Federica Gif, il suo menù bio-vegano di Capodanno (e non solo): “Mangiate lenticchie tutto l’anno!”. E sull’abbuffata di ricette in Tv (indigestione mediatica?), confessa …. – INTERVISTA ESCLSUIVA OASI SANA

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di Maurizio Martucci

Sguardo profondo, verace. Capello corto e nero, come uscita fuori dal tempo pare una romagnola alla corte di Fellini negli anni ’50, se non altro perché riminese d’anagrafe lo è davvero, nonostante un cognome virtuale, in uso dai tempi della rete prima dei social. Come allegato. “Quando c’era MySpace pubblicavo immagini in formato ‘gif’ per creare delle piccole animazioni, e una volta mi presentarono come ‘Federica Gif’ e così decisi di farlo mio”. Madre (“mio figlio ha 19 anni”), una passione per il karate e l’arte, ma soprattutto una vena culinaria spiccatamente salutista, condita dai suggerimenti consapevoli di Franco Berrino, declinati su ammiccanti giochi di parole (Mipiacemifabene) e slogan mutuati dagli anni della contestazione per una Rivoluzione Forchetta&Coltello (Più ricette sane, meno ricette mediche). Federica Gif è un po’ di tutto: Vegan Foodblogger d’eccellenza (“consiglio solo prodotti biologici”, e ama il Km0), nel biennio 2013-14 s’è classificata sul podio dei blog di cucina nostrana, ricevute diverse nomination negli Awards. Al SANA di Bologna, salone internazionale del bio-naturale, ha tenuto lezioni di cucina davanti un nutrito pubblico (“c’erano migliaia di persone!”), prestando poi la voce su Rai Radio e il volto in Tv sui programmi Alice. Un paio d’anni fa, il salto in editoria col libro di ricette “Più ricette sane, meno ricette mediche” (Macro Edizioni), che l’ha consacrata tra le migliori foodblogger italiane. L’abbiamo intervistata anche per avere un suggerimento sul menù (bio-vegano) di Capodanno. Ecco cosa dice.

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Da foodblogger vegana allo shoowcooker nel SANA fino al personaggio Tv e voce radio: quante Federica Gif ci sono? Una per ogni target di riferimento?
“No, non mi sono mai dovuta adattare a nessun target, semmai sono le mie esigenze che sono cambiate. Generalmente non sono rigida e non amo le etichette… Per non sbagliare seguo le linee guida dell’OMS e del Codice Europeo per la Prevenzione del Cancro, per questo nella mia alimentazione e nelle ricette che suggerisco ci sono molti ingredienti di origine vegetale, tanta verdura di stagione, legumi e cereali integrali… Ogni tanto un pochino di pesce fresco (che però non amo cucinare) e dolci senza l’aggiunta di zucchero o dolcificanti alternativi. Uno stile mediterraneo di altri tempi”.

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Sul piccolo schermo si registra prosegue senza sosta il boom dei fornelli in cucina, prima solo all’ora di pranzo, ora praticamente sempre grazie ai canali monotematici: non si corre il rischio di amplificare modelli alimentari scorretti? Offrendo il grande palcoscenico a cuochi che ignorano le insidie di modelli insalubri?
“Tanta, forse troppa cucina in tv…si, vero! Anche agli appassionati di cucina come me suggerisco di uscire a fare una passeggiata piuttosto che mettersi sul divano a guardare trasmissioni di cucina e magari di andare a cercare ispirazione guardando i banchi di frutta e verdura dei mercatini a km 0. In generale in televisione si tende a proporre ricette utilizzando ingredienti sponsor delle trasmissioni stesse”.

…. E allora siamo diventati affamati di cucina televisiva? Non si rischia un’indigestione mediatica?
L’Italia è un paese che mangia e che del cibo ha fatto il suo cavallo di battaglia, se vuoi un successo assicurato lo trovi di più proponendo piatti base della tradizione e in genere più sono carichi più l’intensità degli applausi aumenta… Alla fine la cucina più casta è meno spettacolare ma non meno gustosa; pensiamo al piatto tipico per eccellenza della nostra mediterraneità; la pasta e fagioli o la pasta e ceci!

 

Il tuo libro risente di un eco di Ippocratica memoria: “Più Ricette Sane Meno Ricette Mediche”. Che vuol dire?
Semplicemente che mangiare bene aiuta a sentirsi meglio. Ho voluto giocare con le parole e il loro duplice significato”.

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Un altro gioco di parola che usi spesso è ‘peccato di gola senza peccato’. Per te gusto fa rima con salute?
Assolutamente si, per me il cibo sano non è un ripiego, non mi piacciono i cibi confezionati o pronti… Adoro la verdura, il riso integrale e tutta la vasta gamma di cereali e legumi, mi piace variare l’alimentazione e non scivolo mai nella monotonia perché il cibo buono è: colorato, assortito, ha sapori sorprendenti e le combinazioni sono infinite. Con “peccato di gola in genere si fa riferimento a un qualcosa di molto buono ma trasgressivo, il peccato di gola senza peccato invece è un’angelica tentazione che ci si può concedere perché fa addirittura bene… Mipiacemifabene appunto”.

