Stop 5G, manifestazione 5 Novembre. L’epidemiologa Sasco: rischio cancro ignorato su bambini e ragazzi

E’ tra i relatori di fama mondiale che saranno a Roma il 5 Novembre nella manifestazione nazionale unitaria Stop 5G promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G. Al Convegno internazionale presso la Camera de Deputati dal titolo ‘Moratoria nazionale 5G, tra rischi per la salute e principio di precauzione’ ci sarà anche Annie J. Sasco, medico francese che ha trascorso gli ultimi 40 anni a lavorare come epidemiologo del cancro. è stata anche team leader dell’unità di ricerca Epidemiology for Cancer Prevention in Inserm (NIH) presso la scuola di sanità pubblica del Victor Segalen Bordeaux 2 Università in Francia. Ha lavorato per 22 anni presso l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), e per 9 anni è stata capogruppo e poi capo unità di epidemiologia per la prevenzione del cancro e per altri due anni come capo sostituto del programma di controllo del cancro del Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Sasco parlerà dell’atteso MOBI-KIDS, lo studio finanziato dall’Unione Europea per indagare sui rischi cancerogeni per i bambini che usano i telefoni cellulari. “L’obiettivo generale del progetto – si legge nel sito ufficiale del MOBI-KIDS – è di valutare i potenziali effetti cancerogeni dell’infanzia e dell’adolescenza all’esposizione a radiofrequenza (RF) e frequenza estremamente bassa (ELF) da telefoni cellulari su tumori del sistema nervoso centrale.” E’ stato condotto uno studio epidemiologico caso-controllo multinazionale “sui tumori cerebrali diagnosticati nei giovani in relazione all’esposizione a campi elettromagnetici (EMF) da telefoni cellulari e altre fonti di radiofrequenza in otto paesi”. Il progetto MOBI-KIDS è stato condotto in 14 paesi (Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Grecia, India, Israele, Italia, Giappone, Corea, Nuova Zelanda, Spagna, Paesi Bassi) tra il 2010 e il 2015.

Ecco un anticipo dell’intervento di Sasco nel convegno internazionale promosso nel Parlamento italiano., dove verrà presentato anche il dossier LA SCUOLA ELETTROMAGNETICA redatto dell’Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G.

Lo IARC ha classificato RF-EMF come possibile cancerogeno (gruppo 2B) nel maggio 2011. Questo era basato su prove limitate di cancerogenicità sia nell’uomo che negli animali. Un aumento del rischio di tumori cerebrali e neuroma acustico è stato osservato negli adulti tra gli utenti “pesanti” di telefoni cellulari, prima negli studi nordici e anche nello studio internazionale Interphone coordinato da IARC. Da allora questo risultato è stato confermato dallo studio CERENAT condotto in Francia. Dal punto di vista sperimentale sono emersi due studi ampi e ben condotti, lo studio NTP-NIEHS negli Stati Uniti e lo studio Ramazzini in Italia. Entrambi gli studi confermano i risultati osservati nell’uomo con un aumentato rischio di glioma e schwannoma del cuore, in particolare nei ratti maschi. Questo è visto a livelli di esposizione paragonabili a quello sperimentato da un essere umano usando un telefono cellulare 2 o 3G per lo studio NTP e a livelli molto più bassi per quello Ramazzini.

La questione del rischio di cancro in bambini, adolescenti e giovani adulti è stata ampiamente ignorata per lungo tempo e non è ancora stata discussa. Descriverò lo studio CEPHALO e lo studio MOBI-KIDS e descriverò il modo non etico in cui vengono presentati i risultati di questi studi e, peggio, non vengono resi pubblici.

In conclusione, ciò che sappiamo di 2 e 3 G indica l’esistenza di un rischio di cancro e questo dovrebbe indurre i responsabili delle decisioni a non accettare ulteriori esposizioni ad altri tipi di RF-EMF come il 5G che finora non sono mai stati testati (o i risultati non sono mai stati resi pubblici). Spiegherò perché i decisori dovrebbero essere cauti e cosa dobbiamo chiedere alle istituzioni che hanno condotto ma non pubblicato studi che sono assolutamente cruciali prima del lancio del 5G.

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