Venerdì per il futuro contro i cambiamenti climatici. A Matera i bambini STOP 5G: “Fermatelo, è un pericolo anche per ecosistema e Madre Terra!” ESCLUSIVA OASI SANA

Sciopero per il clima. Come in molte parti del mondo, il Friday for future mobilita persone, smuovendo coscienze anche in Italia. Tanta gente in piazza, adolescenti e bambini fuori dalle scuole, adulti desiderosi di sfidare il nemico invisibile per proteggere figli e futuro dalle minacce del sistema. Tra gli attivisti protagonisti nelle varie manifestazioni, a Policoro (Matera) c’è stato l’intervento di Antonella Masi dei Genitori Consapevoli Assis Basilicata, aderenti all’alleanza italiana STOP 5G. Inscenando un flash mob con vistosi cartelli e copri capo emblematici, circondata da ragazzi e bimbi Masi ha voluto sottolineare come gli attacchi alla Madre Terra siano anche di natura elettromagnetica e ha letto da Piazza Eraclea quest’appello che OASI SANA riporta integralmente in esclusiva con le foto dei bambini STOP 5G.  L’iniziativa si inserisce nei 15 giorni di mobilitazione permanente promossi dal 14 fino al 29 Marzo 2019, nell’ambito delle iniziative partecipate di comitati, associazione e cittadini italiani contrari allo tsunami dell’Internet delle cose.

“Oggi è una giornata speciale, non solo a Policoro ma in tante altre parti del pianeta. Grazie ad un moto spontaneo e solidaristico di auto aiuto, la coscienza del mondo civile è oggi in mobilitazione per sensibilizzare opinione pubblica e poteri decisionali sui gravi rischi derivabili dai mutamenti climatici, una minaccia per ecosistema e umanità. Salvare il pianeta significa salvare anche il presente per non ritrovarci in un prossimo futuro spogliati di qualsiasi prospettiva esistenziale.

Incurante del rischio, la società dei consumi continua a sfornare pericoli, sostanze tossiche e agenti inquinanti di cui, solo dopo approfonditi studi e anni di ricerca postuma, se ne riesce a trovare l’inganno con la messa al bando, quando orami il danno s’è consumato. E’ un vizio consolidato di cui possiamo volentieri fare a meno, un modo inetto tipico di un modello affaristico di crescita irresponsabile propenso più al profitto di pochi che alla salvaguardia generale, che noi – cittadini consapevoli – non possiamo più ammettere né accettare se, davvero, vogliamo imparare dagli errori del passato nell’ottica di quanto e cosa lasceremo in eredità ai nostri figli.

In questi gironi, in Italia come in molti altri paesi occidentali e industrializzati, stiamo assistendo ad una forsennata corsa contro il tempo per disseminare in maniera ubiquitaria una nuova tecnologia altamente pericolosa per ecosistema e umanità. Una nuova tecnologia che può avere effetti anche sul surriscaldamento del globo. In pochi ne parlano, gli spazi di consapevolezza e di informazione veritiera sono sempre più ristretti, nonostante l’era dell’iperconnessione che ci ingolfi di notizie spesso inutili.

Il 5G è un vero e proprio tsunami elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità. L’Internet delle cose, il wireless di quinta generazione, è privo di qualsiasi valutazione preliminare sul rischio socio-sanitario, tanto che – sulla scorta della classificazione delle radiofrequenze come possibili cancerogeni secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – già la Commissione scientifica europea sui rischi emergenti ha giudicato il 5G pericoloso per ecosistema e umanità.

L’alleanza italiana STOP 5G, partecipata dal basso nell’esclusivo interesse di salvaguardare la salute nel bene più prezioso e in comune, attraverso un’azione congiunta sostenuta da un trasversale movimento libero e indipendente che ha nel giornalista Maurizio Martucci il suo portavoce nazionale, con fermezza sta chiedendo al Governo italiano una sensata moratoria per arrestare la pericolosa sperimentazione fintanto che non ci saranno risultati certi, chiari e univoci capaci di scongiurare i pericoli. Il 5G non è sicuro e se i piani delle aziende dovessero realizzarsi così come programmato, nessuno avrà più scampo sulla faccia della terra: nessun animale, nessun uccello, nessuna pianta, nessun essere vivente sarà infatti più in grado di sottrarsi alla massiccia irradiazione multipla anche col Wi-Fi dallo spazio, dai lampioni della luce, dai tombini nei marciapiedi per 7 giorni su 7, 24 ore al girono, 365 giorni l’anno, tagliando alberi per piazzare milioni di nuove antenne.

Negli ultimi anni un’ampia bibliografia medico-scientifica attesta il pericolo: 10.000 studi validati illustrano effetti multi-organo dannosi per la specie umana, come vi sono abbondanti prove di danni causati anche su piante, animali selvatici e da laboratorio. Il 5G è qualitativamente e quantitativamente diverso dall’attuale standard del 4G: collegare simultaneamente 1 milione di oggetti per chilometro quadrato sul 98% del territorio nazionale, servendo il 99% della popolazione pure in aree con scarsa densità abitativa, significa incrementare in maniera sconsiderata anche il consumo di energia elettrica con le inevitabili ricadute anche per ecosistema e Madre Terra.

Ecco perché noi oggi siamo qua. Siamo qua per non essere come cavie da laboratorio: non vogliamo vivere immersi in un brodo elettromagnetico che si tradurrebbe in un gigantesco forno a microonde a cielo aperto. Chiediamo con forza all’amministrazione locale di Matera, alla Regione Basilicata e al Governo italiano di fermare subito il 5G, promuovendo uno studio epidemiologico su scala nazionale sugli effetti dei campi elettromagnetici, optando per tecnologie green, più sicure, a basso impatto ambientale, per salvare il nostro presente e il futuro delle prossime generazioni che chiedono semplicemente di vivere da esseri umani, in un pianeta protetto e sano.

Noi oggi abbiamo risposto all’appello del Fridays for future per inoltrare una richiesta chiara, civile, responsabile e documentata: STOP 5G, fermatevi con questa sconsiderata sperimentazione che noi cittadini non abbiamo richiesto. Fermatevi, prima che sia troppo tardi.

Ge. Co. Genitori Consapevoli Assis Basilicata, aderenti all’alleanza italiana STOP 5G”

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