“Col Bluetooth rilevo i codici MAC dei siero inoculati”: rivelazione shock dalla Spagna – VIDEO

Si chiama Luis Miguel de Benito, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è un gastroenterologo spagnolo con specializzazione in biologia molecolare esperto anche in endoscopia. Oltre che nella sua clinica personale di Segovia in Castiglia, lavora presso il Centro Médico Quirúrgico de Enfermedades Digestivas, un ospedale di Madrid. Ma è grazie alla sua ultima e inquietante scoperta che il nome di de Benito sta letteralmente facendo il giro del mondo: attraverso un video ripreso da OASI SANA e caricato sulla piattaforma Rumble, il medico ricercatore ha infatti dichiarato di aver rilevato per ben 96 volte su un campione di 112 soggetti inoculati dal siero sperimentale antiCovid19 degli indirizzi MAC (Media Access Control) attraverso applicazioni Bluetooth. Cos’è il MAC? Si tratta di un identificativo unico che i produttori chip e dispositivi elettronici assegnano normalmente ad una scheda o ad un devices che può essere messo in rete e letto da Smartphone. Tecnicamente contiene funzionalità di controllo dell’accesso al mezzo fisico per canali broadcast, funzionalità di framing e controllo di errore.

Ma adesso, da quanto rivela il medico spagnolo, questi codici sarebbero anche nei corpi delle persone sottoposte a sperimentazione da inoculo. Ecco la trascrizione e la traduzione in italiano delle scioccanti dichiarazioni di Luis Miguel de Benito, rese note pochi giorni dopo le altrettanto inquietanti scoperte denunciate dai ricercatori ispanici de La Quinta Colonna sulla presenza di grafene e microrouter nei sieri.

Delgado in TV su Piazza Libertà: “sindrome da irradiazioni elettromagnetiche causata da inoculazioni di grafene nel corpo. Genocidio, non pandemia”

Il grafene, i transistor, il 5G a 26 Ghz e l’Internet dei corpi (6G). VIDEO E ARTICOLI di letteratura scientifica

Oggi vi racconterò i risultati di questa estate, che vanno nella direzione di ciò che può esserci dietro tutto questo tentativo di va cci nare. Perché tanto interesse per la va cci nazione? Qual è la ragione? Ve lo dirò.

Le organizzazioni internazionali che stanno indagando su questa faccenda, mi hanno chiesto un breve rapporto su ciò che ho fatto durante l’estate e ve lo leggerò così com’è.

Farò delle postille a quello che sto dicendo, ma questo è quello che ho scritto loro; le diverse squadre che stanno indagando su tutto ciò, stanno valutando quale parte è giusta e quale no. Lo stanno traducendo in diverse lingue, lo dico perché, probabilmente, entro il 31 sarà reso pubblico in altri luoghi o altro.

È stato difficile per me giungere qui e leggerlo. Sapete perché? Perché pesa senza dubbio il fatto di uscire un po’ dalla questione medica. Tutto questo, sapete, è iniziato come un canale per discutere l’evoluzione della pandemia, relativamente a  coloro che ne sono stati colpiti, ai trattamenti, al virus, a come le unità di terapia intensiva (ICU) erano, beh, e tutto questo ora non ha più senso.

Tutto questo fa parte del passato. Dove stiamo andandoora…è a riconoscere che le autorità hanno il desiderio di togliere le libertà agli esseri umani.

Non mi interessa se pensate che io stia delirando o meno, ma siccome ho l’obbligo morale di riferire quello che ho fatto, ve lo dico oggi, e chi vorrà crederci ci crederà, e chi non lo vorrà lo giudicherà, lo criticherà e lo confronterà.

Come ho detto, l’ho scritto, e l’ho già inviato alle squadre che stanno studiando questo argomento in diverse parti del mondo.

Se, dal punto di vista medico non c’è bisogno di somministrare alcuna misura preventiva per una malattia con una letalità del 2 per mille, perché tanta insistenza, nel voler fare a tutti l’iniezione? Cosa mi darà il vaccino che non ho già? Ebbene, questo esperimento è nato da questa riflessione.

Sebbene ci fossero molte consultazioni, durante l’estate del 2021, ero l’unico operativo. In quell’edificio, nei pomeriggi, non c’era nemmeno il personale amministrativo.

Sotto il mio ufficio, ogni tanto parcheggiava un’ambulanza della SUMA, del servizio di emergenza, perché hanno una base lì. Queste sono state le uniche “interferenze” che ho rilevato.

La maggior parte delle osservazioni si sono svolte senza quell’artefatto. Iniziavo le consultazioni alle 15:00 e avevo pazienti in lista ogni 20 minuti.

Date le misure COVID, si raccomandava [ai pazienti] di venire da soli e, se possibile, all’ora stabilita. Non prima o dopo; prima di iniziare la consultazione, collegavo l’applicazione Bluetooth del mio cellulare e sempre controllavo che non fosse disponibile un dispositivo per il contatto, ovvero che non ci fosse alcun dispositivo elettronico a cui collegarsi, in quel raggio d’azione.

