La Geobiologia, studio delle malattie ambientali. E il MORA (test geopatico) come terapia di biorisonanza

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di Valerio Tomassini
(Ricercatore Scientifico, Esperto in Geopatie e Geobiologia, Tecniche di Biorisonanza e Strumentazione per Operatori del Settore Naturopatico)

 

Sono ormai molti anni che il problema degli inquinamenti elettromagnetici dovuti a cause artificiali o naturali sta al centro dell’attenzione di chi si occupa di diagnosi biocibernetiche dei malati cronici. In effetti in Italia si è iniziato a parlare di questo importante argomento nel primo Convegno Nazionale di Bio-architettura e Geo-patologia organizzato dalle ditte Guna e Manas a Milano nel 1989. In tale occasione, infatti, per la prima volta, si confrontarono i pionieri di queste due discipline. La Geobiologia, nata negli anni ’50 in Germania, studia l’influenza che le radiazioni cosmo-telluriche producono sugli esseri viventi, mentre la Bioarchitettura si occupa di progettare in chiave bio-ecologica le abitazioni moderne, avendo ben presente anche le antiche tradizioni come il Feng-Shui. Il problema serio ed importante nasce dal fatto che il corpo umano si comporta come una vera e propria antenna ricevente nei riguardi dei campi EM a bassa, media, alta e altissima frequenza.

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La struttura biologica direttamente interessata è il DNA, il quale, per così dire, viene “parassitato” da frequenze dalla intensità più varia. L’esperienza pluridecennale di chi esegue test MORA© su pazienti cronici rileva che questa componente negativa sui processi biologici è fortemente determinante per la ripresa dello stato di salute. Non solo, ma si è visto chiaramente che se non viene eseguita una bonifica ambientale con particolari strumentazioni, qualsiasi sia la cura proposta, la patologia non viene scalfita nel suo corso maligno. Si evince da questo quadro che per evitare inutili perdite di tempo e di danaro per il paziente, che bisogna assolutamente far entrare nel protocollo di una visita con metodica MORA©, il test geopatico per individuarne sia il tipo che l’intensità. Se si consultano testi di Geobiologia si troveranno non solo i quattro tipi più frequenti:

Corso d’acqua sotterraneo
Nodo o linea di Hartmann
Nodo o linea di Curry
Faglia geologica
ma anche gli inquinamenti EM artificiali:
Linee elettriche ad alta tensione
Bassa frequenza delle linee elettriche casalinghe
Cibi cotti con il microonde
Onda radar da vicinanza di aeroporti
Antenne telefonini e TV ma anche una situazione più subdola ma altrettanto pericolosa data da dispositivi WiFi (Internet senza fili).

 
In ogni caso le persone cominciano ad accusare disturbi aspecifici, come senso di malessere, stanchezza, cefalea, disturbi del sonno, ecc. Quasi sempre non si dà peso a questi “segnali d’allarme” oppure si sopprimono i sintomi con i comuni analgesici; intanto il processo di regolazione del DNA va avanti, fino al subentrare di patologie fisiche con alterazioni cellulari ingravescenti. Tutti i meridiani sono ormai alterati da tempo, ma c’è la possibilità per il malato di uscirne fuori: fare un test di Biorisonanza con il MORA© e nel caso fosse positivo fare un check-up ambientale relativo al posto ove si vive. Infatti il luogo inquinato può essere la propria abitazione, ma può essere anche il luogo ove si lavora, specialmente si fa un lavoro sedentario, ove il corpo rimane per lunghe ore nella stessa posizione.

Unendo insieme sia la terapia MORA© antigeopatica, sia la bonifica ambientale con strumentazione o con lo spostamento del letto dentro la casa, diamo di nuovo la possibilità di agire alle forze di auto-guarigione sempre presenti nel corpo umano ed ora finalmente sbloccate.
I concetti che andiamo esponendo con queste brevi note sono semplici, ma nello stesso tempo difficili da capire per chi ha già le proprie convinzioni su questioni di salute basate sul presupposto chimico-biologico dell’origine delle malattie. Giova allora forse ricordare che già nel 1934 in Germania, sulla rivista Biologische Heilkunst, il dottor Viktor Rambeau pubblicò un articolo scientifico dal titolo: “Esiste una relazione tra la tettonica terrestre ed il problema della malattia?”; egli così sintetizzava lo studio effettuato: “Nel nostro lavoro statistico abbiamo cercato una casa che fosse situata su un terreno non perturbato dal punto di vista geologico e che tuttavia presentasse casi di cancro, ma non l’abbiamo trovata“ (la sottolineatura è mia)”.

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Esistono delle vere e proprie case che fanno ammalare, tanto che negli USA hanno coniato una locuzione apposita: “Sick building syndrome”. L’uomo moderno ha perso “l’approccio vivente”, “olistico”, rispetto all’ambiente ove vive. Tutto ciò ha tarpato la sensibilità che unita all’istinto permette agli individui di sopravvivere per migliaia di anni senza rischiare l’estinzione. D’altronde se già nell’antica Cina l’Imperatore prima di costruire un palazzo faceva “saggiare” il terreno dal proprio rabdomante imperiale, e se, più vicini a noi nello spazio e nel tempo, gli antichi Romani, come narra Vitruvio, prima di costruire un tempio facevano pascolare un gregge nella zona interessata e dopo una decina di giorni sacrificavano una pecora per esaminarne le interiora, un buon motivo ci dovrà pur essere?
La Geobiologia è tornata alla ribalta nel mondo moderno perché l’esperienza pratica dei suoi presupposti, ne hanno dimostrata la veridicità secondo il detto paracelsiano post laborem, scientia. Ora si tratta soltanto di eliminare i numerosi pregiudizi che ancora attanagliano la mente di troppi nostri contemporanei.

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