Sentenza Tribunale Torino conferma: tumore alla testa causato da cellulare! Giudice critica ISS e ICNIRP: conflitti d’interessi! ESCLUSIVA ASSOLUTA OASI SANA

La Corte d’Appello di Torino conferma integralmente sentenza del Tribunale di Ivrea del 2017 in favore di Roberto Romeo, con l’Alleanza Italiana Stop 5G già presente in Senato a testimoniare il suo calvario: è vero che il neurinoma dell’acustico è stato causato da uso lavorativo del cellulare. Una sentenza bomba che minare alle fondamenta l’asserita non nocività dei telefoni cellulari e il lancio del 5G, sconfessando clamorosamente le tesi negazioniste. Secondo la Corte infatti “esiste una legge scientifica di copertura che supporta l’affermazione del nesso causale secondo criteri probabilistici “più probabile che non”.

I dati epidemiologici, i risultati delle sperimentazioni sugli animali (non
contraddetti, allo stato, da altre sperimentazioni dello stesso tipo), la durata e l’intensità
dell’esposizione … che assumono particolare rilievo considerata l’accertata – a livello
scientifico – relazione dose-risposta tra esposizione a radiofrequenze da telefono
cellulare e rischio di neurinoma dell’acustico, unitamente alla mancanza di un altro
fattore che possa avere cagionato la patologia
”.

Tutto il materiale scientifico e probatorio di causa è stato ristudiato e rianalizzato da due
nuovi consulenti tecnici nominati dalla Corte torinese (Carolina Marino, Angelo
D’Errico).
La Corte d’Appello recepisce integralmente le loro conclusioni e respinge
l’appello di INAIL, affermando che i CTU hanno fornito “solidi elementi per affermare
un ruolo causale tra l’esposizione dell’appellato alle radiofrequenze da telefono cellulare
e la malattia insorta
”.

E’ la seconda sentenza d’appello favorevole al lavoratore dopo quella di Brescia del
2010, conclusa con la conferma in Cassazione nel 2012, caso Marcolini c. INAIL. In quel
caso, il Tribunale di Bergamo in primo grado aveva respinto la domanda
.

• Il caso di Roberto Romeo contro l’INAIL è dunque il primo nella storia giudiziaria mondiale ad aver avuto due sentenze di merito consecutive favorevoli per il lavoratore.
Nel 2019 anche il Tribunale di Monza ha accolto la domanda del lavoratore.
• Più di 100 milioni di cellulari vengono utilizzati ogni giorno in Italia.
• Per la scienza, i rischi di danni alla salute non sono confinati alla testa.

Principi a base della CTU e della sentenza.

Gli scienziati finanziati dall’industria telefonica, o membri ICNIRP, sono meno
affidabili degli scienziati indipendenti.

Buona parte della letteratura scientifica che esclude la cancerogenicità
dell’esposizione a radiofrequenze, o che quantomeno sostiene che le ricerche giunte ad
opposte conclusioni non possano essere considerate conclusive… versa in posizione
di conflitto di interessi, peraltro non sempre dichiarato: si veda in particolare,
della relazione, l’osservazione della difesa dell’appellato (in alcun modo contestata dalla
controparte) secondo cui gli autori degli studi indicati dall’INAIL, nominativamente
elencati, sono membri di ICNIRP e/o di SCENIHR, che hanno ricevuto, direttamente
o indirettamente, finanziamenti dall’industria.

Affermano i CTU di Torino: “Si ritiene che debba essere dato minor peso agli studi
pubblicati da autori che non hanno dichiarato l’esistenza di conflitti di interesse.
Nel caso in esame, possono concretizzare situazioni di conflitto di interesse rispetto
alla valutazione dell’effetto sulla salute delle RF, ad esempio
:

  1. quei casi in cui l’autore dello studio ha effettuato consulenze per l’industria
    telefonica o ha ricevuto finanziamenti per la realizzazione di studi dall’industria
    telefonica
  2. caso in cui l’autore stesso sia membro dell’ICNIRP.
    Infatti l’ICNIRP è un’organizzazione privata, le cui linee guida sulle RF hanno una
    grande importanza economica e strategica per l’industria delle telecomunicazioni,

con la quale peraltro diversi membri dell’ICNIRP hanno legami attraverso rapporti di
consulenza … A parte possibili legami con l’industria, appare evidente che i membri
dell’ICNIRP dovrebbero astenersi dal valutare l’effetto sulla salute di livelli di RF
che l’ICNIRP stesso ha già dichiarato sicuri e quindi non nocivi per la salute.

