31 Maggio, l’Istituto Ramazzini dal Parlamento europeo: “senza studio, 5G esperimento di massa”. Presto Commissione internazionale e stop alle millimetriche? – NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Se dovessimo implementare le onde millimetriche prima di averle studiate, vorrebbe dire che autorizziamo un esperimento di massa sulla popolazione umana.” Sono le parole della scienziata Fiorella Belpoggi, direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini, pronunciate nel recente webinar su 5G e impatto sulla salute dal titoloAntenne e telefonini: i limiti di esposizione e la tutela dei cittadini“, evento on-line promosso dalla sezione territoriale soci lombarda Onde nel Gerundo dell’Istituto Ramazzini a Crotta d’Adda (Cremona). La notizia è però un’altra: dopo le vibranti proteste nella mobilitazione dei cittadini e l’azione politica intrapresa da alcuni europarlamentari per la precauzione e la prevenzione del danno, Bruxelles potrebbe presto varare una nuova Commissione internazionale di esperti sul 5G, in attesa di studi scientifici fermando l’implementazione delle microonde millimetriche, temute anche perché entrano nelle pelle su terminazioni nervose e vasi sanguigni, inesplorate nella sommatoria multipla e cumulativa con le altre bande già operative nelle frequenze cosiddette centimetriche. Se così fosse, per ora niente mini-celle direzionali Massive Mino con beamforming sui lampioni della luce, ma spazio alle antenne da 3,7 GHz e 700 MHz (disponibili dal 1° Luglio 2022 e altrettanto temute perché oltrepassano i muri, arrivando ognuna ad irradiare fino a 20 Km).

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Guardiamo cosa succederà nel dibattito europarlamentare il 31 Maggio mattina perchè da questa prima conferenza nascerà una Commissione specifica che dovrà stabilire sia i limiti che la diffusione del 5G. Pare anche bloccando la diffusione dei 26 Ghz, cioè quelle onde millimetriche dell’esperimento umano che vi dicevo prima, perchè si vorrà finanziare una ricerca specifica.” La Belpoggi ha così ufficializzato una nuova audizione prevista per Lunedì 31 Maggio 2021 presso il Panel per il futuro della scienza e della tecnologia (STOA), organizzato dal Parlamento europeo sui pericoli socio-sanitari e ambientali dell’Internet delle cose: L’audizione seguirà la prima del 7 Dicembre 2020, quando una serie di scienziati ed esperti di fama internazionale ha seriamente messo in discussione la tesi dei soli effetti termici perorata dalla Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP), chiedendo all’Europa una moratoria sul 5G sulla scorta delle numerose evidenze sul danno biologico e gli effetti di carattere non termico da elettrosmog già ampiamente documentati. Lo STOA è l’Unità di previsione scientifica del Parlamento europeo, organo ufficiale composto da membri parlamentari attraverso il quale si definiscono – a livello comunitario – le valutazioni su scienza e nuove tecnologie per identificare strategie a lungo termine utili alle commissioni dell’UE nel loro ruolo decisionale. 

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Fiorella Belpoggi porterà al Parlamento Europeo i risultati finali del recente studio condotto dell’Istituto Ramazzini, cavie uomo-equivalenti esposte all’irradiazione di radiofrequenze onde non ionizzanti negli standard 2G e 3G. Si tratta del noto test con cui l‘Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha approvato l’aggiornamento con priorità entro il 2024 della rivalutazione sulla cancerogenesi dell’elettrosmog, dal 2011 nella ‘black list’ tra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo. Oltre a quest’importante esame indipendente, condotto senza il supporto economico dell’industria delle telecomunicazioni, la Belpoggi presenterà anche una sintesi di tutte le pubblicazioni disponibili in letteratura biomedica a partire dal 1948 ad oggi, ovvero risultati degli studi sul cancro e sulla riproduzione condotti sia sull’uomo che su animali da laboratorio.

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Tornando poi allo spauracchio dell’ipotizzato innalzamento per legge dei limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica fino a 61 V/m per favorire il lancio del 5G, la Belpoggi ha infine chiarito come “nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il riferimento diretto all’innalzamento è sparito. Un risultato c’è stato, ma è stato cambiato con le parole <<si caldeggia l’espansione delle nuove tecnologie per coprire il digital divide in Italia e nel contempo si prefigura la possibilità che possano essere anche riviste le leggi>>. Il che vuol dire che la discussione è aperta, ma probabilmente, ed era stato sottolineato nella nostra lettera, Draghi da grande europeista, come gli abbiamo consigliato, aspetta che si pronunci l’Europa.” Per scongiurare lo tsunami elettromagnetico, Alleanza Italiana Stop 5G ha promosso una serie di eventi e manifestazioni sui territori, uno sciopero della fame condotto a staffetta per 18 giorni da 135 cittadini (il clamore dell’iniziativa ha fatto il giro del mondo), oltre ad un appello inviato a tutti i parlamentari e 64.000 firme raccolte nella petizione lanciata proprio da Fiorella Belpoggi.

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