Ufficiale, CNR studierà il 5G e ICNIRP ha nuova Commissione: indovinate con chi?

di Maurizio Martucci

Le ultime due nomination riguardano strettamente il futuro del 5G, di 60 milioni d’italiani e persino dell’umanità intera. La Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni non-ionizzanti (ICNIRP) ha nominato i suoi nuovi componenti per il 2020-2024, mentre in Italia il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha annunciato l’avvio di uno studio sul 5G.

L’INCIRP è un’associazione privata con sede in Germania in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e sulle sue linee guida, fortemente criticate nell’ultima versione da Martin Pall, si basano i limiti mondiali dell’esposizione della popolazione alle irradiazioni elettromagnetiche, cioé la soglia di legge secondo cui viene legalmente fissato un limite d’elettrosmog, teoria del picco massimo fondata unicamente sul riconoscimento dei soli effetti termici (cioé di surriscaldamento dell’organismo umano e non dei danni biologici per esposizioni a lungo termine). Proprio l’ICNIRP si è pronunciato sui limiti sicuri per il 5G, così come è stato per i precedenti standard di telefonia mobile (61 V/m). Composta da esperti provenienti da centri di ricerca del mondo, ecco i componenti INCIRP per i prossimi quattro anni, con decorrenza dal congresso dell’11-15 Maggio 2020:

Rodney Croft (presidente), Australia

Eric van Rongen (vicepresidente), Paesi Bassi

Tania Cestari, Brasile

Nigel Cridland, Regno Unito

Guglielmo d’Inzeo , Italia

Akimasa Hirata, Giappone

Anke Huss, Paesi Bassi

Ken Karipidis, Australia

Carmela Marino, Italia

Sharon Miller, Stati Uniti d’America

Gunnhild Oftedal, Norvegia

Tsutomu Okuno, Giappone

Martin Röösli, Svizzera

Soichi Watanabe, Giappone

Gunde Ziegelberger (Segretario scientifico), Germania

Al di là del cambio al vertice (recentemente l’uscente Eric van Rongen ha fatto parlare di sè per un compromettente scambio di email), nella lista spiccano i nomi di due italiani: chi sono? Il primo è Guglielmo d’Inzeo, docente di presso il Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni della Sapienza di Roma, già membro del BEMS (Bioelecromagnetics Society), EBEA (European Bioelectromagnetics Association), ICEmB (Centro nazionale di ricerca Interuniversitario sulla Interazioni fra Campi Elettromagnetici e Biosistemi) e URSI (International Union of Radio Science). Secondo un’inchiesta giornalistica, però D’Inzeo fa pure parte del Consorzio (lobbistico) Elettra 2000 e “ha moltiplicato i pareri scientifici per società come Vodafone, partecipato a progetti finanziati dall’industria e partecipa a Efhran con Deutsche Telecom e l’Associazione UE dei produttori di Gsm tra i finanziatori”. L’altro italiano ICNIRP è invece Carmela Marino, direttore Divisione Tecnologie e metodologie per la salvaguardia della salute di ENEA, l’ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile, vigilato dal Ministero dello sviluppo economico (con Di Maio il MISE ha lanciato il 5G).  Però il suo nome compare anche in una consulenza tecnica offerta in una causa di tribunale da Angelo Gino Levis, che – parlando di conflitti d’interessi non dichiarati che inficerebbero i risultati delle ricerche – ha annoverato Carmela Martino tra i componenti della SCIENTIFIC COMMISSION ON EMERGING AND NEWLY IDENTIFIED HEALTH RISKS, la commissione europea dell’Unione Europea, che si basa sui risultati dell’ICNIRP. Non solo, Carmela Marino è anche co-firmataria dell’ultimo Rapporto ISTISA/19 redatto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), un documento fortemente criticato dai medici di ISDE Italia e di Medicina Democratica, negazionista sugli effetti biologici e dannosi delle radiofrequenze.

Infine il CNR, dal suo sito ha dato notizia del progetto ‘Mirabilis’ (Multilevel methodologies to investigate interactions between radiofrequencies and biological systems)  per “valutare i meccanismi di interazione tra i campi elettromagnetici a radiofrequenza ed i sistemi biologici, combinando l’approccio teorico e sperimentale. In particolare, verranno valutate le interazioni tra sistemi biologici in vitro e le radiofrequenze del tipo impiegato per la rete 4G/LTE e 5G. Quest’ultima è di particolare rilevanza poiché è stata introdotta solo di recente, e sono ancora molto limitate le informazioni sulle interazioni delle onde millimetriche e i sistemi biologici. A questo scopo, sarà progettato e realizzato un sistema di esposizione nella banda di frequenza 24 – 30 GHz e i risultati della sperimentazione biologica saranno anche impiegati per indirizzare simulazioni molecolari su strutture proteiche coinvolte nei pathways che modulano la risposta cellulare a campi elettromagnetici non ionizzanti”.

A capo del progetto c’è Maria Rosaria Scarfì, primo ricercatore di CNR-IREA (Istituto per Il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente), come Marino co-firmataria del discusso rapporto dell’ISS, anche lei già membro dell’INCIRP e di recente contestata a Bologna in un incontro sul 5G promosso dall’Ordine dei Medici: “La relazione della Scarfi una minestrina riscaldata, ma piena di errori, stravolgimenti, dichiaratamente faziosa – sbuffò Gianni Galli, medico tra quanti non digerirono i contenuti della relazione – non mi volevano far parlare, perché si sa, la,strategia è sempre quella, “le domande fatele alla fine”, poi alla fine sono tutti stanchi, è sabato e poi scappano tutti via. La qualità dell’intervento della Scarfi molto bassa. Lei ha preso in considerazione solo 93 lavori, quelli di comodo, mentre ce ne sono 10000 che indicano effetti patologici, ha preteso che non ci fossero ancora studi in vivo, mentre ce ne sono, è tanti, ha,affermato che i danni sono solo superficiali, quindi senza avere la minima idea di come è organizzata la cute, ha affermato addirittura che le onde millimetriche sono benefiche, senza considerare che si’ fanno anche bene, anche io ho un apparecchio che utilizza le onde millimetriche, un apparecchio che usano in Russia, ma il 5G con le onde pulsate è tutta una altra storia .

Col 5G pronto ad invaderci, mettiamoli in fila indiana. Uno, dure, tre: d’Inzeo (ICNIRP), Marino (INCINP, studio ISS), Scarfì (ex ICNIRP, studio ISS). Uno, due, tre, come un sistema di porte girevoli. In Italia e nel mondo.

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO AUTORE E FONTE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...