Il cibo, un gioco della creazione (e per l’immaginazione) dove vince la Consapevolezza: la rivincita della frutta nell’anti-specismo alimentare

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di Luca Speranza

(fondatore di Fruttalia.it)

Immaginate un gioco in cui siete dei creatori potenti giusti e saggi e soprattutto  infinitamente buoni, immaginate di avere un pianeta a disposizione e di creare delle specie animali fra cui l’uomo e il loro cibo. Non importa il motivo per cui lo fate, ma l’obiettivo del gioco è far evolvere queste specie e seguirle amorevolmente nella loro evoluzione. Ragioniamo assieme, mettetevi nella mente di creatori, di mondi e immaginate.

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Iniziamo a lavorare: ogni animale dovrà avere il suo cibo a seconda della sua forma, della sua struttura anatomica, della reperibilità del alimento e di quanto ne avrebbe bisogno, … o forse sarebbe meglio partire dal creare il cibo per formare la specie che ne sarà nutrita ? Diciamo che dipenderà dalle vostre abilità tecniche che avete acquisito, o delle vostre particolari preferenze nel creare le regole del gioco.

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Senza addentrarci nei dettagli sulla creazione di ogni specie vegetale, e animale che dovranno interagire per mantenere il “sistema” in equilibrio, parliamo della specie umana. L’uomo avrà due braccia e due gambe, e vivrà sulla terra quindi non avrà branchie, per nuotare ne ali per volare, ma avrà una mente molto abile per risolvere problemi di sopravvivenza, e soprattutto un grande potenziale evolutivo(derivato dal passaggio nei vari stadi o regni evolutivi precedenti), per creare tutto ciò di cui ha bisogno ed evolvere in armonia con il creato.

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Che cibo preparereste progettereste per l’uomo?  Spaghetti o Rigatoni? Hamburger e Patatine? Tramezzini? Merendine imballate nella plastica ? Pasta all’uovo con misto farina di semi? Dolci con zucchero? Caffè? Riso? Sono un pò troppo complicati da preparare giusto ? Bisognerebbe costruire fabbriche , avere macchinari che poi toglierebbero nutrienti ed energie preziose ai cibi. E poi chi li gestirebbe ? Inoltre molti di questi cibi dovrebbero anche esser cotti giusto ? Dovremmo fornire nelle case per l’uomo delle cucine o comunque delle forme di fuoco e poi dei frigoriferi per conservarli. Vi immaginate quest’uomo quanto dovrebbe lavorare per produrre preparare questi cibi ?

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Troppo complicato anche per il creatore che dovrebbe pensare in modo ecosostenibile. In realtà una cosa che non vi avevo detto è che in questo gioco di “creazione”, vince chi riesce a completare un ecosistema nel modo più auto-sostenibile tanto da non “metterci più le mani” e fare in modo che il sistema si regga da solo per milioni e milioni di anni. A questo punto dovremmo considerare bene di fare scelte ponderate seguendo la massima del “massimo rendimento con il minimo sforzo” e pensare soprattutto nel creare cooperazione di integrazione ergonomiche fra tutti gli elementi “viventi” del sistema.

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Ora avrete realizzato che nel modo sopra descritto con i cibi artificiali, e con tutta la loro preparazione, invece l’uomo consumerebbe rapidamente tutte le risorse del pianeta distruggendolo in poche centinaia di anni, e on riuscireste a fare un sistema che duri.
Probabilmente invece avreste pensato a quanto sarebbe meglio che la natura pensi a se stessa e produca interazione in forma simbiotica trovereste il modo di offrirgli il cibo attraverso le piante già esistenti che filtrano l’acqua dal terreno e assorbono e trasformano l’energia del sole. E che in più con la buccia offrono una protezione migliore di qualsiasi imballaggio plastico e soprattutto biodegradabile naturalmente.

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Questo cibo è già Bio-disponibile dato che abbiamo un pianeta, che è stato potenzialmente con quei presupposti si simbiosi cooperativa fra tutte le specie e fra i vari regni (minerali, vegetale, animale) a livello mentale fisico energetico. Questo pianeta che si chiami Gea, Gaia, Tiamat, Teegeeack. oppure semplicemente Terra.
Questo pianeta è formato da acqua ma anche da molta terra (da cui forse il nome? ).

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Qui vivono grandi alberi di tutte le specie, generati da piccoli semi, dall’immenso potere creativo, che a loro volta generano periodicamente fra i loro rami, altri semi coperti da una protezione di polpa succosa commestibile, che è stata resa attrattiva, colorata, succosa, dolce o salata al gusto, in modo gradevole, affinché possa essere cibo gradito e piacevole per le specie animali, fra cui l’uomo che mangiandone l’esterno e gettando poi i semi lontano dall’albero favorirà così la propagazione di nuovi alberi. In questo modo si sosterrà un meccanismo biologico cooperativo e simbiotico in cui non mancherà mai cibo e nutrimento per chi abitasse qui.

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Questa idea di indipendenza alimentare, svincolerebbe cosi l’uomo, da tutti quegli obblighi, di preparazione del cibo artificiale, ma anche dal tempo di lavoro necessario per dover comprare quel finto cibo. Libero di quella schiavitù l’uomo potrà finalmente avere tempo e spazio per evolversi naturalmente con la frutta, meraviglioso cibo per l’uomo etico, semplice, ecologico e di buon senso per qualsiasi buon creatore. Lode al “Saggio Creatore” che ha ideato il fruttarismo simbiotico, e lode al Saggio Co-Creatore che riuscirà a vivere questa simbiosi al fine evolutivo.
Pace e bene a tutti e buona frutta!

 

da Fruttalia.it, riproduzione consentita citando fonte e autore –

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