Secessione dal 5G, una zona di Roma senza? Approvata la prima delibera Stop 5G d’Italia! – NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

Un clamoroso parere contrario al progetto Roma 5G della Sindaca Virginia Raggi. Con 11 voti favorevoli e 3 astensioni, il Municipio XII di Roma Capitale ha oggi deliberato di voler fare a meno dell’inesplorata e temuta irradiazione sperimentale del 5G. Una grossa fetta della città di Roma potrebbe quindi evitare il wireless di quinta generazione, creando un inedito buco ‘5G free’ nelle zone Portuense, Gianicolense e Monteverde fino a Maccarese e Castel di Guido: “Chiediamo alla Sindaca di fermare la sperimentazione 5G e di non far innalzare i valori limite nella soglia d’irradiazione elettromagnetica evitando il posizionamento di gruppi di mini antenne a microonde millimetriche su abitazioni, scuole, centri diurni, centri ricreativi, lampioni della luce e altro ancora”, è scritto nel testo approvato.

Alla presenza della mini-sindaca municipale Silvia Crescimanno (M5S), la delibera ha superato il vaglio del Consiglio municipale presieduto da Massimo Di Camillo (M5S), completato l’iter anche nella Commissione ambiente, dove erano già stati auditi medici, scienziati ed esperti in tema d’elettrosmog, recepita la mozione “Contrarietà all’attivazione sperimentale della tecnologia 5G nel Municipio XII” presentata dal consigliere Massimiliano Quaresima (M5S) che, soddisfatto dell’esito finale, oggi dichiara: “La lotta all’inquinamento elettromagnetico è un nostro cavallo di battaglia così come la connettività ma questa non può intaccare la salute dell’uomo e di tutti gli altri esseri viventi. Sono a favore del progresso tecnologico ma non sulla sperimentazione della tecnologia 5G in assenza di dati scientifici certi sulle ripercussioni per la salute. Si applichi il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea”.

Regolamento sul decentramento amministrativo e Statuto romano alla mano, la decisione del Municipio XII “esprime indirizzi e proposte su questioni di interesse del Municipio, attraverso l’approvazione di apposite risoluzioni e ordini del giorno”, cioè non è quindi vincolante per il Campidoglio ma costituisce un precedente che la giunta Raggi non può ignorare.

Soddisfazione sui social appresa la notizia, l’esito del voto capitolino viene applaudito anche dall’alleanza italiana Stop 5G: “Quello di Roma è solo il primo di una serie di delibere in difesa della salute pubblica che presto verranno discusse anche in altre sedi istituzionali – afferma Maurizio Martucci, portavoce delle rete contro lo tsunami elettromagnetico – in Parlamento sono state presente ben sette interrogazioni tra Camera e Senato, ci auguriamo che il Governo risponda senza tergiversare come ha già fatto producendo studi vecchi, inadeguati e pareri negazionisti. Poi ci sono altre mozioni Stop 5G prossime al voto in quattro consigli regionali, in un consiglio provinciale e in altri consigli comunali d’Italia: finalmente la politica sta recependo la nostra richiesta di una sensata moratoria attesa la gravità del rischio d’irradiazione ubiquitaria. Il progresso sicuro è nella difesa della salute”.

Infine dopo Vicovaro, sabato e domenica un altro convegno nazionale Stop 5G è in programma a Milano, promosso dall’Associazione Italiana Elettrosensibili. Tra i relatori anche il noto neuroscenziato svedese Olle Johansson, tra i più esperti al mondo nell’interazione tra elettrosmog e salute.   

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