VIDEO – Solidarietà a Radio Radio: ma perché nei rischi del 5G, Duranti nega i danni da elettrosmog?

Caro Fabio Duranti

Cara Radio Radio

la mia solidarietà per l’incresciosa censura subita da Youtube è assolutamente totale e incondizionata.

L’algoritmo che vi ha bannati è certamente il più tangibile e semplificato simbolo dell’epoca che, in questi giorni, tutti noi stiamo subendo nella più schietta manifestazione di sembianze sempre più liberticide.

In quest’assurda fase d’emergenza sanitaria, o forse sarebbe meglio dire in quest’assurda fase d’emergenza politica e sociale, molte, troppe criticità di un sistema futuristico pensato come il migliore dei mondi possibili si stanno palesando in tutta la loro cruda e naturale realtà, persino contro una storica voce libera dell’informazione indipendente come Radio Radio con cui, per un breve periodo, ho avuto anche il piacere di collaborare.

Ciò detto, caro Fabio, mi preme però un commento, anzi un appunto, l’occasione per informare con te anche tutte quelle persone che magari ti e vi seguono e che ancora faticano a comprendere gravità e portata della reale posta sanitaria in gioco.

Ti ho sentito ripetere “posso assicurare che il danno da onde elettromagnetiche non è affatto accertato” e te l’ho sentito ripetere con apparente convinzione di causa. Un vero peccato. Credimi.

CLICCA SOTTO – GUARDA IL VIDEO APPELLO DI MAURIZIO MARTUCCI A FABIO DURANTI (video Duranti da Homo Sapiens del 14.06.20)

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Sostieni una tesi obsoleta, quanto di più errato e fuorviante rispetto agli aggiornamenti e alla mole di riscontri e prove in letteratura biomedica e studi scientifici. Come portavoce nazionale dell’Alleanza Italiana Stop 5G, in rappresentanza di cittadini, sindaci e pezzi della politica consapevoli dei lati oscuri del 5G e dell’elettromagnetismo come pervadente e ubiquitario inquinante ambientale tossico, permettimi di sottolinearti come anche tu sia dolosamente caduto nella trappola del più becero negazionismo, quello per cui di recente persino i giudici della Corte d’Appello di Torino, riconoscendo nel nesso causale d’irradiazione elettromagnetica l’insorgenza tumorale ad un cittadino gravemente malato, esattamente come prima ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ s’era poi espressa nel 2012 anche la Corte Suprema di Cassazione, hanno respinto gli studi conflitti da interessi con l’industria, cioè quelli negazionisti del rischio, giudicandoli inattendibili a differenza di quelli indipendenti, molto probabilmente gli stessi che tu hai volutamente scartato per finire nell’affermazione “posso assicurare che il danno da onde elettromagnetiche non è affatto accertato”.

Te la faccio breve, caro Fabio: l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro rivaluterà la cancerogenesi dell’elettrosmog sulla scorta delle nuove evidenze su test condotti con le frequenze che tu dici essere innocue e sicure. In letteratura biomedica abbiamo migliaia di voci e studi che attestano effetti biologici e danni per l’essere umano, senza poi contare il riscontro di errori metodologici, scandali e dimissioni nella più classica manfrina delle porte girevoli tra chi controlla il controllore e chi dovrebbe essere il controllato su elettrosmog e salute. Sono i motivi che come Alleanza Italiana Stop 5G ci hanno spinti a portare nelle aule istituzionali dell’Europarlamento di Bruxelles come alla Camera e Senato le testimonianze di malati oncologici ed elettrosensibili, cittadini invisibili che non possono più restare al confino per colpa di un dogmatismo scientista rivelatosi poi parziale negli esiti e colluso nei suoi finanziamenti usato arbitrariamente da chi ha interesse a coprire e nascondere.

Accompagnato da medici e scienziati, ho personalmente fornito al Capo di Gabinetto del Ministro della Salute Speranza una corposa bibliografia al riguardo, così come un dossier ho poi consegnato nei giorni scorsi al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità al quale i medici ambientali chiedono di ritirare e rivedere l’ultimo rapporto sui danni biologici da elettrosmog, inadeguato a tutelare la salute pubblica.

Infine le richieste aziendali nel Piano Caolo, che chiede da 6 a 61 V/m per tutti, più antenne ovunque e a Conte di spazzare qualsiasi forma di opponibilità da parte di Sindaci schierati in difesa della salute dei loro concittadini, richieste aziendali si inseriscono proprio nel novero del negazionismo più spinto di cui, francamente, in questa fase storica, in pieno lancio del 5G avallato per 6,5 miliardi di euro senza uno straccio di parare sanitario preventivo, una volta per tutte e te lo dico a chiare lettere, vorremmo farne a meno.

E’ ora di cambiare modello, è ora di non ripetere più gli errori del passato commessi per fumo da tabacco, eternit, metalli pesanti e altri agenti tossici.

Per questo, caro Fabio Duranti, cara Radio Radio, vi invito ad ascoltare anche la voce libera della ricerca medico-scientifica indipendente, quella non conflitta da interessi con l’industria che ha nella mission il solo business. Pr questo ti e vi invito ad ascoltare le strazianti testimonianze dei malati da elettrosmog, cittadini soli e indifesi in lotta contro veri e propri giganti planetari, ti e invito ad ascoltare la voce di bambini, donne e uomini che chiedono semplicemente di non continuare a subire come torture sulla propria pelle quelle stesse frequenze che affermi essere innocue e invece non lo sono affatto.

Sabato 20 giugno, insieme ai sindaci per la precauzione e tanta gente consapevole, l’Alleanza Italiana Stop 5G manifesterà proprio per questo nelle città d’Italia. Per dire che la verità scientifica del danno esiste già, così come la prova clinica nella sofferenza dei malati. E che non è giusto continuare a fare il gioco delle tre scimmiette per far correre lo stesso pericolo a 60 milioni di italiani, ignari di cosa realmente sia il 5G nell’accumulo di 2G, 3G, 4G, Wi-Fi e Wi-Max, lì dove il cosiddetto rischio zero non esiste affatto.

Confido nella tua onestà intellettuale, caro Fabio.

Confido sostegno della tua emittente, nella libertà di Radio Radio e nel buon senso di tutti.

Non solo per una retromarcia di Youtube che auspico al più presto.

Maurizio Martucci

Portavoce nazionale Alleanza Italiana Stop 5G

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