Stop 5G, manifestazione 5 Novembre. L’oncologa Gentilini: “elettrosmog non esiste in natura, col 5G possibile alterazione genica!”

E’ tra i relatori di fama che saranno a Roma il 5 Novembre nella manifestazione nazionale unitaria Stop 5G promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G. Al Convegno internazionale presso la Camera de Deputati dal titolo ‘Moratoria nazionale 5G, tra rischi per la salute e principio di precauzione’ ci sarà anche Patrizia Gentilini, medico oncologa ed ematologo di ISDE Italia e di Medicina Democratica, amica del compianto Lorenzo Tomatis, lo storico Direttore della IARC che rivaluterà la cancerogenesi dell’elettrosmog: “ci ha lasciato per una Scienza ed una Medicina che siano sempre e comunque al servizio dell’Uomo e della sua dignità, rappresentano un’eredità tanto preziosa quanto impegnativa. “

Ecco un anticipo di quanto dirà il medico Gentilini nell’atteso convegno internazionale sui rischi del 5G.

le frequenze delle onde radio non esistono in natura e quindi né la nostra specie, né le altre specie viventi mai erano state esposte. Fino al 1940 il fondo naturale pulsato era di 0,0002 V/m ( Volt/metro),  mentre attualmente il tetto legalizzato in Italia è di 6 V/m.

Il 5 G inizialmente userà le bande 700 MHz, 3.4-3.8 GHz, 26 GHz (onde centimetriche) e, successivamente, le bande comprese nella gamma tra 24.25 e 86 GHz ( onde millimetriche). Questo tipo di  onde penetra nella cute fino a 10mm e  per i fautori del 5G questa limitata penetrazione viene considerata scevra da rischi per la salute, ma non è affatto così, perché la penetrazione anche di un solo centimetro nella cute  può generare effetti sulle cellule cutanee,  in particolare danni alle membrane cellulari dei cheratinociti , ma anche alterazioni delle terminazioni nervose, delle ghiandole sudopripare e del microcircolo con liberazione di citochine infiammatorie e  potenziali effetti sia locali che sistemici.

C’è da dire che le onde centimetriche erano conosciute in Unione Sovietica già negli anni ’50 ed uno studio del 1955 riporta che anche una singola esposizione ad onde centimetriche in conigli aveva indotto seri danni agli occhi con sviluppo di cataratta. Attualmente disponiamo di altre numerose conoscenze derivanti da indagini sperimentali condotte sia su colture cellulari che su animali, mentre ovviamente mancano conoscenze adeguate sul piano epidemiologico. I dati sperimentali attestano che le onde centimetriche/millimetriche possono indurre l’alterazione dell’espressione genica e delle membrane citoplasmatiche, modificare la funzionalità dei sistemi neuro-muscolari, aumentare della temperatura della cute, stimolare la proliferazione cellulare, modulare la sintesi di proteine coinvolte in processi infiammatori/immunologici. Inoltre l’esposizione di fibroblasti umani adulti e fetali a 25 GHz per 20’ ha comportato effetti sui cromosomi (aneuploidia) noti come predisponenti al cancro. Per quanto riguarda altri tipi di frequenze, quali quelle dei cellulari o delle antenne radio –base, disponiamo viceversa di moltissimi studi sia epidemiologici (ovvero sulle popolazioni esposte) che sperimentali che attestano i numerosi effetti biologici che vanno ben oltre l’effetto termico, ossia l’azione di riscaldamento dei tessuti, l’unica di cui si tiene conto per stabilire i limiti di legge.

Vi sono quindi tutti i presupposti per ipotizzare che anche sull’uomo e sugli altri organismi viventi il 5 G, che si aggiungerà a quanto già in essere, non potrà che fare aumentare i rischi per la salute umana e si tratta di rischi niente affatto trascurabili e a cui nessuno potrà sottrarsi. Infatti, per la diffusione capillare del 5 G su tutta la superficie terrestre, che a sua volta sarà connesso con satelliti nello spazio, nessun essere vivente potrà sottrarsi agli effetti di questa tecnologia. A tutt’oggi inoltre non esistono dispositivi in grado di misurare i campi elettromagnetici generati dal 5G, come di recente affermato da ARPA Piemonte: come si può pensare che vengano rispettati i limiti se non si è in grado di fare le misurazioni?

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