Kambo e Iboga (le medicine tribali più antiche del mondo): l’antica saggezza dell’Amazzonia e dell’Africa centro-occidentale – ESCLUSIVA OASI SANA

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di Giovanni Lattanzi
(autore del libro ’Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia’, Edizioni Bibliosofica)

 

Il Kambo e l’Iboga sono due delle più antiche medicine esistenti sul pianeta. Il Kambo appartiene alla tradizione degli Indios dell’Amazzonia, l’Iboga alla tradizione spirituale dei Pigmei delle foreste dell’Africa Centrale. Sebbene l’uso dell’Iboga abbia avuto origine con i Pigmei, essa è conosciuta principalmente per il suo impiego sacramentale nel contesto della religione Bwiti del Gabon. Il primo presidente del Gabon, l’onorabile Léon M’ba era membro della religione Bwiti, ed ha strenuamente difeso l’uso dell’Iboga e la stessa religione Bwiti dall’attacco delle amministrazioni coloniali francesi. Tuttavia, è solo nel giugno del 2000 che l’Iboga è stata dichiarata ‘riserva strategica del patrimonio culturale’ dal Consiglio dei ministri della Repubblica del Gabon. Kambo è il nome che alcune tribù amazzoniche hanno dato ad una specifica rana (Phyllomedusa bicolor) nonché alla secrezione prodotta dalla pelle di questo anfibio al fine di proteggersi da predatori. Tale secrezione viene impiegata da tempi immemorabili dai nativi dell’Amazzonia come medicina sacra all’interno di un contesto sciamanico nel quale questa rana viene considerata un animale sacro, un alleato in grado di comunicare con gli sciamani attraverso sogni o visioni. L’uso tradizionale di questa medicina, che al giorno d’oggi si sta diffondendo in tutto il mondo, è quindi, spirituale. Sia il Kambo che l‘Iboga erano del tutto sconosciuti agli occidentali fino a pochi anni fa, ma al momento si stanno rapidamente diffondendo in America e, più di recente, in Europa e nel resto del mondo.

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Sia il Kambo che l’Iboga sono stati oggetto di ricerca, sebbene la maggioranza degli studi si sia concentrata sull’Iboga. I risultati suggeriscono che la loro azione va ben al di là della semplice cura di una specifica malattia. Sembra infatti che essi operino un reset del DNA e del campo elettro-magnetico del corpo. Questo risettaggio è guidato dal potere trasformante del proprio intento ed apre la strada verso un maggiore senso di pienezza e realizzazione nella propria vita. Esso guarisce a livello fisico, mentale ed emozionale — tenendo comunque presente che queste sono arbitrarie categorie mentali che a un livello più profondo spesso si fondono l’una nell’altra. Sia Kambo che Iboga hanno proprietà in grado di guarire disturbi specifici.

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Secondo lo scienziato italiano Vittorio Erspamer , questa secrezione contiene un “fantastico cocktail chimico con un grande potenziale per applicazioni terapeutiche” per quanto riguarda malattie dovute a sistema immunitario debole, problemi di tiroide, stress, esaurimento nervoso, depressione, tossico- e farmacodipendenza, infezioni, allergie, insufficienze degli organi e dell’apparato sessuale, infertilità, cancro ed altro ancora. Il Kambo non funziona come un agente esterno all’organismo. Al contrario di quanto alcune persone sono portate a pensare, il contatto con la secrezione di questa rana non risulta tossico per gli esseri umani, non agisce come un veleno.

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La secrezione non passa attraverso il sangue e una gran parte di essa non entra nel corpo, i peptidi presenti nella secrezione hanno un effetto sul sistema linfatico che interagisce direttamente con dei ricettori del cervello. I peptidi che sono stati individuati nella secrezione di questa rana attivano molteplici recettori cerebrali che sono connessi con delle funzioni essenziali del corpo umano: stimolazione della ghiandola pituitaria, attivazione della corteccia surrenale, delle secrezioni gastriche, pancreatiche e della cistifellea (espulsione della bile), aumento della circolazione vascolare — compresa la circolazione sanguigna intracerebrale — aumento della vasodilatazione, produzione di dermorfine e deltorfine (rispettivamente 18 e 39 volte più forti delle beta endorfine prodotte dal corpo umano), produzione di adrenalina, produzione di adenoregulina che presiede alla distruzione da parte delle cellule di virus e batteri.

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Mentre il Kambo agisce prevalentemente a livello fisico, mentale ed emozionale, l’Iboga può essere considerata più indicata per un profondo reset psichico, per il fatto che accede alla radice di blocchi emozionali ed apre il soggetto ad un processo di guarigione in cui il suo potenziale comincia ad esternarsi nella vita quotidiana insieme alla manifestazione della sua essenza. In Africa, l’Iboga è considerata un Sacramento ed è usata come una pianta medicinale sacra con lo scopo di guarire problemi fisici, inclusa l’infertilità e la dipendenza da alcool. Tuttavia dalla prospettiva dello sciamanesimo, la pianta viene usata principalmente a scopi esorcistici per liberare dagli ‘spiriti maligni’ che posseggono la persona e che — in questa prospettiva — rappresentano la causa profonda dei suoi disturbi fisici.  L’Iboga può essere considerata una medicina Zen: aiuta l’individuo a diventare più stabile e non reattivo emotivamente, incrementando l’energia della consapevolezza e la capacita di riconoscere i propri condizionamenti e gli schemi emotivo-mentali di origine familiare e culturale.

