5G, tutte le bugie dell’On. Romano (M5S), il tecnico di sala prove che dal Parlamento vuol irradiare gli italiani a 61 V/m – NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

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L’On. Paolo Nicolò Romano in visita negli stabilimenti di Fastweb

di Maurizio Martucci

Dopo la rivolta sui social per la foto-gaffe in Commissione Trasporti e i conflitti d’interessi dietro la futuristica svolta dell’intelligenza artificiale, dal cosiddetto Intergruppo Innovazione qualcuno comincia a uscire allo scoperto. E clamorosamente inciampa, mettendo nero su bianco le lacune su cui poggia l’intero impianto della pericolosa sperimentazione 5G. La figura dello ‘svelatore del trucco’ l’ha fatta l’On. Paolo Nicolò Romano, astigiano del 1984 con diploma da istituto tecnico industriale, tecnico di sala prove prima di finire in Parlamento col MoVimento 5 Stelle. Rispondendo a Fulvio, un cittadino preoccupato per le possibili ripercussioni sulla salute pubblica, Romano scrive di 5G inviando una email ora in possesso di OASI SANA (col consenso del destinatario, qui in esclusiva riprodotta). Afferma il deputato pentastellato: “Mi spiace leggere queste, come molte altre, preoccupazioni sul tema 5G, purtroppo il tema è stato plagiato da allarmismi e accuse prive di fondamento, sia scientifico che medico. Le consiglio di leggere report ufficiali del OMS che certifica la non corrispondenza tra aumento di patologie e espansione del 5G. Tenga conto inoltre che buona parte delle frequenze utilizzate dal 5G sono attualmente in uso per le trasmissioni televisive, e non mi sembra di aver sentito nessun gridare allo scandalo a riguardo.”

            Anzitutto l’assioma censorio sostenuto da Romano, roba da santa inquisizione e caccia alle streghe (“il tema è stato plagiato da allarmismi e accuse”) è bugiardo e scorretto perché dimentico degli appelli al Principio di Precauzione e il diritto costituzionale alla tutela della salute che, oltre ad essere sacrosanti trovano fondamento e legittimità, mancando qualsiasi valutazione preliminare sul rischio per umanità ed escosistema minacciata da una tecnologia non sicura, così come per altro affermato persino dal Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea quando sostiene che il 5G “lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche”.

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               Nella sua email Romano si spinge pure più in là, affermando addirittura che l’allarme per il 5G è “privo di fondamento, sia scientifico che medico”. Ma come? E allora, solo per citarne alcuni, cosa e chi sarebbero tutti gli autorevoli scienziati del National Toxicology Program e dell’Istituto Ramazzini che per decenni, spesi pure milioni di euro pubblici, su cavie uomo-equivalenti hanno studiato gli effetti biologici delle radiofrequenze riscontrando tumori rari delle cellule nervose del cuore, alle ghiandole surrenali e al cervello? E chi sarebbero, sempre secondo Romano, i circa 200 scienziati guidati dal Prof. Lennart Hardell sottoscrittori dell’appello internazionale per una moratoria del 5G? E gli scienziati di 96 paesi al mondo che mettono a disposizione una bibliografia ricchissima, autori di studi in peer review che attestano la potenziale nocività delle onde elettromagnetiche con rischi per il sistema neurologico, immunitario, endocrinologici e persino genotossici-tumorali come causa della perdita di tenuta della barriera ematoencefalica, dell’interferenza con la produzione di melatonina, della destabilizzazione della regolazione delle membrane cellulari e danni genetici, chiarendo i legami dannosi con la funzione riproduttiva, il sistema cardiovascolare e le funzioni neurologiche degli esseri umani… ebbene, tutti questi scienziati, secondo l’On. Paolo Niccolò Romano non esistono o sono cialtroni?

               Rimandando invece alle dichiarazioni dei vertici di ISDE Italia per capire da che parte sta la medicina ambientale, la vera ciliegina sulla torta posata nell’email da Romano è quando invita il destinatario della sua nota a “leggere report ufficiali del OMS che certifica la non corrispondenza tra aumento di patologie e espansione del 5G.” Al di là che non esiste uno studio epidemiologico pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sugli effetti per la popolazione prossima all’irradiazione massiccia e ubiquitaria del 5G, è bene che l’On. Romano sappia che dal lontano 2011 sono note le motivazioni che portarono alla classificazione dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro delle onde non ionizzanti da radiofrequenza, inserite tra i ‘possibili cancerogeni’ (almeno fino al prossimo aggiornamento previsto al rialzo, sono nella lista 2B insieme a piombo, cobalto, agenti chemioterapici, erbicidi e oli combustibili) evidenziato il rischio in un documento di 350 pagine noto come “International Symposium Research Agreement No. 05-609-04” (“Effetti biologici e danni alla salute dalle radiazioni a microonde – Effetti biologici, la salute e la mortalità in eccesso da irradiazione artificiale di microonde a radio frequenza”). Rischio cancerogeno poi amplificato dalle sentenze emesse dalla magistratura italiana che, anche oltre ogni ragionevole dubbio (Corte Suprema di Cassazione 2012), stabilisce il nesso causale telefonino=cancro, risarciti già diversi cittadini per danni da glioma e neurinoma al nervo acustico.

L’On. Romano con gli altri parlamentari dell’Intergruppo Innovazione visitano gli stabilimenti di Amazon

Sostenere che le “frequenze 5G sono attualmente in uso per le trasmissioni televisivenon significa nulla, messi all’asta di Stato tre distinti lotti di bande, sapendo benissimo l’On. Romano che l’Internet delle cose avrà per forza bisogno di un massiccio investimento in infrastruttura tecnologica, senza precedenti nella storia dell’umanità, dovendo piazzare le aziende nuove milioni di mini-antenne a microonde millimetriche ogni pochi metri, da aggiungersi alle migliaia di Stazioni Radio Base spesso sui tetti dei palazzi, da installare sui lampioni della luce, nei tombini sotto i marciapiedi, sui droni in cielo e col Wi-Fi satellitare dallo spazio.

Ebbene Se tutto questo andrà in porto, come l’On. Romano spera insieme alle aziende multinazionali, nessun cittadino né alcun essere vivente sulla faccia dell’Italia potrà più sottrarsi all’irradiazione costante, cumulativa, ubiquitaria, multipla e massiccia pensata sul 98% del territorio nazionale e per il 99% della popolazione, 7 giorni su 7, per 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno.

Per questo l’alleanza italiana STOP 5G ha chiesto urgentemente una moratoria al Governo e un’audizione in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni dove finora soltanto la lobby del 5G è stata audita, ignorati dal Parlamento medici, scienziati, associazione di malati, che implorano ascolto!

Tantomeno mi risulta che il Ministero della Salute o l’Istituto Superiore della Sanità si siano sinora espressi (con un parere medico) sullo tsunami elettromagnetico. E questo, oltre che imperdonabile, è davvero grave: “il conflitto tra più interessi provvisti di alta garanzia costituzionale si deve risolvere sulla base di una graduatoria che assegna ai valori della persona un rilievo maggiore e prevalente rispetto a tutti gli altri; pertanto nel conflitto tra l’Art. 32 (tutela della salute) e I’Art. 41 Costituzione (tutela dell’iniziativa economica), il bene afferente alla salute, come diritto fondamentale delle persone, va considerato e posto al vertice della gerarchia degli interessi.” (T.A.R. Lazio, sez. lI, 19 settembre 1992, n.1852, in I Tar, 1992, I, 3815).

Riproduzione consentita, citando fonte e autore

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