Sul conflitto la Corte d’Appello dice: “l’impostazione dei Consulenti d’Ufficio è del tutto
condivisibile, essendo evidente che l’indagine, e le conclusioni, di autori indipendenti diano maggiori garanzie di attendibilità rispetto a quelle commissionate, gestite o finanziate almeno in parte, da soggetti interessati all’esito degli studi
.” Per contro “L’ampia letteratura scientifica citata ed applicata dai Consulenti d’Ufficio, del tutto indipendente, deve quindi ritenersi affidabile, così come le conclusioni, a livello epidemiologico, a cui essa è pervenuta

Smentite le critiche sugli studi animali NTP e Ramazzini
“Le sperimentazioni sulla cancerogenicità di agenti o sostanze vengono
usualmente eseguite su animali, quali i roditori, che presentano elementi di similitudine
con gli uomini, sicché non si può negare pregiudizialmente valore scientifico ai risultati di
detti studi”. Inoltre: gli schwannomi cardiaci (trovati nei ratti degli studi scientifici) sono dello
stesso tipo istologico dei neurinomi del nervo acustico… questi studi dimostrano che
l’esposizione a RF può determinare una trasformazione neoplastica delle cellule di
Schwann, processo che sia i tumori benigni che i tumori maligni hanno in comune; p. 26.
Inoltre: la probabilità che tre analisi indipendenti abbiano trovato solo per caso un
incremento significativo di sviluppare tumori dello stesso tipo istologico e nella stessa
sede anatomica è bassissima;

Criticato anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS):
lo studio tranquillizzante dell’ISS di agosto 2019 viene criticato dai consulenti della corte
d’Appello perché “usa in modo inappropriato i dati sull’andamento dell’incidenza dei
tumori cerebrali…non tiene conto dei recenti studi sperimentali su animali”, e pur
dichiarandosi incerto sugli effetti associati ad un uso intenso e prolungato di cellulari,
“non ha diramato raccomandazioni più stringenti sui limiti di esposizione a RF, in
particolare per i bambini e gli adolescenti”.

Gli avvocati ricordano che due dei firmatari dello studio ISS, Carmela Marino e Maria
Rosaria Scarfi, sono uno membro e l’altro consulente ICNIRP
, quindi in posizione di
conflitto di interessi secondo la sentenza di oggi.

Dichiarazioni.

Avv. Stefano Bertone, studio legale Ambrosio&Commodo di Torino:ciò che ci interessava di più dal punto di vista legale era la conferma che gli studi ‘negazionisti’ finanziati dall’industria non potessero andare a fondare, influenzandolo, il ragionamento dei consulenti dei tribunali nelle cause che riguardano la telefonia mobile. La Corte d’Appello ci dà ragione con un concetto tanto
semplice quanto decisivo: siccome l’industria ha interesse all’esito degli studi, chi
lavora per lei o con suoi soldi esprime pareri meno attendibili di chi fa ricerca senza
tornaconto
”. Ancora Avv. Stefano Bertone: “mi auguro che la notizia di questa decisione, in
mancanza delle informazioni del settore pubblico, spinga i genitori a riconsiderare
attentamente il rapporto e la vicinanza dei loro figli con i dispositivi mobili
”.

Laura Masiero, presidente Associazione per la protezione e lotta all’Elettrosmog, referente regionale Veneto dell’Alleanza Italiana Stop 5G: “ancora una volta un lavoratore si è ammalato perché non era stato informato sui rischi dell’uso prolungato del cellulare all’orecchio e sulla necessità di modalità di utilizzo protettive come il viva voce o l’auricolare con il filo. I giudici scrivono un’esemplare sentenza”. Ancora Laura Masiero: “Membri Icnirp o ex Icnirp sono tuttora presenti nelle file delle istituzioni italiane preposte alla tutela della salute (ISS). Istituzioni che continuano, nonostante le evidenze scientifiche, a negare qualunque effetto cancerogeno e biologico delle RF, utilizzando in modo inappropriato i dati esistenti e selezionandoli in maniera
strumentale. Sono assolutamente colpevoli di lasciare il pubblico nell’ incertezza senza
informarlo, come sarebbe loro dovere, sui possibili rischi dell’esposizione prolungata e
massiccia di lavoratori, studenti, cittadini e soprattutto dei più piccoli e delle categorie più
fragili, come gli elettrosensibili. E questo nonostante la sentenza del TAR Lazio che ha
richiamato i Ministeri competenti a realizzare quelle campagne informative capillari
previste dalla legge 36/2001. Ci chiediamo cosa accadrà con l’arrivo, peraltro
osteggiato ormai da oltre 120 comuni, del 5G: irradiazione obbligatoria e ubiquitaria
dalla terra e dallo spazio su tutti. Uno schiaffo alla democrazia, alla sicurezza dei nostri
dati e a quella personale col rischio di un prossimo dell’aumento dei limiti di esposizione
da 6 a 61 v/M.
A nome di A.P.P.L.E. e del Prof. Levis che, insieme alla Dott.ssa Papi è
stato consulente di parte di Roberto Romeo, mi congratulo con lo Studio Ambrosio &
Commodo nelle persone degli Avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara
Ghibaudo che mai ringrazierò abbastanza per il loro grande impegno e la passione che
portano, come si vede, buoni frutti
”.

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO LA FONTE

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