Stop 5G in tutta Italia, due mozioni tra Camera e Senato per una moratoria di Governo. “Gli ammalati da elettrosmog ci sono già!”

Gli ammalati da elettrosmog esistono già. I casi limite sono nell’evidenza di una realtà sommersa negata nell’adozione senza precauzioni della fase sperimentale del 5G. L’hanno testimoniato ieri alcuni malati oncologici a Palazzo Madama, dove ha raccontato la sua esperienza Roberto Romeo, un lavoratore dell’ex Sip a cui il Tribunale di Ivrea ha riconosciuto il nesso tra tumore e cellulare: “Nessuno mi aveva detto degli effetti collaterali, che le radiofrequenze facessero male, ho subito una delicatissima operazione chirurgica in testa per rimuovere un tumore.” Alessandro Maurri, anche lui un tumore al cervello causato dall’elettrosmog secondo il Tribunale di Firenze, ha poi ripetuto: “La mia vita non è più la stessa, sono stato seriamente danneggiato, mi hanno aperto la testa come fosse un’arancia per asportarmi il male causato dal pericolo invisibile”.

Ieri presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica s’è tenuta la conferenza stampa dell’alleanza italiana Stop 5G per rinnovare al Governo Conte la richiesta di una moratoria sulla tecnologia 5G, il wireless di quinta generazione privo di studi preliminari sul rischio per la salute pubblica. Per la prima volta in sede istituzionale, sul tavolo dei relatori sono alternati gli ammalati, cittadini scomodi per quei negazionisti che perseverano nell’inficiare gli aggiornamenti della letteratura scientifica e biomedica che invece attesta il grave pericolo secondo la comunità di ricerca internazionale.

Promossa dal Sen. Saverio De Bonis con la partecipazione dell’On. Sara Cunial e l’adesione dei senatori de Bertoldi, de Vecchis e Papatheu (impegnati nei lavori d’Aula e commissione), nella conferenza moderata da Nicholas Bawtree (direttore della rivista Terra Nuova) si sono alternati numerosi interventi centrati sulla rivendicazione di politiche preventive, per la minimizzazione del rischio: “Siamo cavie da laboratorio – ha detto il Se. De Bonis annunciando un evento Stop 5G nella Smart City Matera – “urge una concreta applicazione del principio di precauzione di cui il blog delle stelle si fa portatore nel programma europeo. Subito una moratoria! Di Maio basta chiacchere, inizi ad applicare le precauzioni per le onde elettromagnetiche!”

L’On. Cunial ha invece anticipato la prossima presentazione di due mozioni, sottoscritte da diversi parlamentari sia di Camera che Senato, che impegneranno il Governo Conte nella richiesta di una moratoria per il 5G. “E vero che i parlamentari godono dell’immunità – ha detto in collegamento Skype l’Avv. Stefano Bertone, difensore del lavoratore aeroportuale a cui il Tribunale di Monza con sentenza dello scorso mese di Marzo ha riconosciuto il legame del cancro con i campi elettromagnetici – “ma è pure vero che i membri del Governo rispondono di una responsabilità diretta per le loro politiche programmate.”

Dei conflitti d’interessi che graverebbero in capo ad associazioni private come l’ICNIRP demandate a redigere i nuovi standard di sicurezza e protezione della popolazione sempre più esposta alla radiofrequenze e microonde non ionizzanti, ha invece parlato Laura Masiero (Presidente dell’Associazione per la Protezione e Lotta all’Elettrosmog), richiamando nei lavori del Prof. Angelo Gino Levis gli studi che hanno sostenuto la magistratura italiana nell’assumere una posizione innovativa che legittima la rivendicazione dei diritti per la tutela della salute dei cittadini, aggravata dl sempre più pervadente elettrosmog.

Paolo Orio (Presidente dell’Associazione Italiana Elettrosensibili) ha poi descritto il calvario patito da un numero sempre più crescente di cittadini invisibili, gli elettrosensibili, spogliati dei più elementari diritti costituzionali in materia sanitaria da un sistema che negare il riconoscimento di una malattia e di una disabilità ambientale altamente invalidante.  

Richiamandosi all’aggiornamento della classificazione sulla cancerogenesi delle radiofrequenze da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, il portavoce nazionale dell’alleanza italiana Stop 5G Maurizio Martucci (giornalista, scrittore, autore del libro d’inchiesta ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili’) ha invece fornito alcuni dati sull’opposizione di governi europei e istituzioni italiane contrarie ai pericoli dell’Internet delle cose: “Abbiamo già due pareri inequivocabili di organi consultivi del Parlamento Europeo che denunciano i rischi del 5G per umanità ed ecosistema. Il Governo di Bruxelles ha approvato una moratoria così come tre cantoni Svizzeri, mentre in Olanda e Germania vengono sollecitati studi per verificare le conseguenze del 5G, motivo per cui a Malta il Governo non ha rilasciato le licenze, invece già vendute all’asta dal vicepremier Di Maio senza uno straccio di parere sanitario preventivo.

Per impedire un salto nel buio il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato una mozione per la precauzione così come il Municipio XII di Roma Capitale ha detto di non volere il 5G, mentre altre 18 mozioni Stop 5G verranno presto votate in altri consigli di Comuni, province autonome e regioni italiane. Ci sono poi altri 16 Sindaci che si sono dichiarati contrari al 5G per tutelare la salute dei loro concittadini. Il Governo Conte dica chiaramente all’opinione pubblica da che parte vuole stare: tra tutela della salute di tutti e business dei privati ci troviamo davanti ad evidenti interessi divergenti”.

Oltre ad assessori e consiglieri comunali, indossata la fascia tricolore erano presenti a Palazzo Madama anche Fabio Della Marra Scarpone (Sindaco di Savignano Irpino, Avellino), Silverio De Bonis (Sindaco di Filacciano in Roma, rappresentante dell’Associazione nazionale Piccoli Comuni d’Italia) e Veronica Cimino (Vicesindaco di Rocca di Papa, Roma) a cui s’è unito Massimo Mulieri (Sindaco di Pozzaglia Sabina, Rieti). Per le regioni hanno invece dato la loro adesione all’incontro Vittorio Mazza (Consigliere Regionale della Liguria), Davide Barillari e Marco Cacciatore consiglieri regionali del Lazio. In rappresentanza di comitati e associazioni aderenti all’alleanza italiana Stop 5G, erano in Senato le delegazioni del Comitato Oltre la MCS, dell’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale, del Coordinamento dei Comitati Romani contro l’elettrosmog e le abruzzesi Mamme Stop 5G.

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