“Provoca danni al corpo!” Firenze frena sul 5G e applica il Principio di Precauzione. Approvata con voto (quasi) unanime la mozione in difesa della salute – NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

“Valutazioni preliminari per la tecnologia 5G”. Palazzo Vecchio, Sala dè Dugento 28 Marzo 2019, sede del Consiglio Comunale di Firenze: con 18 voti favorevoli sui 19 consiglieri presenti, è stata approvata la mozione ispirata al Principio di Precauzione presentata dai consiglieri Tommaso Grassi (assente al momento del voto) e Donella Verdi (entrambi della lista civica Firenze riparte a Sinistra). Il verbale è stato appena pubblicato sul sito ufficiale del capoluogo toscano.

In veste di massima autorità sanitaria locale, si legge, il Sindaco Dario Nardella è ufficialmente impegnato “a redigere un piano complessivo, di concerto con le autorità competenti, per gli impianti della tecnologia 5G prima di rilasciare singole autorizzazioni nell’ottica dell’applicazione del principio di precauzione e salute pubblica”, “valutando attentamente qualsiasi autorizzazione per impianti 5G nel territorio del comune di Firenze”. Il consiglio gigliato ha poi impegnato il primo cittadino, ex deputato del Partito Democratico di sponda renziana, a sensibilizzare sul tema 5G l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia (ANCI è per altro patrocinante dell’azzardato progetto Piazza Wi-Fi Italia )al fine di trovare la soluzione migliore a tutela della salute pubblica”.     

Firenze, dopo il voto Stop5G espresso dal Municipio XII di Roma Capitale, è quindi la prima città d’Italia ad aver formalmente approvato le preoccupazioni del mondo politico-istituzionale sui pericoli derivabili dal wireless di quinta generazione, richiamata nella mozione l’ambiguità e l’incertezza degli organi sovranazionali e privati (come l’ICNIRP) che “hanno posizioni molto diverse le une dalle altre, nonostante l’enorme evidenza di studi pubblicati”, considerato che “sarebbe ormai accertato che il 5G provochi danni sul corpo umano, quali rotture dei filamenti del DNA”, valutata l’ampia letteratura biomedica indipendente prodotta dall’autorevole biochimico americano Martin Pall.

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