Preparatevi all’intelligenza pervasiva: le microonde del 5G entreranno (pure) dentro le nostre case! Come difenderci?

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di Maurizio Martucci

Le nostre quattro mura? Più che polveriere, saranno veri e propri forni a microonde in ambiente chiuso, con noi (e la nostra famiglia) dentro! Perché il lato oscuro del 5G non sarà solo sulle mini-antenne sui lampioni della luce, sotto i tombini dei marciapiedi, sui droni in cielo e nel Wi-Fi dallo spazio. Ma anche dentro le nostre case. Tutti i nostri condomini, da qui a poco tempo potrebbero riempirsi di microonde millimetriche indoor da inesplorate radiofrequenze, effetti multipli e cumulati di case confinanti e ravvicinate altamente rischiose per la salute umana. Tanto per capirci, ecco un caso limite: a Bagheria (Palermo) c’è una donna gravemente malata di elettrosensibilità. Senza sosta lotta con le armi della ragionevolezza e buon senso coi suoi inquilini perché spengano il Wi-Fi (subito come una tortura) e lo sostituiscano col più sicuro cavo. Tentativi inutili. Allora, scesa in strada pure in corteo, ha diffidato legalmente Sindaco e prefettura chiedendo “provvedimenti contingibili e urgenti a tutela della salute”, art. 32 della Costituzione in mano “secondo le indicazioni eventualmente fornite anche dall’AUSL 6 Palermo, dipartimento di Prevenzione, Servizio Igiene e Sanità Pubblica”. Niente da fare.

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Finora non solo nessuno le ha dato retta, ma non gli hanno nemmeno risposto, abbandonandola sola e indifesa, tra l’elettrosmog e in pericolo di vita. Un problema subito anche dai (sempre più, e sono davvero tanti) malati invisibili colpiti da elettro-iper-sensibilità, costretti alla fuga da città e modernità pur di non subire gli effetti collaterali di antenne, Smart meter e wireless ubiquitario. Che ne sarà di loro col 5G, ovunque campo elettrico impennato da 6 V/m a 61 V/m?

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Col lancio del 5G, l’incubo da microonde potrebbe aumentare in maniera esponenziale, fin dentro le nostre case: in doppia conferenza stampa da Pechino e Barcellona (Mobile World Congress) il colosso multinazionale Huawei ha appena presentato il nuovo modem domestico per le bande del 5G, si chiama Balong 5000, router 5G per customer-premises equipment (CPE). Dalla Cina promettono di piazzarlo anche nelle case degli italiani. L’overdose elettromagnetica è all’orizzonte. Il pericolo incombe.

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“Il Balong 5000 aprirà un nuovo mondo ai consumatori” – ha detto Richard Yu, numero uno di Huawei Consumer Business Group – “si tratta di un’intelligenza pervasiva per accedere alle reti in modo più libero e godere di un’esperienza incredibilmente veloce. Porteremo un’esperienza ispirata ai consumatori in ogni aspetto della loro vita.” E ancora: “Non c’è dubbio però che si tratti di un’innovazione potente perché per la prima volta consentirà di collegare non solo persone, ma anche macchine e cose ad altissima velocità e senza latenza. La tecnologia 5G sosterrà il prossimo salto in avanti per il nostro mondo intelligente, in cui persone, veicoli, case e dispositivi sono completamente connessi, offrendo nuove esperienze, approfondimenti e capacità”.

 

Il modem domestico ‘Huawei 5G CPE Pro’ ha due modelli, uno a bassa frequenza (sub6GHz), il secondo ad alta frequenza (mmWave). Il 5G irradiato dentro casa (addosso pure a bambini, anziani, donne incinte e malati: se ne ignora la distanze di sicurezza, qualora ci fosse!), trova conferma nell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: per permettere ad almeno l’80% della popolazione nazionale (salirà al 99,4% entro giugno 2023) – si legge nella delibera – “la corretta fruizione, in maniera ragionevole anche in ambiente indoor”, viene di fatto avallato l’elettrosmog per 365 giorni l’anno, 7 giorni su 7, 24 ore giorno e notte dentro case domotiche, uffici pubblici e privati, un milione tra elettrodomestici e oggetti wireless connessi simultaneamente in ogni chilometro quadrato del 98% del territorio nazionale.

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Di quest’invasione elettromagnetica senza precedenti nella storia dell’umanità, se ne parlerà a Vicovaro (Roma) Sabato 2 Marzo 2018 nel 1° meeting nazionale ‘Emergenza politica di precauzione”. Tra i relatori ci sarà anche l’Avv. Tiziana Vigni del Codacons, nel curriculum una lunga esperienza per la protezione dall’elettrosmog maturata in tribunale sin dal 1996. Sarà interessante capire, giurisprudenza alla mano, come i cittadini potranno tutelarsi dallo tsunami 5G. Perché, finora, nessun segnale arriva dal Ministero della Sanità. Ma allora: come difendersi?

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