L’hashtag #STOP5G cresce su Facebook e Twitter. Uno studio rivela i numeri dell’onda consapevole per la precauzione e la moratoria. Annunciata però l’apertura di una caccia alle ‘streghe social’….

Se i social sono la cartina di tornasole degli umori della società civile, un dato appena reso noto dalla sede londinese della Global Disinformation Index conferma l’ascesa dall’impopolarità e della contrarietà crescente dei cittadini per il 5G, sempre più denunciato nei pericoli per umanità ed ecosistema. Lo studio, mosso evidentemente dall’intento di individuare notizie di controinformazione e trend crescenti in rete, afferma che nel periodo Dicembre 2018-Maggio 2019 è in costante crescita il numero di post con la frase principale Stop 5G sia su Facebook che Twitter e lo stesso anche per i followers.

Su Facebook l’hashtag ha superato i 50 mila rilanci. I grafici pubblicati e ripresi dal CrowdTangle Intelligence Report 2019 (tra i partner anche la BBC inglese) si riferiscono all’andamento negli ultimi mesi della popolarità di #Stop5G sia su Facebook che su Twitter, analizzati comunque anche Youtube, Instagram e la registrazione di nuovi domini Web. “Dal 2016 c’è stato un lento e graduale aumento dei punti di contatto narrativi – è scritto nello studio –tra cui una sfilza di upload, hashtag, pagine Facebook, memi Instagram e domini web, oltre a conversazioni attraverso frange e social network anonimimati che includono 4chan, 8chan, Gab e Voat. Senza ricreare l’intero progetto per una narrazione di disinformazione 5G, è importante sottolineare che le conversazioni sono iniziate affrontando argomenti di notizie rilevanti e preoccupazioni sociali”. E poi, “le affermazioni iniziali si sono concentrate su cinque temi: salute, ambiente, grande governo, sicurezza nazionale ed economia“. Secondo la ricerca con il termine “Stop 5G siamo stati in grado di identificare 124 Pagine Facebook e 74 Gruppi. La rete collettiva di 124 Pagine Facebook ha aumentato il numero di post da 211 post alla settimana a 1.019 post/settimana durante la settimana del 19 maggio 2019“. Su Twitter rivelati 600 account #Stop5G, altri 43 su Instagram.

Lo studio di investigazione sui trend conclude però con l’annuncio dell’inizio di una vera e propria caccia alle streghe, cioè il prefigurarsi di una Web-repressione contro la libertà di denuncia dei rischi del 5G. Ecco cosa è scritto nella conclusioni del CrowdTangle Intelligence Report 2019:

“Incoraggiare l’uso di campagne di contro-messaggistica di terze parti che sfidano direttamente le narrazioni contraddittorie che vengono amplificate su Internet su base giornaliera.

  • Convincere le aziende tecnologiche e i governi a impegnarsi a finanziare, sviluppare e promuovere campagne di messaggistica attraverso la consultazione di ex membri delle comunità marginali..
  • Garantire piattaforme, marchi e scambi di annunci di lavora per demonetizzare e de-fund sugli attori della disinformazione e i loro domini.

Su Facebook il gruppo internazionale più numeroso è quello di Stop5G, seguito in tutto il mondo da oltre 19mila followers, mentre la pagina Stop5G ITALIA (creata a Settembre 2018) è quasi a 8.000 mi piace, seconda posizione per la nuova pagina (nata il mese scorso) dell’Alleanza Italiana Stop 5G con oltre 3.100 followers e picchi con più di 100.000 visualizzazioni settimanali. Numerosi, poi, sempre in lingua italiana anche i gruppi Facebook Stop 5G locali, regionali, comunali e di zona, con altre migliaia di persone al seguito, così come tanti sono i gruppi Stop 5G esteri (tra i molti, sono su Facebook quelli di Germania, Svizzera, Inghilterra, Irlanda, Polonia ma pure America e Australia).

Su Change.org invece le petizioni per la moratoria al Governo italiano sono due, insieme sommano più di 40.000 firme già raccolte: lanciata lo scorso anno, quella del romano Comitato Tutela Ambiente Monte Porzio Catone ONLUS ha più di 22.000 firme (le prime 11.000 vennero consegnate a parlamentari e ministri il 27 Febbraio 2019 durante la prima conferenza stampa alla Camera dei Deputati dell’Alleanza Italiana Stop 5G). mentre la petizione più recente rinnovata per l’alleanza e promossa a Maggio dalla scienziata Fiorella Belpoggi è quasi a 19.000 adesioni.

Infine il nuovo sito dell’Alleanza Italiana Stop 5G, on-line dallo scorso mese di Luglio, ha registrato picchi di 10.000 visualizzazioni uniche.

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