Cunial interroga Conte sui conflitti d’interessi 5G-Colao, ma Youtube le censura video

Interrogazione a risposta scritta 4-06060 presentato da CUNIAL Sara

testo di Mercoledì 17 giugno 2020, seduta n. 358

  CUNIAL. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

nell’aprile 2020 Vittorio Colao ha ricevuto dal Governo l’incarico di guidare un gruppo di esperti per coadiuvare il Governo stesso nel difficile compito di individuare le misure necessarie da adottarsi per affrontare la crisi economica imposta dalla pandemia;

le notizie fornite al pubblico da Colao sulle proprie esperienze lavorative non includono l’incarico, attualmente in essere, di consigliere di amministrazione di Verizon, principale fornitore di banda larga e di telecomunicazioni al mondo, dal 2017 seconda società di telecomunicazioni per fatturato dopo AT&T;

il Governo, sui propri siti istituzionali, riferisce che Colao è un «Dirigente di azienda» senza ulteriore precisazione;

uno dei pilastri del programma di ripartenza sottoposto da Colao al Governo prevede l’implementazione massiccia della nuova tecnologia 5G, attraverso l’innalzamento dei limiti di esposizione elettromagnetica e il divieto di qualsiasi forma di opponibilità locale;

a detta dell’interrogante la mancanza di trasparenza sugli attuali incarichi lavorativi di Colao rende la sua figura – quanto meno sotto il profilo del programma di implementazione del 5G – in palese conflitto di interessi;

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 5G-COLAO PRESENTATA ANCHE IN SENATO

la pubblica amministrazione dovrebbe orientare la propria attività alla trasparenza, al buon andamento ed alla imparzialità e dovrebbe adottare le proprie scelte tenuto conto dell’interesse collettivo;

l’articolo 21 della Costituzione e l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea non ammettono riserve di legge limitative del diritto di informazione;

l’articolo 6 della Dichiarazione sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere le libertà fondamentali e i diritti umani universalmente riconosciuti, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in data 8 marzo 1999, con la risoluzione n. 53/144, stabilisce che «Tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri: a) di conoscere, ricercare, ottenere, ricevere e detenere informazioni riguardo a tutti i diritti umani e le libertà fondamentali, incluso l’accesso alle informazioni sul modo in cui si dia effetto a tali diritti e libertà nei sistemi legislativi, giuridici o amministrativi interni»;

tali principi risultano evidentemente essere venuti meno in relazione alla vicenda sopra descritta –:

se il Governo fosse stato a conoscenza di quanto esposto e dei documenti sopracitati ai fini della selezione del dottor Colao a capo della «task force» sopra richiamata, a partire dal suo curriculum vitae;

se il Governo intenda fornire elementi circa i riscontri effettuati, a norma di legge, sull’assenza di conflitto di interessi, anche solo potenziale, per tutti i componenti della suddetta «task force».

VIDEO DAL PARLAMENTO DELL’ON SARA CUNIAL CENSURATO SU YOUTUBE

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