Sicilia. “Non uccidetemi con 5G e Wi-Fi”. Corteo per salvare Yvelyse e tutti i malati! Guarda video e foto. NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

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di Maurizio Martucci

Cartelli, corteo e volantini: Stop 5G, va in scena in Sicilia la prima manifestazione d’Italia. La prima piazza contro l’invasione del wireless di quinta generazione s’è radunata stamattina nel centro di Bagheria (Palermo) in solidarietà con una donna gravemente malata di elettrosensibilità che, inutilmente, chiede aiuto al Sindaco del proprio Comune per non subire più gli effetti biologici (patiti come torture) dell’aria elettrizzata, in attesa dell’incognita 5G. All’iniziativa, promossa della sezione di Gela della Federazione Nazionale Verdi, ha partecipato Nicolò Distefano, neo-consigliere nazionale degli ecologisti, già relatore nel recente congresso di Chianciano Terme con un intervento sul pericolo elettrosmog.

La donna bisognosa di attenzioni ambientali è Yvelyse Martorana, l’insegnante gravemente malata di elettrosensibilità (EHS) e sensibilità chimica multipla (MCS) che già a novembre – protestando con cartelli appesi sulla sua automobile – aveva manifestato davanti il Municipio di Bagheria ricevendo rassicurazioni circostanziate dal Sindaco Patrizio Cinque. Oggi, rigorosamente mascherina anti-odori sul viso, la donna s’è presentata in piazza con un’eloquente cartello al collo (“Giù le onde dalla mia testa”), ma soprattutto con la voglia di denunciare pubblicamente lo stato d’abbandono a cui è stata confinata, senza l’adozione di provvedimenti cautelativi. Trascorsi inutilmente 30 giorni dalla presentazione di un’urgente istanza, l’inerzia dell’amministrazione isolana è stata però (parzialmente) colmata dalla vicinanza di quanti hanno voluto manifestare per lei e in difesa degli inalienabili diritti di tanti altri cittadini invisibili.

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Durante il simbolico corteo lungo Corso Umberto I, i manifestanti hanno diffuso un volantino: “Yvelyse Martorana, affetta da EHS e MCS, testimonia delle dure conseguenze nel corpo e nell’anima di un inquinamento tecnologico, oltre che chimico, ormai selvaggio e sfrenato.

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Il testo del volantino riportava l’appello di Yvelyse, che, in una sorta di lettera aperta, ha ricostruito la sua storia sanitaria, puntando sull’invisibile minaccia elettromagnetica e sull’assenza di assistenza pubblica nella lotta contro l’invalidante malattia ambientale. “Neanche la mia abitazione è ormai più un luogo sicuro – racconta la docente a cui il Sindaco Cinque non ha ancora risposto – l’aumento dell’elettrosmog nel mio appartamento mi sta procurando un lento ma costante peggioramento che mi costringe a fuggire da casa e rimanere a riparo dai campi elettromagnetici anche per dieci ore al giorno. Persino la notte faccio fatica a rientrare.”

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Martorana spiega di aver chiesto ai suoi vicini di spegnere l’irradiazione wireless, quanto meno nelle ore notturne per consentirle almeno di dormire, ricevendo però i favori di due soli coinquilini. Troppo poco per sfuggire all’elettrica morsa del drago, così come finora vana è stata la ricerca di una soluzione abitativa alternativa, in un territorio ricoperto di antenne per la telefonia mobile. Da qui la richiesta di Yvelyse al Sindaco di un’ordinanza “urgente e straordinaria nella quale si disponga un depotenziamento degli impianti Wi-Fi nel mio condominio”, richiamato l’art. 32 della Costituzione: “il primo cittadino come rappresentante statale a livello locale, ha il dovere di tutelare la salute di ognuno di noi, nessuno escluso. Per questo la nostra legislazione lo ha dotato di poteri speciali che gli permettono di intervenire con misure straordinarie in tutti quei casi non normati in cui la salute di un individuo è a rischio.

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Yvelyse sa già di dover trascorrere il Natale in un rifugio di ripiego, ma solleva dubbi e paure sull’imminente tsunami elettromagnetico. Come molti altri malati elettrosensibili, teme seriamente per la propria incolumità: “che ne sarà di noi quando il 5G sarà operativo? E che cosa ne sarà della salute pubblica? Non rimaniamo indifferenti, lottiamo per la nostra vita!

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Sulla vicenda Bagheria è intervenuto anche Paolo Orio, presidente dell’Associazione Italiana Elettrosensibili, sempre più riferimento per i (troppi) ammalati dall’Era Elettromagnetica: “La condizione di elettrosensibilità in alcuni soggetti è estremamente invalidante tanto da sovvertire completamente stile e qualità di vita sino al ritiro sociale. Gravemente compromesse le relazioni sociali: non si è più in grado di viaggiare, andare al ristorante, al cinema, mantenere la propria condizione lavorativa, molti subiscono licenziamenti o addirittura, come nel caso di Yvelyse, i propri spazi abitativi diventano aggressivamente ostili dalla selva di radiofrequenze e microonde che provengono dai vicini di casa. In poche parole si rimane senza diritti. Una condizione inaccettabile causata da una deregulation in tema di inquinamento elettromagnetico, il tutto con l’inesplorato 5G alle porte … senza conoscerne i potenziali effetti biologico/sanitari sulla popolazione, anche quella oggi non ammalata”.

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