.C. La cultura Anasazi (primo periodo Cestai) si sviluppa nella zona quadrangolare formata da Utah, Colorado, Arizona e New Mexico; si basa sulla caccia, sulla raccolta e, in parte minore, sull’agricoltura.

c 50-400 d. C. Secondo periodo Cestai

c 400-750 d. C. Terzo periodo Cestai o Cestai Modificati. Le case «a pozzo» diventano più profonde ed i fori per il fumo si trasformano in aperture d’ingresso. Compare per la prima volta la ceramica.

c. 400 d.C. Inizia il periodo dei Cestai Modificati. c. 550 d.C. Influenza Mogollon.

c. 650 d.C. Primi Grandi Kivas, alcuni con un diametro che raggiunge i 20 metri.

c. 700 d.C. Inizia il periodo Pueblo I. Prime case a livello del suolo. Stili della ceramica influenzati dalle culture Mogollon e Hohokam, ma tecnica di cottura in atmosfera riducente esclusiva degli Anasazi.

c. 950 d.C. Periodo Peublo II. L’aggregazione di centri, particolarmente a Chaco Canyon, porta allo sviluppo dei potentati. Pueblo Bonito a Chaco Canyon e Cliff Palace a Mesa Verde fioriscono come centri di potentati. Emergono le torri.

c. 1050 d.C. La metà dei villaggi di Mesa Verde sono cliff dwe//ings (<<abitazioni sui dirupi»). Cliff Palace possiede 200 stanze e 23 kivas; può ospitare più di 400 persone. Fine XI-Inizi XII secolo. I Navajos si stabiliscono nell’area in funzione minacciosa e quindi dominante.

c. 1150-1350 Periodo Pueblo III.

c. 1276-99 d.C. Siccità disastrose e affluenza di Athapaska determinano l’abbandono generale e la contrazione della cultura Anasazi nelle zone del Piccolo Colorado e dell’alto Rio Grande.

c 1350-1600 Pueblo IV (Hopi, Zuni, etc. Pueblos)

1540-42 d.C. La spedizione di Coronado attraverso il Sud-Ovest apre il Rio Grande alla colonizzazione spagnola.
c. 1600 d.C. Hopi storici e Pueblo del Rio Grande.

1680 d.C. Gli Indiani si ribellano e scacciano gli Spagnoli.

1692 d.C. Gli Spagnoli riprendono il controllo.

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