Elettrosmog, il Sindaco di Trento impegnato a chiedere a Draghi il rispetto dei 6 V/m. Generazioni future contro il DDL Concorrenza

Il Consiglio Comunale di Trento ha approvato la mozione presentata dal consigliere municipale Andrea Maschio (lista d’opposizione Onda Civica Trentino) che impegna il Sindaco Franco Ianeselli e la sua giunta ad invitare il Governo guidato da Mario Draghi a non innalzare i limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica, tornando alla misurazione nel picco dei 6 minuti e non più nella media delle 24 ore che tollera quindi lo sforamento dei 6 V/m. Qualora presa in considerazione dall’esecutivo, si tratterebbe di una vera e propria manovra per la precauzione incentivata dai territori. La mozione è passata nonostante il parere negativo della giunta ma grazie anche a 7 voti della maggioranza di centro-sinistra. “Il consiglio comunale – si legge nel testo votato – impegna il Sindaco e la Giunta comunale ad invitare il Governo italiano ed i Ministeri competenti a mantenere, per i campi elettrici generati dalle radiofrequenze all’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, il valore di attenzione di 6 Volt/metro (densità di potenza di 9,5 microwatt/cm2) e li impegna a tornare ad una misurazione del campo elettrico o della densità di potenza dell’onda elettromagnetica, per i controlli dei Comuni e delle ARPA/APPA a medie sui 6 minuti invece che nelle 24 ore“. Dopo le presa di posizione precauzionale e cautelativa dei sindaci di Zanè (Vicenza), di Dozza (Bologna) e dell’assessore del Comune di Rimini, un nuovo municipio – per altro con un atto istituzionale sostanziale e di indirizzo – assume quindi una posizione contraria rispetto alla proposta di innalzare l’elettrosmog così come invece prospettato dagli emendamenti presentati dalla maggioranza parlamentare al DDL Concorrenza, ora all’esame della Camera dei Deputati. Insieme ad altri movimenti e partiti, ad Aprile Onda Civica Trentino ha aderito al sit-in per contrastare il Golpe elettromagnetico promosso a Roma dall’Alleanza Italiana Stop 5G, di cui Andrea Maschio è referente per la Regione Trentino.

Contro il DDL Concorrenza è poi arrivato un comunicato della società cooperativa di mutuo soccorso ecologico Generazioni future presieduta dal costituzionalista Ugo Mattei. La nota, sostenuta anche da Alleanza Italiana Stop 5G e altre sigle, accusa le politiche neoliberiste del Governo Draghi e il disegno di legge cosiddetto concorrenza in cui, in abbinamento alla recente conversione in legge del decreto taglia prezzi che ha liberalizzato l’installazione di nuove antenne su tralicci e pali, s’annida il pericolo dello sdoganamento dello tsunami elettromagnetico in favore del 5G: “non è solo in punto di concorrenza che le politiche draghiste si rivelano antidemocratiche e contrarie alla salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini. Si pensi, in proposito, a quanto accaduto nei giorni appena trascorsi col Decreto Legge, che ha modificato la disciplina dell’irradiazione elettromagnetica proveniente da antenne e altri apparati elettronici, cancellando l’istruttoria preliminare fin qui necessaria per ottenere dall’Ente locale di riferimento l’autorizzazione ad istallare impianti. Ciò, come è evidente, impedisce di poter garantire il rispetto dei limiti e delle condizioni legali dell’irradiazione, ma non è la prima volta che la deregolamentazione, nel nome della semplificazione, cela la volontà reale di alleggerire i controlli o di renderli sostanzialmente impraticabili“.

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