Parlamento europeo da brividi, l’interrogazione: “Sul 5G investiti 700 milioni di euro, ma non per valutazione sulla salute umana” La risposta: “Non è necessaria!”

La notizia arriva dall’Alleanza Europea Stop 5G, impegnata nella costruzione di un dialogo per la prevenzione e la precauzione in sede internazionale anche tra i membri del Parlamento Europeo. L’eurodeputata francese Michele Rivasi, membro del parlamento per l’Europa Écologie-The Greens (Alleanza libera Europa), ha formulato un’interrogazione a risposta scritta alla Commissione denunciando la sproporzione di investimento stanziati per lo sviluppo d’infrastruttura tecnologica del 5G (700 milioni di euro per le antenne) a fronte di nessun euro investito in ricerca sugli effetti per la salute umana, in contrasto col programma Orizzonti 2020 che deve essere conforme “agli standard etici, compreso l’obbligo di garantire elevati livelli di protezione della salute umana”. Ecco la versione integrale dell’interrogazione di Rivasi presentata all’Europarlamento dal titolo VALUTAZIONE DELL’IMPATTO BIOLOGICO E SULLA SALUTE DEL 5G

“La Commissione intende proporre il più possibile il lancio completo del 5G in Europa. Il suo piano prevede un programma di rilascio coordinato per l’intera UE. Il programma prevede un lancio commerciale nel 2020, oltre alle tabelle di marcia nazionali per l’implementazione del 5G, con un’implementazione anticipata in almeno una città per Stato membro nel 2018. La Commissione sostiene questi obiettivi con il progetto di partenariato pubblico-privato dell’infrastruttura 5G (5G PPP), nell’ambito del programma di ricerca Orizzonte 2020. Il PPP 5G è il più grande progetto al mondo nel suo genere, con 700 milioni di euro di finanziamenti dell’UE.

L’introduzione del 5G esporrà le persone ad un aumento delle radiazioni elettromagnetiche a microonde e a radiofrequenza. Un’autorità belga ha indicato nuovi volumi più elevati di trasmissione dei dati. L’Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni (BfS) ha dichiarato che volumi di trasmissione di dati significativamente più elevati, trasmettitori nuovi e aggiuntivi e frequenze più elevate, potrebbero alterare l’intensità delle radiazioni.

Tutte le attività di ricerca e innovazione svolte nell’ambito di Orizzonte 2020 devono essere conformi agli standard etici, compreso l’obbligo di garantire elevati livelli di protezione della salute umana.

Il PPP 5G finanzierà uno studio sull’impatto biologico delle radiazioni 5G?

Intende la Commissione condurre una valutazione d’impatto preventiva sull’avvio del 5G nell’UE, in particolare per quanto riguarda la salute umana?

Potrebbe spiegare come verrebbe condotta una valutazione d’impatto, o se si è già avuto luogo,

potrebbe fornire dettagli su come è stata condotta?”

All’interrogazione di Michele Rivasi è seguita poi la risposta di Marya Gabriel, attuale Commissario europeo per l’economia e la società digitale, che a nome della Commissione ha detto che ogni tipo di valutazione preliminare non è necessaria! E lo ha fatto amputando parte sostanziale degli allarmi lanciati proprio dallo SCHEER, mentendo sull’aumento dell’irradiazione elettromagnetica definita addirittura inferiore o uguale al 4G (in Italia dagli attuale 6V/m previsti 61 V/m), rilanciando le arcinote argomentazioni negazioniste dell’ICNIRP già prese come modello anche dal Governo italiano e dall’Istituto Superiore di Sanità per negare l’evidenza di effetti biologici da radiazione non ionizzanti, malati oncologici da radiofrequenze invero già possibili agenti cancerogeni. Ecco la versione integrale della risposta di Gabriel all’interrogazione di Rivasi.

“La protezione della salute pubblica è di fondamentale importanza ed è sempre presa in considerazione nelle proposte e iniziative della Commissione, comprese quelle sul 5G.

In particolare, i limiti di esposizione rigorosi e sicuri per i campi elettromagnetici raccomandati a livello UE dalla Raccomandazione del Consiglio 1999/519 / CE sull’esposizione del pubblico ai campi elettromagnetici si applicano a tutte le bande di frequenza attualmente previste per il 5G.

Il partenariato pubblico-privato per infrastrutture 5G (PPP 5G) sostiene la ricerca e l’innovazione per lo sviluppo di reti 5G conformi agli standard e alle normative internazionali. Sviluppa sistemi progettati per funzionare ben al di sotto dei limiti di sicurezza per la salute delle emissioni elettromagnetiche definiti dalla raccomandazione del Consiglio 1999/519 / CE e pertanto non affronta gli impatti biologici delle radiazioni 5G.

Il Comitato scientifico della Commissione per i rischi sanitari, ambientali ed emergenti (SCHEER) ha un mandato permanente di fornire un aggiornamento indipendente delle prove scientifiche disponibili, compresa la valutazione dei rischi per la salute che possono essere associati all’esposizione. Il comitato ha già formulato cinque pareri pertinenti che non hanno fornito alcuna giustificazione scientifica per rivedere i limiti stabiliti dalla raccomandazione 1999/519 / CE del Consiglio.

Le reti 5G dovrebbero avere livelli di emissione simili o inferiori rispetto alle reti 4G. In combinazione con 4G è possibile un modesto aumento cumulativo nelle aree dense, ancora molto al di sotto dei limiti. Tali limiti si basano su una guida indipendente pubblicata dalla Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP).

Pertanto una valutazione d’impatto non è considerata necessaria. L’ICNIRP sta rivedendo le sue linee guida dopo la consultazione pubblica. La Commissione attende con impazienza le conclusioni. Lo SCHEER può rivalutare la situazione in base all’esito di questa revisione.”

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO LA FONTE

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