Cerimonie di medicina amazzonica, guida per un uso (Consapevole) delle piante di potere (senza fregature!)

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di Maurizio Martucci

 

In mezzo ad un mare di ciarlatanerie, se ne sentiva il bisogno. Di un libro asciutto, semplice ma essenziale nella sua schietta verità svelata. Pensato come diario di viaggio sui decenni trascorsi tra Ecuador, Perù e gli indios della foresta (alla ricerca di esperienze espanse, stati non ordinari di coscienza), “Ayahuasca medicina, sciamanesimo e guarigione: dal San Pedro all’Ayahuasca, il mistero delle Sacre  Piante dell’Amazzonia” (Edizioni Spezio Interiore) si presta come miscellanea di istruzioni per l’uso (consapevole) scritte dall’americano Alan Shoemaker per quanti (e in Italia in molti affollano le cerimonie di medicina!) s’avvicinano alle piante di potere (gli enteogeni delle tribù) con generosa disinvoltura, ignorando le insidie mimetizzate nella miscelazione di portentose liane, erbe e foglie, da millenni nella farmacopea amazzonica.

 

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Impreziosito dalla prefazione di Peter Gorman (giornalista d’inchiesta statunitense, tra gli anni ’80-’90 scoprì le virtù del Kambo, sdoganandolo in Occidente), il gringo Shoemaker si racconta (in un libro senza peli sulla lingua, quante ne ha passate!) esaminando in contro-luce la cultura curanderile: se è vero che il risveglio del ‘sesto senso’ e il processo di guarigione sciamanica è incompatibile col modello di medicina allopatica (fin tanto che, quest’ultima, resterà su schemi razional-scientisti e riduzionistici, incapaci di comprendere il viatico di una cura olistica, quantistico-misterica), è altresì vero che sulla provenienza degli ingredienti e le modalità di cucina della bevanda psicotropica s’annidano non pochi rischi. Da non sottovalutare!

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Comunemente conosciuta come ayahuasca, il nettare dell’autotrascendenza è in realtà (ma esistono anche altre varianti) una cottura della famosa liana (Banisteriopsis caapi) con la chacruna (Psychotria viridis, contiene DMT, l’alcaloide naturale, il neurotrasmettitore delle visioni), a cui però i brujos (stregoni, magia nera) aggiungono foglie di datura (Brugmansia suaveolens, un arbusto pericoloso zeppo di atropina, scopolamina e iosciamina) sia per motivi economici (risparmiano sul costo liana-chacruna) che energetici (vampiricamente, ai piedi della selva ignari stranieri sono stati circuiti da sedicenti curanderi). Qui il merito di Shoemaker (che invita a “guardarsi bene dal bere miscele preparate da sconosciuti”): ammaliati dal richiamo di un’esotica guarigione psichedelica, molti non sanno che il segreto di un’efficace cerimonia di medicina sta nella dieta preparatoria seguita dal partecipante (niente sesso, alcool né cibo con sale, zucchero), nell’apertura e nel grado di ricettività del suo cuore (la morte dell’ego chiama la canalizzazione di frequenze riparatrici nel quarto chakra yogico) e nella bontà dell’intento (l’obiettivo da raggiungere), cucinata da mani esperte e disinteressate l’ayahuasca secondo il rito divinatorio, ovvero scartate sostanze potenzialmente mortali (datura), intonati con amore gli icaros dell’Anima (canti divinatori di protezione) che risultano il vero segreto degli straordinari effetti curativi delle Sacre Piante di Potere. “Se la malattia è fisica, si attiva la risposta corporea o il sistema immunitario. Se il malessere è di natura psicologica o spirituale, le visioni della Pianta Sacra possono rivelare al paziente dove e quando sono stati commessi gli errori”.

 

Così come per Alonso Del Rio (un altro occidentale rapito dalle medicine amazzoniche) anche per Shoemaker, in definitiva, non esistono curanderi ‘tutto fare’ capaci di sostituirsi al lavoro individuale (da compiere su di sé) di quanti si rivolgono ad un ayahuaschero credendolo una variante esoterica del medico della mutua: se – come afferma l’autore – “imparare ha un prezzo” (certamente non monetizzabile per lucro, visto che una cerimonia in loco costa solo 16 €, a differenza dei 120 € normalmente richiesti in Italia!) l’ayahuasca può funzionare (e funziona!) solo se si intraprende un serio percorso di Consapevolezza ed elevazione spirituale, che ha nell’intento di auto-guarigione l’evocazione come “ognuno di noi è Dio!” Per chi volesse attingere alla fonte, ogni anno ad Iquitos (Perù) Alan Shoemaker organizza il Congresso Internazionale sullo Sciamanesimo Amazzonico.

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Un commento

  1. Test psicologici li adoro !come il linguaggio del corpo!!! Cercare sempre di capire aiutando gli altri aiuti anche te stesso. Ciò che mi piace è leggere un buon articolo che da il vero senso della vita. Stupendo!

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