Il CONNA aderisce all’Alleanza Italiana Stop 5G e invia istanze ai Sindaci e parlamentari: “Sperpero di denaro, al macero Tv, decoder e telefoni”.

“Dopo la prima lettera diretta ai sindaci di tutta Italia, nei prossimi giorni scriveremo loro
una seconda nota per raccogliere le adesioni di quanti intenderanno prendere posizione contro l’adozione di tecnologie rischiose come il 5G
“. Con queste parole il presidente Mario Albanesi ha formulato l’adesione del CONNA (Coordinamento Nazionale Nuove Antenne) all’Alleanza Italiana Stop 5G. “Il nostro direttivo quindi ha deciso di supportare la vostra azione anti-5G continuando ad informare sindaci e cittadini di quanto già da qualche mese sta accadendo nel nostro Paese, come testimoniano le nuove installazioni di impianti operanti sulle torrette di trasmissione dei vari gestori telefonici.”

Nato nel 1975, il CONNA è un coordinamento nazionale no profit di tecnici. E’ stato anche audito alla Camera dei Deputati in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. Oltre ad aver scritto un’istanza ai Sindaci, attraverso Nuove Antenne – il suo bollettino cartaceo – ha invitato i parlamentari a prendere consapevolezza sui rischi del 5G. Nell’ultimo numero, il CONNA ha paragonato il 5G al Mose del Mise.

TESTO DELLA LETTERA INVIATA DAL CONNA AI SINDACI D’ITALIA

E’ in atto, dopo l’imposizione del fallimentare “digitale terrestre” un tentativo di dar luogo ad un terremoto nelle comunicazioni con l’adozione del 5G, affatto necessario al Paese, bisognoso di ben altri provvedimenti, ma funzionale solo agli affari delle grandi compagnie telefoniche multinazionali e a rafforzare ulteriormente il mainstream delle tre aziende nazionali televisive.

Oltre all’enorme sperpero di denaro avvenuto già una volta trasformando da un giorno all’altro l’intero parco ricevitori tv nazionale in rottami inquinanti a causa dell’adozione del digitale in alternativa all’analogico, l’attuale sistema 5G, oltre a prevedere la sostituzione di cellulari e smartphone, si vale dell’uso di frequenze altissime simili a quelle del mostruoso MUOS di Niscemi (Catania) che sono di sospetta nocività per la salute del genere umano. Non solo. Per consentire alle compagnie telefoniche di sfruttare questo nuovo business (tanto reclamizzato negli spot pubblicitari con un’enfasi esagerata), il governo imporrà entro due anni una seconda totale sostituzione dei televisori, mandando al macero quelli attualmente in uso, televisori, decoder, antenne di ricezione e connessi.

Ai sindaci quindi, il compito di difendere i loro cittadini esercitando le dovute pressioni sul mondo politico volte ad una moratoria in direzione di sistemi di finta avanguardia tecnologica, favorendo manifestazioni, associazioni, gruppi ecologisti o altro decisi ad opporsi all’ennesima violenza ai danni dell’intera popolazione nazionale. Una delle più gravi.

Il nostro Coordinamento nazionale Nuove Antenne (CONNA), rigorosamente non profit, con il suo periodico mensile al suo 35° anno dalla sua fondazione, forte della sua esperienza in campo radioelettrico è a disposizione come possibile punto di raccordo e di informazione.

Un saluto e un ringraziamento per la vostra attenzione.

Per il direttivo del CONNA e la redazione di Nuove Antenne
Il presidente (Mario Albanesi)

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO LA FONTE

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