Ospedale 5G a Genova, clamoroso conflitto d’interessi della Ministra Pisano: promuove il cognato che punta a 10 milioni di ricavi!

di Maurizio Martucci

La digitalizzazione applicata alla Sanità: una nuova frontiera che corre su reti infrastrutturali in fibra ottica“. Senza mai pronunciarne la sigla, l’Era del 5G da 10 Gbit/s con scalabilità fino a 100 Gbit/s è ufficialmente sbarcata nell’ospedale pediatrico Istituto Giannina Gaslini di Genova. Si tratta del progetto “Ospedale Diffuso e Altamente Connesso”, un’integrazione tra telemedicina, intelligenza artificiale e robotica, realizzato – come si legge nella nota dell’ufficio stampa del nosocomio ligure – “sfruttando la capillarità della rete in fibra ottica posata da Open Fiber, una connettività veloce e scalabile consente di praticare la telemedicina, la diagnosi a distanza Casa-Ospedale, la formazione con medici specializzati collegati da ogni parte del mondo, il trasferimento dei voluminosi dati elaborati dai ricercatori, l’intrattenimento su piattaforme televisive per i piccoli pazienti ricoverati nei reparti e la didattica a distanza per quelli in età scolare“.

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Il progetto è stato presentato in video conferenza da Paola Pisano, Ministro senza portafoglio per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, nota per le sue posizioni dichiaratamente transumaniste, ma ora al centro di una bufera per una clamorosa scoperta: l’ex assessora dei droni a Torino Smart City, come svela un’inchiesta de La Verità, è risultata in conflitto d’interessi sul 5G ospedaliero. “Non c’è pace per il M5s, dopo le guerre interne, il caso della mega consulenza della Casaleggio associati con Philip Morris da 2,4 mln, ecco spuntare – a firma di Camilla Conti, si legge sul quotidiano fondato da Maurizio Belpietroil conflitto d’interessi della ministra della Digitalizzazione Paola Pisano. Si scopre che la società che si occuperà di questo progetto è la Fibering, una start up nata nel 2014. Questa azienda è presieduta da Enrico Toledo, che è il fratello di Marco Toledo, il marito della ministra“. 

Intervenuta per promuovere la digitalizazione del Gaslini, sulla sua pagina Facebook la ministra tech Pisano aveva commentato: “nell’intervenire oggi alla presentazione del sistema di connessione ho messo in evidenza che un ospedale dotato di banda ultra larga rende chiaro che cosa intendiamo per innovazione. In questo caso, il salto di qualità di una struttura affinché risulti sempre più in grado di assistere i pazienti anche attraverso la telemedicina, capace di controllare a distanza le condizioni di salute e di gestire grandi quantità di dati oltre che lavorare in rete con altri ospedali.

Però a rendere più chiaro che cosa si possa intendere per il lato oscuro dell’innovazione tecnologica è invece il sommerso portato a galla nelle ultime ore: il cognato della ministra infatti è azionista e presidente dell’azienda che cura la digitalizzazione del Gaslini. Fibering Spa nasce nel 2014, ha due sedi (una a Milano nel quartiere dell’Hi-tech di Porta Nuova e l’altra a Torino), ed è un’operatore nazionale di telecomunicazioni, specializzata in soluzioni integrate di fibra, xDSL, wireless, LTE, satellite, VoIP e cloud. In soli cinque anni (negli ultimi 14 mesi è diventata ministra per il Governo Conte II la moglie del fratello, amministratore delegato anche dello storico marchio di pennarelli Carioca), la Fibering ha visto salire il proprio fatturato del 1000% e adesso punta a sfondare il tetto dei 10 milioni di ricavi. “Tra l’ altrosegnala Dagospiala Fibering ha anche acquistato di recente uno storico system integrator piemontese con licenza di operatore telefonico, Six comm group, e dispone già di una infrastruttura di rete su tutto il territorio nazionale, che permette l’ erogazione di servizi in fibra ottica, sia condivisa che dedicata, rame, wireless, 4 e 5G, satellitare, cloud, Voip e cloud Pbx con copertura dell’ intera area italiana con data center presenti a Milano Caldera“.

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Sempre Paola Pisano nei giorni scorsi aveva poi scritto una lettera a tutte le amministrazioni centrali e locali dello Stato per ricordare “l’importanza di completare i progetti di trasformazione digitale entro i tempi previsti dalla legge. Come è noto, il ‘Decreto semplificazione e innovazione digitale’ ha previsto che a decorrere dal 28 febbraio 2021 tutte le Amministrazioni dello Stato consentano l’accesso ai propri servizi online esclusivamente attraverso il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), la Carta d’identità elettronica (Cie) e la Carta nazionale dei servizi (Cns). Entro lo stesso termine le Amministrazioni dovranno utilizzare la piattaforma PagoPa per ricevere pagamenti“. In epoca virale il grande reset sta ridisegnando il sistema paese nella quarta rivoluzione industriale. Tutto normale? Per capirne l’epilogo, come il saggio cinese fermo sulla riva del fiume, restiamo in attesa di nuove sponsorizzazioni. A connessioni ultra veloci.

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