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Sei una fautrice dell’autoproduzione, come conciliarla coi ritmi frenetici della vita contemporanea nelle grandi città? Ce la vedi un’impiegata che torna a casa la sera, per preparare il pane dal suo lievito madre?
Credo sia impensabile tornare a casa e trovare tutto da fare… Ci vuole un minimo di organizzazione ma le cose che suggerisco sono assolutamente alla portata di tutti anche di chi ha una manciata di minuti per cucinare. Nel mio frigo c’è sempre un cereale integrale già pronto che abbino poi a verdura cruda, cotta e magari a una varietà di legumi. Un suggerimento; mettete i legumi a bagno al mattino, andate al lavoro e alla sera anche dopo cena cuoceteli a pressione mentre guardate un film o leggete un buon libro. Cucinatene in quantità e magari surgelatene una parte o conservatile nei vasetti come si fa per la passata di pomodoro. Un’altra prova che potrebbe sembrare provocatoria… Provate ad auto produrre il pane! Preparate l’impasto andate a dormire, mentre riposate il pane lievita e al mattino è pronto per essere cotto in forno! Quando vi avanzano legumi o cereali e siete in ‘buona’, frullateli insieme a verdure e fiocchi d’avena e preparate burger o crocchette, metteteli in bustine monodose, surgelateli e ve li ritrovate pronti all’occorrenza oppure tenete in freezer delle piadine precotte all’olio e farcitele come fossero delle pizze privilegiando le verdure, cuocete in forno 10 minuti e la cena o il pranzo sono pronti”.

 

… e poi ti piace molto il cibo crudo….
Il cibo crudo mi piace ma questo non vuole dire che mi sentirei di mangiare tutto crudo. In estate, qualche giornata ci può anche stare ma solo crudo no, soprattutto in inverno… Sento più spesso il bisogno del cibo caldo, le zuppe scaldano il cuore dall’autunno per tutta la stagione fredda e anche se mi incuriosiscono e sperimento volentieri ricette crudiste, non potrei rinunciare alla chimica e ai profumi che si creano in cottura, tra l’altro è anche giusto ricordare che certi importanti nutrienti come il beta-carotene, viene assorbito molto meglio con una cottura lieve”.

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Adotti un’idea di menù sostenibile, mutuata dall’esperienza del noto epidemiologo Franco Berrino: la salute passa per la tavola?
Stimo molto Franco Berrino che ho anche avuto il piacere di intervistare in diverse occasioni. Medico oncologo ed epidemiologo, è stato direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, in fondo lui per primo ci tiene a sottolineare che non ha inventato un nuovo regime alimentare ma segue le Linee Guida del Codice Europeo per la Prevenzione del Cancro… L’OMS ha redatto questo codice in base a risultati ottenuti dopo attenti studi durati anni e su un numero significativo di persone. ‘Il Cibo dell’Uomo’ è un trattato scritto da lui, che si può scaricare e leggere gratuitamente in rete dove, oltre alle solide basi scientifiche si possono leggere i consigli di un uomo saggio che si lascia guidare dal buon senso. La salute passa assolutamente per la tavola e questa non è una cosa che penso solo io…

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Sei molto attenta alle etichette: consigli di diffidare da quelle che riportano molti ingredienti, stampati spesso con sigle incomprensibili …..
Tempo fa ho letto un libro molto interessante ‘In difesa del Cibo’ di Pollan dove si suggeriva di andare a fare la spesa non con la nonna ma possibilmente la bisnonna; sicuramente la saggezza popolare l’avrebbe distolta dallo scegliere cibo pronto e confezionato preparato con ingredienti sconosciuti… Sempre sullo stesso libro si consigliava di dubitare di suggerimenti dietetici sulle confezioni… Su verdure, cereali, legumi non c’è bisogno di scrivere niente, sono ingredienti che ci fanno bene e ‘liberi’ sia dagli imballaggi sia dai messaggi subliminali. Lasciamoci guidare dal buon senso e da quella parte sana di memoria genetica”.

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L’ultima domanda è una ricetta: quale menù per Capodanno consigli ai lettori di OASI SANA? Con quali ingredienti e cucinato come?
Ormai siamo agli sgoccioli; quindi vi suggerisco qualche piatto da preparare all’ultimo minuto senza bisogno di trascorrere ore ai fornelli… Un’apertura e un dessert; come antipasto, da buona romagnola, dei cestini di piadina, possiamo utilizzare quelle precotte sottili all’olio. Coppo la piada, la spennello con acqua olio e sale, la metto in stampini da muffin e li faccio tostare in forno poi una volta freddi, li farcisco con insalata russa homemade e maionese vegetale (100 g di olio di girasole consiglio bio, 50 g di latte di soia al naturale, un cucchiaio di succo di limone, frullate a immersione qualche secondo mescolate a freddo con una dadolata di patate e carote e a piselli, vanno bene quelli surgelati) poi per contestualizzarla alla serata possiamo anche aggiungere delle lenticchie al posto dei piselli. Come dessert delle fettine di frutta fresca; mandarini pere kiwi bagnati per metà nel cioccolato fondente spolverati con granella di nocciole tostate o pistacchi, li passiamo in frigo e li serviamo. Un’idea per fare mangiare un pò di frutta anche ai bambini. Due suggerimenti….

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Quali?
Il primo è di non mangiare le lenticchie solo a Capodanno, sono buone, fanno bene e per questo portano fortuna tutto l’anno! Il secondo consiglio è quello di togliervi qualche voglia proprio in queste occasioni perché non si ingrassa da Natale a Capodanno ma da Capodanno a Natale”.

Riproduzione consentita, previa citazione fonte e autore

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