Studentessa elettrosensibile costretta al ritiro dall’Università: troppo inquinamento elettromagnetico (e nessuna aiuto dall’ateneo)

Continua il dramma degli italiani che soffrono di elettro-iper-sensibilità, la malattia ambientale altamente invalidante e correlata alle irradiazioni wireless e ai campi elettromagnetici per cui – proprio nei giorni scorsi – l’Alleanza Italiana Strop 5G – insieme ai medici di ISDE Italia – ha chiesto il riconoscimento nazionale al Ministero della Salute. In attesa del pronunciamento del dicastero presieduto dal neo-ministro Orazio Schillaci, ex Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, da un altro ateneo arriva la notizia dell’ennesima storia al limite: una studentessa Università degli Studi dell’Insubria con sedi a Varese e Como, è stata costretta a cambiare ateneo per colpa della pervadente presenza dell’elettrosmog. Ma pure per l’insensibilità dimostrata dal personale amministrativo che non ha voluto trovare un’alternativa alla studentessa. “Sono stata costretta a ritirare mia figlia dall’Università Insubria – in esclusiva ad OASI SANA dichiara Simona R., madre di Corinna B. nonostante le promesse fatte e visto il tempo che trascorreva senza giungere a nulla di fatto, questa è stata l’unica soluzione possibile. Le lezioni all’Insubria erano iniziate da un mese e, a parte qualche colloquio conoscitivo tra me e loro, da parte dell’Università non c’è stata alcuna azione concreta per aiutare mia figlia Corinne, eppure le soluzioni noi le avevamo più volte esposte“.

La donna, per altro insegnante di scuola media superiore, afferma di aver tentato ogni percorso alternativo pur di far continuare all’Insubria gli studi della figlia. Tentativi caduti nel vuoto, da qui la necessità di passare a Milano all’Università Cattolica, accolta la bonaria richiesta di provvedere con la didattica a distanza per evitare l’overdose elettromagnetica nelle aule. “Chiedevamo di attuare la didattica a distanza, perchè Corinne ha problematiche serie di salute che le precludono la possibilità di seguire in presenza. Siamo stati presi in giro con promesse varie per un mese e c’era il concreto rischio che Corinne perdesse l’anno per la leggerezza e l’irresponsabilità di chi gestisce l’accoglienza degli alunni con problemi di salute. Il ritiro di Corinne non è una sconfitta per mia figlia, che potrà proseguire nei suoi studi con l’impegno che ha sempre dimostrato, ma è una sconfitta per la scuola che si è dimostrata non professionale (bastava parlare chiaramente fin dall’inizio invece di prenderci in giro in questo modo). Noi abbiamo trovato collocazione per Corinne in una università prestigiosa di Milano (Università Cattolica), dimostrazione del fatto che, quando c’è buona volontà, la soluzione si trova. Che figuraccia ha fatto l’Insubria! Purtroppo ora Corinne dovrà accelerare i ritmi per recuperare il tempo perso”.

Nella richiesta dell’Alleanza Italiana Stop 5G e dei medici di ISDE Italia ora al vaglio  Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA (Livelli essenziali di assistenza) del Ministero della Salute,  si chiede allo Stato di tutelare chi soffre di elettro-iper-sensibilità sia nella propria abitazione che sul luogo di lavoro e nei mezzi/luoghi pubblici (scuola e università comprese) per la più civile delle proprietà transitive: pari diritti per tutti, nessuno escluso.

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