USA a 5G, Sindaci per la salute: ecco le ordinanze di 23 città che limitano lo tsunami elettromagnetico. E in Australia, gente in piazza! – ESCLUSIVA OASI SANA

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di Maurizio Martucci

L’inchiesta monta nell’etere. Ieri sera dai microfoni della radio romana Centro Suono Sport il giornalista d’inchiesta David Gramiccioli nel rotocalco Prima Pagina ha interpellato alcuni abitanti della provincia reatina. Risultato? Tra Rocca Sinibalda e Pozzaglia Sabina nemmeno il Sindaco era a conoscenza di rientrare tra i primi 120 piccoli comuni d’Italia scelti dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per sperimentare l’efficacia del 5G: “Non ne sapevo nulla, verificherò nelle sedi competenti”, s’è lasciato sfuggire il primo cittadino di Giancarlo Marotti (medico), spiazzato dalla notizia di una decisione tecnologica priva di studi preliminari sul rischio sanitario presa – evidentemente –a sua completa insaputa. Se il problema dell’Internet delle cose è anche la circolarità dell’informazione sul lato oscuro dell’invasione elettromagnetica, non tutti sanno che in Polonia 5 città hanno rifiutato il 5G, mentre in America un’alleanza di 300 battaglieri sindaci in aperto contrasto con la Commissione Federale delle Comunicazioni promette di finire in tribunale per la tutela della salute dei propri concittadini, contrastando la direttiva che vuole il Governo centrale come decisore unico e finale nell’allocazione ubiquitaria della nuova infrastruttura tecnologica.

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In Italia il problema antenne a microonde millimetriche (milioni, sui lampioni della luce, nei tombini dei marciapiedi, in cielo coi droni e nello spazio con Wi-Fi satellitare) è stato d’imperio sviscerato dall’Agenzia Garante della concorrenza e del mercato che, il 31 Dicembre 2018, ha deliberato per una rimozione forzata di regolamenti comunali, provinciali e regionali che impedirebbero l’avanzata sul 98% del territorio nazionale di milioni di nuovi mini-ripetitori. Irradiare asili, scuole, ospedali e centri residenziali (pure a scarsa densità antropica) senza il parare preventivo di Arpa e ASL per l’Agcm è fondamentale per favorire il roll-out del 5G, nella partita assente imperdonabile il parere di Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità che, invece, avrebbero il sacrosanto diritto/dovere di esprimersi sull’elettrosmog “possibile cancerogeno”.

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In America c’è chi non resta a guardare. Già 23 Sindaci di diverse città statunitensi (principalmente tra gli Stati di New York, Ohio, California, Massachusetts e Pennsylvania) sono corsi ai ripari adottando ordinanze locali e regolamenti comunali per controllare e limitare gli ubiquitari campi elettromagnetici, introdotte severe restrizioni al wireless di 4G e 5G. “Le ordinanze locali si riferiscono a vari scopi, come preservare il carattere visivo, proteggere le risorse ambientali e i residenti dagli effetti nocivi sulla salute umana. Prendono in considerazione una varietà di approcci, come il divieto di mini-antenne in determinate aree, la creazione di tasse per le aziende e l’imposizione di restrittivi requisiti estetici e amministrativi”. Il censimento dei Comuni contrari all’avanzata indiscriminata del 5G è frutto dello studio legale di Mark C. Del Bianco della contea di Montgomery nel Maryland, che riassume così i principali paletti fissati dai primi cittadini:

POSIZIONAMENTO DELLE ANTENNE 5G
• Proibirne l’installazione in aree residenziali, in alcune zone,
• Richiedere installazione ad una certa distanza da abitazioni, scuole, ospedali e / o altri siti sensibili
• Le installazioni devono essere spostate se / quando interferiscono con un progetto di pubblica utilità
ESTETICA / AMBIENTE
• Pretendere requisiti estetici, di progettazione e d’emissione di rumore come azione preventiva di installazione, anche in considerazione di altezza delle stazioni radio base
AMMINISTRATIVO / LEGALE
• Richiedere preventivamente il parere consultivo ai residenti che si troveranno entro una certa distanza dall’installazione delle antenne 5G
• Stabilire dei limiti temporali per la concessione d’utilizzo e i permessi dell’installazione
• Richiedere le tasse annuali
• Richiedere accise alle aziende per difendere e risarcire la città da qualsiasi responsabilità derivante dall’installazione, dall’esercizio e dalla manutenzione delle mini-antenne 5G
• Riserva del diritto per i Comuni di assumere consulenti indipendenti a spese delle aziende concessionarie delle frequenze del 5G
ALTRO
• Nominare un comitato di esperti per studiare un piano di fattibilità prima di installare una rete in fibra ottica

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In sintesi, ecco quali sono e cosa dicono alcuni tra in 23 Comuni americani che tentano di arginare il pericolo sanitario del 5G e quali strategie stanno adottando in difesa della salute pubblica.

• Petaluma, California (protezione delle risorse ambientali e dei residenti dagli effetti avversi sulla salute, circoscrivendo l’installazione delle mini-antenne 5G solo in zone commerciali o industriali)
• Palos Vardes, California (restrizioni rigorose sulla posizione, nessun sito su strade locali e residenziali senza un’eccezione)
• Mill Valley, California (strutture nuove o aggiornate vietate nelle zone residenziali, permesse solo in aree commerciali)
• Hempstead, New York (le aziende del 5G devono richiede un permesso speciale per la localizzazione di nuove strutture wireless in modo da minimizzare il loro impatto su aree storicamente sensibili intorno a residenze, scuole, luoghi di culto, centri diurni. E’ pii stata fissata l’imposta comunale con un tariffario di $ 500,00 per ogni singola antenna da posizionare sui poli della luce).
• Mason, Ohio (nessuna mini-antenna 5G in aree residenziali o all’interno di 100 piedi di distanza dalle abitazioni, inoltre le mini-antenne devono essere almeno a 2.000 piedi di distanza l’una dall’altra)
• Lancaster, Pennsylvania (il consiglio comunale si è affrettato a modificare Regolamento e piano di zonizzazione dichiarando molte strade vietate ai nuovi ripetitori del 5G)

LEGGI IL LIBRO INCHIESTA su 5G ed ELETTROSMOG

copertina

Intanto in Australia la gente scende in piazza (in mano cartelli gialli e scritta rossa: NO 5G) e arriva la prima vittoria: il sindaco di Blue Mountains scriverà al Ministro federale delle comunicazioni per verificare se la salute ambientale della comunità sia stata “considerata e valutata responsabilmente“. Infine, monta la protesta dei cittadini sui social e nelle sedi municipali dopo l’esclusiva di OASI SANA che ha diffuso la delibera dell’Agcom completa dei 120 piccoli comuni d’Italia in cui, insieme alle 8 Smart City, verrà sperimentato il 5G. Così alcuni Sindaci e assessori locali si danno appuntamento al 1° meeting nazionale Stop 5G in programma il 2 Marzo a Vicovaro (Roma). Patrocinato dall’amministrazione comunale, coi primi cittadini parteciperanno all’incontro anche scienziati, parlamentari, associazioni di consumatori e legali esperti in materia d’elettrosmog. Parola d’ordine univoca: emergenza politica di precauzione, art. 32 della Costituzione alla mano.

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