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L’Iboga ci aiuta a conoscere noi stessi attraverso una apprendimento silenzioso, non verbale, uno spazio di silenzio interiore che si manifesta come la fine delle storie create dalla mente, che rappresenta anche la fine di credenze inconsce che nutriamo su noi stessi e sugli altri. La parola ‘Iboga’ significa ‘prendersi cura’. L’Iboga si prende cura di noi liberandoci dalle idee e dalle storie della mente che limitano chi siamo e cosa possiamo o non possiamo fare in quanto esseri umani. L’Iboga ci mostra le ombre della nostra anima, quelle parti dove c’è bisogno di portare luce, amore per noi stessi, stabilità emotiva e silenzio interiore: tutte quelle parti del sé di cui non siamo consapevoli. L’Iboga ci incoraggia a trasformare la nostra vita grazie al potere dell’intento ed alla volontà di praticare la presenza mentale nel nostro quotidiano. Nel contesto sciamanico, l’intento è un’energia universale composta essenzialmente di luce che pervade tutto l’universo. Lavorare con il proprio intento è una parte essenziale del contesto spirituale dell’ Iboga. Non è soltanto l’Iboga a guarirci come un agente esterno. È bensì la nostra sincera intenzione di cambiare, guarire e comprendere, che ci permette di sintonizzarci sul più alto livello di energia vibrazionale dell’Iboga. Se il proprio intento non è abbastanza chiaro e forte, non ci potrà essere niente o nessuno in grado di aiutarci. Anche la lettura di questo libro finirà per nutrire solo la non realistica aspettativa che esista qualcosa al di fuori di noi in grado di risolvere i nostri problemi. A volte da soli non ce la facciamo, anche questo è vero, ma possiamo sempre scegliere di chiedere umilmente aiuto e sostegno, cercando l’ambiente e la situazione che sono in sintonia con le nostre aspirazioni profonde e che ci aiutano a nutrire i ‘semi’ buoni depositati nella nostra coscienza, le nostre potenzialità ed a manifestare la nostra forza.

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Dalla esperienza mia e di altri, posso affermare che l’Iboga lavora a livello energetico ed ha effetto su di noi non appena il nostro intento si connette allo Spirito della pianta e questo può avvenire anche prima della sua effettiva assunzione. Tutto ciò può accadere attraverso sogni o eventi sincronici nella vita quotidiana. Nonostante negli ultimi anni la ricerca scientifica abbia fatto passi da gigante verso il riconoscimento di nuove dimensioni delle realtà che sono al di là dello spazio e del tempo, questa misteriosa proprietà della pianta sacra non riesce ancora a trovare una spiegazione scientifica.
Quando ci accingiamo a lavorare con l’Iboga, la domanda da porci è: “Quale energia voglio risvegliare in me stesso con l’aiuto del mio intento?” e inoltre “Quanta energia ho per realizzare il mio compito?” L’Iboga ci risponderà e ci mostrerà come portare maggiore chiarezza nel nostro intento passando dal livello della mente a quello dello Spirito, il livello dell’Essere, dell’Intelligenza superiore, dell’energia creativa della vita, presente in tutto l’universo. La ferma volontà di interrompere il flusso dei pensieri è fondamentale mentre si lavora con l’Iboga, ed è il reale passaggio verso la guarigione, la porta stretta verso il risveglio. In questo contesto, l’Intento è una sorta di Sacramento. L’intento di essere presenti nello spazio energetico al di là dei pensieri viene chiamato ‘intendere l’intento’. Questo è il mezzo che ci permette di non disperdere più energia ma piuttosto, di accrescerla. La stessa energia creativa presente nell’Universo che in milioni di anni ha permesso ai rettili di mettere le ali e volare, è presente dentro di noi. Secondo i Toltechi, l’Intento è l’energia di Dio dentro di noi. È la capacità di trasmettere energia al di là del tempo e dello spazio, della vita e della morte.

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L’intento è il potere della preghiera che connette i mondi e guarisce. Lo Spirito dell’Iboga parla un linguaggio diverso da quello della mente ed è per questo che quando si ha a che fare con piante spirituali come questa, diventa di fondamentale importanza ascoltare con attenzione i messaggi che riceviamo. Dobbiamo sapere, o chiedere allo Spirito della pianta di aiutarci a scoprirlo, che cosa vogliamo veramente, quali sono le nostre aspirazioni più profonde. Possiamo chiedere allo Spirito della pianta di mostrarci quali sono gli ostacoli che ci impediscono di esprimere il nostro potenziale umano. Dal momento che abbiamo a che fare con un’esperienza sacra, il rispetto per la pianta e la volontà di porre la nostra domanda con sincerità e umiltà sono necessari. Giocare a nascondino con noi stessi non ci porta lontano. Grazie a questa profonda pulizia a livello psico-emozionale, spesso l’Iboga ci porta ad un eccezionale livello di salute fisica, livello difficilmente raggiungibile con altre piante sciamaniche. Entriamo totalmente in contatto con il nostro corpo, con la nostra consapevolezza del corpo.

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L’Iboga viene usata principalmente da chi è interessato a sviluppare spiritualmente la propria vita, da chi cerca una profonda guarigione emozionale o da chi vuole superare uno stato di dipendenza e compulsività. Nel campo della mente e delle emozioni l’Iboga può essere considerata come un acceleratore naturale della psicoterapia – una singola notte di una sessione di Iboga è stata equiparata da Daniel Pinchbeck a dieci anni di psicoterapia.

 

-In esclusiva per OASI SANA su gentile concessione di Giovanni Lattanzi, testo tratto dal libro ’Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia’, Edizioni Bibliosofica, riproduzione vietata senza l’autorizzazione scritta dell’autore –

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