Grecia, la Cassazione valuta se fermare il 5G. Cittadini sul piede di guerra: “salute e ambiente in pericolo”

Grecia, il 14 Gennaio 2022 si è svolta presso la Suprema Corte di Cassazione l’udienza del ricorso dei cittadini greci per annullare gli atti amministrativi con cui il Governo ellenico ha messo all’asta le frequenze per il 5G. La Corte di Cassazione, in Grecia, è la corte suprema in materia di diritto civile e penale e, insieme al Consiglio di Stato e alla Corte dei Conti, è una delle tre supreme magistrature del paese. Motivo del ricorso è la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, minacciati dall’installazione e dal funzionamento della rete 5G in quasi tutta la Grecia.

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La difesa in giudizio della domanda di annullamento è stata intrapresa dal Prof. Georgios Balias che, con il suo perfetto intervento, ha spiegato i motivi per cui l’installazione e la gestione del 5G dovrebbe essere annullata. In particolare, si è sostenuto in giudizio che:

1) è violata la direttiva 2001/42 sulla valutazione ambientale strategica in quanto tale valutazione ambientale non è stata preceduta dall’adozione di atti amministrativi, come previsto da tale direttiva, secondo la giurisprudenza del Corte di giustizia dell’Unione europea.

2) Il principio giuridico fondamentale della precauzione è violato perché non è stato effettuato lo studio appropriato per determinare il grado di pericolosità dall’esposizione alle radiazioni 5G, al fine di adottare le misure necessarie, nonostante la maggior parte degli studi scientifici e dei rapporti dell’OMS parlino significativi effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.

3) Sono violate le normative europee e internazionali in materia, nonché le normative nazionali che hanno a che fare con: i. Informando e coinvolgendo il pubblico nel processo decisionale ii. con i diritti del fanciullo e la tutela della sua vita e salute iii. con i diritti civili e politici perché non sono state adottate misure per proteggere il diritto alla vita da rischi ragionevolmente prevedibili

A favore dell’atto impugnato sono intervenuti la Commissione ellenica per l’energia atomica (GAEC), il Ministro di Stato e le società di telefonia mobile Wind, Vodafone, Cosmote. La loro posizione principale era che non esiste un rischio ragionevole per la salute e l’ambiente, che vengono rispettati limiti inferiori alla media internazionale e tuttavia seguono le linee guida della Commissione internazionale contro le radiazioni non ionizzanti (ICNIRP). Anche l’installazione dei nuovi sistemi di antenne è a discrezione delle aziende e non si sa in anticipo quanti e quali saranno. In conclusione, non è necessaria alcuna valutazione ambientale strategica e non vengono violati principi e direttive internazionali.

Infine in Italia, per portare in giudizio il 5G, prosegue su Eppela la raccolta fondi promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G dal titolo PROCESSO AL 5G, TUTELA PER I CITTADINI. Chiunque può donare qualsiasi importo per sostenere azioni giudiziarie come quella greca.

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