Basilicata, a Matera il primo convegno Stop 5G nel Sud d’Italia

di Massimo Claudio Volpicelli

Dopo gli incontri sui pericoli dell’elettrosmog a Lecce, la campagna di prevenzione sui pericoli di Wi-Fi e telefoni cellulari nelle scuole di Bari, la mobilitazione contro l’inquinamento invisibile a Barletta e il primo corteo Stop 5G sfilato nelle vie di Bagheria (Palermo), adesso tocca al primo convegno Stop 5G del Sud d’Italia.E’ in programma Sabato 27 Aprile 2019 alle ore 17.00 presso l’Hotel Nazionale di Matera (Via Nazionale 158/A) si terrà l’incontro “Il lato oscuro del 5G, il pericolo invisibile a Matera?”, si tratta di un incontro promosso dal Sen. Saverio De Bonis dopo la conferenza stampa dell’alleanza italiana Stop 5G tenuta nei giorni scorsi in Senato con le testimonianze degli ammalati di elettrosensibilità e di tumore al cervello a cui i tribunali italiani hanno già riconosciuto il nesso tra l’elettrosmog e cancro. Non è un caso che l’evento sui pericoli del 5G si terrà in terra lucana, essendo il wireless di quinta generazione già in fase sperimentale nella Smart City Matera nonostante le preoccupazioni di associazioni/comitati lucani rivolte al Sindaco della capitale europea della cultura 2019.

               Il convegno di Matera sarà introdotto dal Sen. Saverio De Bonis e dall’On. Sara Cunial (entrambi autori di interrogazioni parlamentari sui rischi dell’Internet delle cose) e come relatori avrà tra i massimi esperti a livello nazionale in ambito medico, scientifico, tecnico e giornalistico sui pericoli dell’elettrosmog. Interverranno Daniele Mandrioli, associato alla direzione del Centro per la Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini (si tratta dell’ente indipendente con sede a Bologna che ha condotto la più grossa ricerca al mondo sugli effetti biologici delle radiofrequenze per gli standard di telefonia mobile 2G e 3G da cui l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro rivaluterà la classificazione della cancerogenesi delle radiofrequenze), Andrea Grieco, insegnante di fisica a Milano ed esperto sull’inquinamento invisibile prodotto dai campi elettromagnetici, Francesco Rinaldi medico di Bari (è stato audito nel Municipio XII di Roma Capitale contribuendo all’approvazione della prima mozione Stop 5G italiana ed è referente per il Sud dell’Associazione italiana di Medicina Ambientale) e Maurizio Martucci, giornalista, scrittore, autore del libro d’inchiesta ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili’ (Terra Nuova) e portavoce nazionale dell’alleanza italiana Stop 5G che nei pressi di Roma ha recentemente tenuto il 1° Meeting Nazionale Stop 5. I lavori del convegno materano saranno moderati da Donato Mastrangelo, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno.  

Sui social si mobilitano gli attivisti radunati nella sigla Stop 5G Basilicata, mentre il comitato spontaneo Ge.Co. (Genitori Consapevoli Basilicata, aderente all’alleanza italiana Stop 5G) dichiara: “Noi genitori, fortemente preoccupati soprattutto per la tutela della salute dei nostri figli e dell’incolumità dei bambini tutti, abbiamo iniziato a tessere una rete di contatti con gruppi, comitati e associazioni attive da tempo sul territorio lucano, riscontrando le preoccupazioni della società civile. Le nostre speranze erano rivolte al Sindaco della città materana, primo tutore e garante della salute pubblica, le cui lacrime in occasione dell’investitura ufficiale di Matera a Capitale europea della Cultura 2019 avevano lasciato intravedere l’amore che un uomo nutre per la propria terra e l’orgoglio di vederne riconosciuta l’unicità, accesa in noi la speranza che quest’amore potesse riversarsi con atti politici di spessore per la tutela della salute della collettività”. E invece?

Non ricevendo alcun riscontro alla lettera aperta che Maurizio Martucci ha inviato a nome dell’alleanza italiana Stop 5G al Sindaco della città di Matera, il gruppo Ge.Co., ha iniziato ad intraprendere una serie di azioni informative e di denuncia sull’intero territorio lucano, allestendo uno spazio informativo temporaneo nel cuore della città dei Sassi, raccogliendo firme per una diffida alla massima autorità pubblica della città affinché applicando il principio di precauzione sospendesse la sperimentazione della tecnologia 5G, sostenendo economicamente la ricerca dell’Istituto Ramazzini che dimostrerà indiscutibilmente i nefasti effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana. Abbiamo poi interrogato i candidati a governatore della Basilicata in occasione delle  recenti elezioni regionali, consegnando a Potenza a due Senatori della Repubblica Italiana la richiesta di moratoria sostenuta da oltre 11.000 firme raccolte sull’intero territorio nazionale dall’alleanza italiana Stop 5G coi romani del Comitato Monte Porzio Catone, aderendo alla rete Mamme da Nord a Sud che lega tutti i principali gruppi attivi in tema di tutela ambientale e salvaguardia della salute, da cui è nato il gruppo Stop 5G Basilicata, attraverso il quale continua l’incessante azione di informazione e di coesione della società civile attorno ad un tema di immediato rischio ed elevato impatto sociale. Sostenuti dalla forza ancestrale dell’amore verso i nostri figli, non intendiamo recedere di un passo rispetto alle richieste di prevenzione e tutela della salute e di applicazione del principio di precauzione, a salvaguardia dei cittadini lucani tutti e del futuro che desideriamo per i tutti i figli di questa terra”.

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