Roma, martedì Sit-in al Campidoglio: “Sindaca Raggi ferma subito il 5G”

i comitati Roma Stop 5G, Lazio Stop 5G e Alleanza Italiana Stop 5G promuovono un Sit-in a Roma in Piazza del Campidoglio: si terrà martedì 14 Luglio dalle ore 10 alle 12. L’obiettivo è rinnovare alla Sindaca Virginia Raggi la richiesta di fermare il 5G nella capitale. Ecco la nota diffusa dai promotori. All’evento hanno aderito numerosi rappresentati politici eletti sia alla Pisana che nei municipi e nei consigli comunali dell’area metropolitana, tra cui Davide Barillari (Regione Lazio), Monica Lozzi (Presidente Municipio Roma VII), Massimiliano Quaresima (Municipio Roma XII), Paolo Mancuso (Municipio Roma IX), Raffaele Cavaliere (Comune di Ladispoli), Anna Checchi (Comune di Guidonia Montecelio), Francesco Fiorucci (Comune di S. Marinella), Roberto Severini (Comune di Fiumicino). Nell’area romana e nella regione Lazio, invece, diversi i Sindaci e Comuni che hanno già approvato azioni per fermare il 5G: la più recente ordinanza Stop 5G nell’hinterland capitolino è stata emessa dal Comune di Rocca Priora, aggiunto alla lista con Civitavecchia, Guidonia Montecelio, Marino e Filacciano, mentre mozioni per la precauzione sono state approvate nei consigli comunali di Ladispoli, Rocca di Papa, Fonte Nuova e Vallepietra.

Nessuna città d’Europa come Roma: la Capitale d’Italia è una vera e propria discarica elettromagnetica a cielo aperto, invasa da quasi 6.000 antenne di telefonia mobile. Cittadini come cavie umane in un maxi laboratorio a cielo aperto, irradiati nella colpevole assenza di un Piano per le Antenne, nella mancata attuazione del Regolamento comunale per le Stazioni Radio Base, carente un’adeguata campagna di informazione sui rischi e di monitoraggio ambientale condotta da ARPA Lazio, in assenza di uno studio epidemiologico sugli effetti socio-sanitari dell’elettrosmog. 

Eppure la tecnologia 5G avanza senza sosta nella Capitale: secondo i dati forniti il 24 giugno 2020 in Commissione IV Ambiente di Roma Capitale, anche durante la cosiddetta fase di lockdown vissuta in piena emergenza Covid 19, sono continuate le installazioni di nuovi impianti: solo dal 2019 a Roma sono spuntate altre 701 antenne, di cui almeno 316 con tecnologia 5G, che vanno ad aggiungersi alle circa 5.000 antenne presenti per gli standard 2G, 3G e 4, senza contare i punti Wi-Fi. Eppure, già del 2018, i cittadini hanno iniziato ad inoltrare diffide, istanze e lettere aperte alla Sindaca Virginia Raggi chiedendo di fermare il 5G a tutela della salute dei romani, arginando il pericolo elettromagnetico, in considerazione dell’assenza di studi preliminari sulle inesplorate radiofrequenze del wireless di quinta generazione che attestino l’innocuità e la non nocività del 5G.

Informiamo i romani che il 5G ci sottoporrà a un’irradiazione multipla, cumulativa, ubiquitaria e permanente 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, calpestando il diritto alla libera scelta e all’autodeterminazione digitale di cittadini e consumatori; che il 5G si servirà di un’irradiazione perpetrata tramite radiofrequenze onde non ionizzanti già possibili agenti cancerogeni (IARC, 2011); che attraverso il cosiddetto Piano Colao per il 5G al Governo è stato chiesto un innalzamento degli attuali limiti di esposizione – già per nulla tutelanti – a ben 61 v/m, pari a 110 volte più di oggi, cosa che rende ancora più urgente ed improcrastinabile una sensata e ragionevole moratoria.

CON IL SIT-IN PROMOSSO IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO,

I CITTADINI CHIEDONO ALLA SINDACA VIRGINIA RAGGI

  • che il problema del 5G sia posto all’attenzione delle Commissioni competenti di Roma Capitale con massima sollecitudine, garantendo tavoli di lavoro interdisciplinari, inclusivi anche per le rappresentanze cittadine e le autorità medico-scientifiche operanti in maniera indipendente, cioé senza legami con le compagnie di telecomunicazione o altri soggetti coinvolti nel business;
  • che sia disposta la mappatura veritiera ed aggiornata di tutte le installazioni di infrastruttura tecnologica, di qualunque standard, presenti nell’area di Roma;
  • che sia data piena attuazione al Regolamento approvato con deliberazione n. 26/2015 sulla minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, predisponendo così anche un Piano per la localizzazione delle antenne;
  • che sia immediatamente sospesa ogni tipo di sperimentazione 5G e varianti evolute 4G sul territorio di Roma Capitale fino a comprovata innocuità, ovvero non nocività per le inesplorate radiofrequenze, da intendersi solo attraverso uno studio indipendente, cioè non conflitto da interessi con l’industria;
  • che venga favorita e promossa la ricerca scientifica indipendente sugli effetti socio-sanitari del 5G, aderendo all’iniziativa ‘Noi per la Ricerca’ per la raccolta di fondi pubblici. Si tratta dell’iniziativa promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G nel consenso della Risoluzione di Vicovaro 2019 e già fatta propria, tra l’altro, anche dai Comuni di Trento, Bologna e Torino;
  • che sia data immediata interruzione alla collaborazione sottoscritta nel memorandum siglato da Roma Capitale con l’Agenzia Spaziale Europea, se da intendersi come 5G dallo spazio, così come autorizzato in USA dalla FCC.

Comitato ROMA STOP5G

Gruppo STOP5G LAZIO

Alleanza Italiana Stop5G

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