Effetti sanitari del 5G, top secret il parere del Consiglio Superiore di Sanità al Ministro della Salute. Cosa non dobbiamo sapere? NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ci ha chiesto un parere sanitario sul 5G e noi l’abbiamo prodotto”. Più di questa sommaria conferma Roberto Rugge non va. Bocche cucite, massimo riserbo e top secret il contenuto del documento già stilato, la prova provata della veridicità dell’indiscrezione pubblicata pochi mesi fa da OASI SANA, quando in esclusiva abbiamo scritto dell’idea del ministero di costituire una commissione sanitaria sul 5G, auspicata dall’Alleanza Italiana Stop 5G nella Risoluzione di Vicovaro e poi nella mozione approvata lo scorso Ottobre in Parlamento, quando il sottosegretario alla salute Sandra Zampa in una rocambolesca seduta di Montecitorio stava per accogliere la moratoria nazionale (finendo però per ricredersi).

Nel 2018 venduti all’asta i primi tre lotti di inesplorate radiofrequenze senza un preventivo parere sanitario, per tentare di tamponare l’imperdonabile falla ora il Ministro Speranza ha incaricato il Consiglio Superiore di Sanità (CSS) di esprimere un parere tecnico sugli effetti per la salute derivabili dal 5G. Quindi non si è più optato per l’istituzione ex novo di una commissione di saggi ed esperti, affidato il compito alla terza sezione del CSS, competente in materia di tutela igienico-sanitaria dei fattori di inquinamento. Questi i membri del collegio che ha appena espresso il parare nelle mani del Governo: Massimo Rugge (presidente della sezione e responsabile scientifico registro tumori Veneto, Università Padova), Carlo Foresta (Università di Padova, Dipartimento di Medicina Professore Ordinario di Endocrinologia, Uoc Andrologia e Medicina della Riproduzione), Fabrizio Starace (direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL di Modena), Valerio Domenico (dirigente medico-radiodiagnostica, Università Bologna), Maria Grazia Masucci (Karolinska Institutet Department of Cell and Molecular Biology, Svezia) e Anna Luigia Gaspardone (segretario di sezione e dirigente medico delle professionalità sanitarie, Ministero Salute).

Questo parere può decidere le sorti di 60 milioni di cittadini italiani (sia chiaro: l’irradiazione del 5G non risparmierà nessuno!), e così li abbiamo contatti tutti per capirne di più, se non proprio nel dettaglio i contenuti di un documento riservato, quanto meno l’impostazione di massima del collegio, vista l’insanabile frattura tra precauzionisti e negazionisti del rischio e l’annosa questione dei conflitti d’interessi in capo ad alcuni organi decisori che minano ricerche inaffidabili, tesi ribadita pure dall’ultima sentenza sul nesso cellulare=tumore scritta dalla Corte d’Appello di Torino.

La riservatezza di questa fase mi impone di non esprimere pareri personali”, ha risposto Carlo Foresta, “non sono autorizzata a rilasciare dichiarazioni al riguardo. La invito, pertanto, a rivolgersi direttamente all’Ufficio Stampa del Ministro”, ha dichiarato Anna Luigia Gaspardone. Un’apertura è invece arrivata da Maria Grazia Masucci: “sono disponibile per un colloquio telefonico, mi mandi comunque per iscritto le domande che vorrebbe discutere”. Le domande sono state puntualmente fornite, con l’impegno di non entrare nel merito né nei contenuti del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, cercando però di carpire l’indirizzo personale. Infondo, facciamo informazione per pubblica utilità. La gente ha diritto di sapere. Eccole le 3 domande:  

1) L’ICNIRP (Commissione Internazionale per la protezione della popolazione dalla radiazioni non ionizzanti) anche nell’ultimo aggiornamento delle linee guida sulla sicurezza da esposizioni a radiofrequenze e microonde rimane sulla valutazione dei soli effetti termici e di picco, ignorando invece quelli non termici (ovvero biologici), come risultato cronico da irradiazioni anche multiple e cumulative. Qual’è la sua opinione?

2) Il rapporto ISTISAN 19/11 dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) è stato criticato da parte della comunità medico-scientifica, in Italia – tra gli altri – da ISDE e Medicina Democratica, tanto che in una petizione on-line 8.700 cittadini firmatari ne chiedono l’immediato ritiro e aggiornamento per asseriti vizi di forma, di contenuto e per omissioni sull’aggiornamento dell’evidenza del danno.  Qual’è la sua opinione?

3) Un’associazione di malati da elettrosmog ha scoperto che nel 2018 sono state vendute all’asta le radiofrequenze del 5G senza una valutazione ambientale e una valutazione sanitaria preventiva, per altro prevista per legge dal 1978. A questo aggiungiamo poi che il roll-out del 5G, come chiarito in un’audizione al Senato USA, viene eseguito senza alcuna ricerca, test o studio sugli effetti a breve-medio-lungo termine. Qual’è la sua opinione?

Negativo l’effetto, la Masucci non ha più risposto, così come anche Roberto Rugge (presidente della terza sezione CSS) non ha più voluto dare seguito all’intervista concordata: “Ovviamente, resteranno estranei al nostro colloquio i contenuti del documento elaborato, poiché doverosamente vincolati alla riservatezza”, aveva affermato prima di cambiare idea, preferendo il più canonico silenzio stampa (che come sempre parla da solo!). Col già 5G operativo, infatti la posta in gioco è sempre più alta. E prendere una posizione, qualsiasi essa sia, non esenta da critiche e strategiche interpretazioni.

Tra gli organi decisori, sia italiani che nel mondo, questo lo scenario attuale: l’ISS ha prodotto un controverso rapporto tranquillizzante usato da alcune ASL per tentare di smorzare i timori, finito però – ben prima della condanna della Corte d’Appello di Torino – nel mirino di una petizione lanciata da medici che ha raccolto 8.700 firme che ne chiede l’immediato ritiro per una sua rielaborazione più ampia (non limitata alle sole patologie oncologiche), che utilizzi in maniera completa e adeguata la letteratura scientifica esistente”. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha annunciato l’avvio di uno studio sul 5G (progetto Mirabilis), affidato a Maria Rosaria Scarfì, primo ricercatore di CNR-IREA nota per la sua posizione negazionista e già al centro di una vibrante contestazioni in un recente incontro promosso dall’Ordine dei Medici di Bologna, mentre i componenti appena nominati dall’ICNIRP anche loro sono finiti al centro di una polemica per non dichiarati conflitti d’interessi con le aziende. E dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) c’è chi teme un vero e proprio colpo di mano perpetrato nientedimeno che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per mettere a tacere l’atteso aggiornamento della lista nera degli agenti cancerogeni per favorire l’avanzata del 5G, impedendo il balzo in avanti delle radiofrequenze dall’attuale Classe 2B (possibile cancerogeno) in Classe 2A (probabile agente cancerogeno) se non perfino in Classe 1 (cancerogeno certo). E adesso attendiamo di conoscere il parere (secretato) formulato dal Consiglio Superiore di Sanità.

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