Smart City mobilitata. Prato Stop5G: manifesti in piazza e assemblea dei cittadini. Ma il Sindaco, da che parte sta?

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L’aumento della consapevolezza del rischio è proporzionale al dilagare della mobilitazione. Cittadini italiani sempre più preoccupati dallo tsunami elettromagnetico. Le città sperimentali diventano territorio di dissenso civile contro il pericoloso wireless di quinta generazione, una minaccia reale per umanità ed ecosistema. E oggi a Prato sbarcano i cartelloni pubblicitari dell’alleanza italiana Stop5G e il comitato locale, in divergenza con le politiche anti-precauzionali dell’amministrazione toscana, annuncia un’assemblea pubblica per il 16 Febbraio 2019 e invita cittadinanza, organi d’informazione, Sindaco e amministrazione comunale a partecipare al cospetto di medici, ricercatori e specialisti. Di seguito, pubblichiamo per intero il comunicato stampa diffuso dal comitato Stop5G Prato, mentre in piazza cammina il camion della verità.   

A Prato arrivano i manifesti mobili dell’alleanza italiana “Stop 5G” per sensibilizzare la popolazione sui possibili rischi di un’elevata esposizione all’inquinamento elettromagnetico e per chiedere una moratoria al governo a tutela della salute pubblica. I manifesti mobili saranno presenti in punti importanti della città, come il Parco Prato, Piazza del Mercato, Piazza Mercatale, Piazza San Marco, viale della Repubblica, a Galciana zona Ospedale e al centro commerciale I Gigli a Campi Bisenzio.

La sperimentazione 5G promossa dall’amministrazione pratese prevede l’installazione di migliaia di antenne a microonde millimetriche vicine tra loro che emettono alte frequenze per promuovere il rilancio delle imprese con il progetto Industrializzazione 4.0. Si è anche costituito un comitato locale di protesta, formato da liberi cittadini senza bandiere politiche, che invoca il principio di precauzione a seguito delle ricerche scientifiche accreditate (si veda lo studio dell’Istituto Ramazzini, il rapporto del National Toxicology Program e la posizione cautelativa di ISDE Italia, Associazione medici per l’ambiente).

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Il comitato pratese è nato anche a seguito della moratoria richiesta dall’alleanza italiana Stop 5G, che finanzierà appunto i manifesti mobili in città e che è costituita dalla rivista Terra Nuova in collaborazione con il giornalista Maurizio Martucci, autore di Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Aderiscono inoltre l‘Associazione italiana elettrosensibili, l’Istituto Ramazzini, l’Associazione elettrosmog Volturino, l’Associazione obiettivo sensibile, i comitati Oltre la MCS e No Wi-Fi Days, Oasi Sana e l’equipe che ha realizzato il docu-film Sensibile. A chiedere una moratoria immediata sono anche 170 scienziati di tutto il mondo che raccomandano di sospendere la sperimentazione sulla tecnologia 5G perché pericolosa su ecosistema e umanità.

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«Vogliamo sensibilizzare innanzitutto l’amministrazione comunale, i cittadini e tutti coloro che hanno sostenuto il progetto di industrializzazione 4.0 senza considerare i possibili danni alla salute e all’ambiente – spiegano i membri del Comitato pratese che sostiene l’iniziativa dell’alleanza nazionale Stop 5G – Non conosciamo realmente la pericolosità del 5G proprio perché priva di valutazioni preliminari sul rischio sanitario, ma possiamo valutarla indirettamente a partire dagli studi e dalle ricerche documentate sul 3G e 4G che ne hanno già evidenziato i possibili danni alla salute, considerata la classificazione tra gli agenti cancerogeni secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ed è poi di solo pochi giorni fa la decisa presa di posizione del Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea che afferma: il 5G “evidenzia criticità sconosciute sui problemi di salute e sicurezza. La polemica è in merito ai danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G.” E ancora. “Gli effetti della radiazione elettromagnetica sono stati generalmente ben studiati, tuttavia la radiazione elettromagnetica di bassa frequenza è meno studiata.” Infine, il colpo finale: “L’esposizione ai campi elettromagnetici potrebbe influenzare l’uomo rimane un’area controversa e gli studi non hanno fornito prove chiare dell’impatto su mammiferi, uccelli o insetti. La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali”».

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Inoltre, il prossimo 16 febbraio il comitato Stop 5G Prato invita tutta la cittadinanza e l’amministrazione comunale a partecipare all’evento di sensibilizzazione e informazione consapevole sui rischi per la salute sempre più minacciata dall’elettrosmog. L’evento si terrà presso l’ex Chiesa di San Giovanni (in via San Giovanni 9 a Prato) per confrontarsi insieme ai ricercatori dell’Istituto Ramazzini, ai medici di ISDE e a esperti giornalisti. Si parlerà dei danni, anche gravi, alla salute dovuti a radiofrequenze che la sperimentazione 5G potrebbe incrementare e/o causare sul territorio comunale. Rinnoviamo quindi l’invito a partecipare, è in gioco la salute di tutti noi, nessuno escluso.

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