Bologna, baruffa al convengo dei medici: “Il 5G fa bene!” E scatta la contestazione contro i negazionisti NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Bologna, il convegno sanitario interdisciplinare sul 5G promosso dall’Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri si trasforma in uno scontro contro le tesi negazioniste. I medici per la precauzione a sostegno dell’evidenza schiacciante degli effetti biologici da elettrosmog insorgono e attaccano duramente i relatori che sminuiscono i rischi per la salute del wireless di quinta generazione. Dalle parole, si è passati ai fatti. “E’ intervenuta una guardia del corpo di un esponente del ministero della salute. I medici mi hanno applaudito mentre mi toglievano la parola“.

E’ successo questa mattina nella sala conferenze di Giovanna Zaccherini Alvisi, davanti al Policlinico Sant’Orsola Malpighi, dov’era in programma il convegno dei medici felsinei intitolato “LA NUOVA TECNOLOGIA DEI TELEFONI 5G ESPOSIZIONE ED EFFETTI: LE CONOSCENZE ATTUALI“. Relatori Daniele Franci (fisico/ingegnere collaboratore tecnico professionale di ARPA Lazio), Maria Rosaria Scarfì (Primo Ricercatore, Responsabile del laboratorio di Bioelettromagnetismo – CNR IREA), Fabriziomaria Gobba (Professore Ordinario di Medicina del Lavoro – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e Paolo Rossi (Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ministero della Salute).

La situazione è sfuggita di mano agli organizzatori quando dal tavolo dei relatori s’è cominciato a sminuire il pericolo delle sempre più pervadenti radiofrequenze, onde non ionizzanti, divulgata la tesi della non nocività attraverso riscontri parziali: “alcuni medici sono andati via a metà del convegno afferma in esclusiva ad OASI SANA un testimonenon ne potevano più di sentire il ripetersi di dati falsi… gli hanno contestato gli studi, i test, dicendo che erano fatti senza criteri. Ci sono stati medici che li hanno mandati a quel paese e se ne sono andati… alcuni relatori hanno detto ad un medico che era incapace di intendere e di volere“.

Sulla pagina Facebook ufficiale dell’ordine emiliano non c’è traccia dell’accaduto, mentre sempre sui social un altro testimone ha postato il suo disappunto. Facendo nomi e cognomi: “La relazione della Scarfi una minestrina riscaldata, ma piena di errori, stravolgimenti, dichiaratamente faziosa – ha scritto Gianni Galli, medico plaudito pubblicamente da quanti si battono contro i pericoli del 5G in difesa della salute pubblica – non mi volevano far parlare, perché si sa, la,strategia è sempre quella, “le domande fatele alla fine”, poi alla fine sono tutti stanchi, è sabato e poi scappano tutti via. La qualità dell’intervento della Scarfi molto bassa. Lei ha preso in considerazione solo 93 lavori, quelli di comodo, mentre ce ne sono 10000 che indicano effetti patologici, ha preteso che non ci fossero ancora studi in vivo, mentre ce ne sono, è tanti, ha,affermato che i danni sono solo superficiali, quindi senza avere la minima idea di come è organizzata la cute, ha affermato addirittura che le onde millimetriche sono benefiche, senza considerare che si’ fanno anche bene, anche io ho un apparecchio che utilizza le onde millimetriche, un apparecchio che usano in Russia, ma il 5G con le onde pulsate è tutta una altra storia

Con quello di Bologna, si tratta del secondo ordine provinciale di medici italiani che organizza un incontro interno sugli aspetti sanitari del 5G: il primo, a Torino, s’era concluso ad Ottobre con la richiesta di sospensione dell’Internet delle cose avanzata dai camici bianchi piemontesi presenti all’iniziativa.

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