IppocrateOrg e ISDE Italia, medici contro l’elettrosmog: il Parlamento non innalzi limiti soglia da 6 a 61 V/m, altrimenti “gravi effetti sanitari”

Golpe elettromagnetico, dopo l’appello di autorevoli scienziati di fama mondiale inviato alle prime tre cariche dello Stato (“retrogrado aumentare di 100 volte l’elettrosmog, da 20 anni l’Italia esempio per limiti più bassi”, hanno scritto), per scongiurare l’innalzamento dei limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica previsto negli emendamenti della maggioranza nel disegno di legge cd. Concorrenza, adesso si mobilitano anche i medici italiani: l’associazione che si occupa principalmente di ricerca, prevenzione e medicina personalizzata IppocrateOrg sui propri canali social ha infatti rilanciato l’iniziativa del sit-in promosso da Alleanza Italiana Stop 5G il prossimo 8 Aprile a Roma, mentre una nota diramata dai medici ambientali di Isde Italia chiarisce la posizione senza indugiare: “innalzare il limite portandolo a 61 V/m, significa ignorare le ragioni sanitarie che dimostrano la presenza di effetti biologici non termici, anche molto gravi, fino a forme tumorali, causati dalle frequenze già in uso”. L’iter parlamentare del DDL Concorrenza dovrebbe concludersi entro il prossimo mese di Giugno, adesso i lavori sono calendarizzati in Commissione al Senato, entro Pasqua previsto il passaggio alla Camera dei Deputati per poi tornare a Palazzo Madama.

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«Chiediamo con forza alla Commissione Industria del Senato e a tutti i Parlamentari di dare voce alla ricerca e alla scienza, e non alle ragioni del potere economico, mettendo al primo posto la salute dei cittadini: i limiti elettromagnetici non vanno alzati», scrive Isde, Associazione Medici per l’Ambiente.

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«Sono stati presentati alla X Commissione Industria del Senato una serie di emendamenti al DDL “Concorrenza” (A.S. 2469) che riguardano, fra le varie cose, i limiti di esposizione della popolazione, con proposte di innalzamento fino a 61 V/m contro l’attuale valore di attenzione di 6 V/m; la soppressione del criterio della minimizzazione tra gli strumenti a disposizione dei Comuni e la eliminazione del concetto di siti sensibili – afferma Isde in una nota – Lo studio del Politecnico di Milano, realizzato per conto di Assotelecomunicazioni, ha stimato, in presenza degli attuali limiti, la necessità di 27.900 interventi aggiuntivi, sia in termini di reingegnerizzazione di siti esistenti, sia di siti nuovi, con un esborso incrementale per questo motivo di circa 4 miliardi di euro a carico degli operatori radiomobili».

«Nessuna ragione tecnica o economica può giustificare un rischio di salute per la popolazione e la biodiversitàconclude l’associazione di medici – Innalzare il limite portandolo a 61 V/m, significa ignorare le ragioni sanitarie che dimostrano la presenza di effetti biologici non termici, anche molto gravi, fino a forme tumorali, causati dalle frequenze già in uso. Evidenze che fotografa anche l’ultima ricerca Health impact of 5G dell’Istituto Ramazzini pubblicata dal Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo. Per questo chiediamo con forza alla Commissione Industria del Senato e ai parlamentari tutti di dare voce alla ricerca e alla scienza, e non alle ragioni del potere economico, mettendo al primo posto la salute dei cittadini».

Infine, in vista del sit-in della prossima settimana previsto nella Capitale in Piazza del Pantheon, per la seconda settimana consecutiva è proseguito il presidio di attivisti del gruppo Lazio Stop 5G dell’Alleanza Italiana Stop 5G all’esterno delle sedi di Camera e Senato con cartelli e bandiere. “Proseguiremo a staffetta fino all’8 Aprile, per dare la spinta al sit-in allargato“, affermano i promotori.

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