Quando arrivava un paziente, spesso già su per le scale o all’inizio del corridoio, a circa 20 metri dallo studio, sul mio cellulare potevo vedere se apparivano uno o due dispositivi a cui collegarsi con il Bluetooth, uno o due o nessuno.

Sul mio telefono, potevo controllare se il Bluetooth stava rilevando qualcosa o niente e nel caso fosse qualcosa, se era un dispositivo con un codice MAC Address (Media Access Control). Questo è un identificatore unico che i produttori di dispositivi elettronici assegnano a una scheda o a un oggetto che può essere messo in rete.

Dopo essermi occupato dei requisiti medici del paziente, gli chiedevo se era stato vaccinato o meno contro il COVID. Se la risposta era affermativa, di solito era rapida e senza esitazioni; se era negativa, era spesso accompagnata da una certa diffidenza, se non rabbia per la domanda.

Una reazione che mi spiegava che, in generale, coloro che non avevano voluto essere vaccinati erano stati sottoposti a qualche tipo di situazione sociale avversa. Dopo aver rassicurato il paziente, qualunque fosse la sua risposta, scrivevo su un foglio la risposta che mi dava.

Nessuno dei 137 pazienti a cui ho chiesto si è rifiutato di rispondere. Se la risposta era affermativa, chiedevo loro che tipo di vaccino avevano ricevuto, quando, e se avevano avuto reazioni avverse.

Poi chiedevo loro se avevano telefoni cellulari o dispositivi elettronici come auricolari senza fili o tablet e, in caso affermativo, chiedevo loro di spegnerli per un momento. Quando lo spegnevano, sul mio cellulare, di solito, uno dei dispositivi registrati al Bluetooth spariva.

I RISULTATI DELLA RICERCA

Su 137 pazienti interrogati, 112 hanno detto di essere stati va ccinati, e 25 hanno detto di non essere stati vaccinati.

Nessuno dei pazienti che dicevano di non essere stati va ccinati, aveva registrato sul cellulare un qualsiasi dispositivo disponibile per la connessione Bluetooth; chiedevo una disconnessione del loro cellulare, se ne avevano uno.

Relativamente a 96 pazienti su 112 che avevano detto di essere stati vaccinati, 96 dei 112 che avevano spento i loro apparecchi elettronici se li avevano con sè, sullo schermo del mio cellulare rimaneva un codice MAC, che avevo già annotato nelle mie note accanto alla storia medica del paziente.

Ho inteso che si trattasse di un codice che il paziente stesso portava con sé e che effettivamente, quando lasciava l’ufficio, lasciando l’edificio, scompariva dal mio cellulare.

Con questa semplice osservazione durante tutto il mese di luglio e agosto, ho potuto verificare che il 100% dei pazienti che dicevano di non essere vaccinati, non avevano alcun dispositivo di contatto con il mio cellulare, via Bluetooth.

Ma l’86% di quelli che hanno detto di essere vaccinati ha generato un MAC Address sul mio cellulare.

Queste sono le osservazioni fatte, e da esse nascono molti dubbi e domande, tra cui quelle che mi sembrano più significative sono:

PRIMOIl segnale rilevato sul mio cellulare proviene dal vaccinato? Beh, proprio l’ambiente isolato e il non avere interferenze da altri segnali, ha fatto sì che non ci fossero altre fonti di contaminazione.

Infatti, quando arrivava l’ambulanza SUMA, a parte altri dispositivi come “SUMA base” e diversi indirizzi MAC che ho attribuito al personale dell’ambulanza, che poteva essere va ccinato, ho notato che questi segnali scomparivano quando l’ambulanza partiva.

E quando c’era il sospetto che ci fosse qualche altro elemento di distorsione, per esempio, accompagnatori di pazienti nel corridoio, operatori accidentali nel corridoio che potevano essere la fonte o l’origine di altri marcatori, allora ho archiviato quel caso. Non rientra nei 137 che ho confermato.

SECONDOTutti i cellulari rilevano i dispositivi Bluetooth con la stessa capacità? La mia risposta è no. La mia esperienza è che non lo fanno.

TERZO: Il MAC Address rilevabile su una persona permette di interagire con essa? In che misura? Almeno di una cosa sono sicuro: mi permette di sapere dove si trova perché sapevo che qualcuno vaccinato stava venendo nel mio ufficio prima che lui si presentasse.

QUARTO: mi sono posto questa domanda: se il MAC Address è qualcosa di personale, individuale e irripetibile, come è possibile che le cinque persone a cui è stato iniettato il contenuto della stessa fiala, dalla stessa distribuzione dello stesso lotto, non abbiano 5 MAC Address diversi?

Bene, mi sono consultato con alcuni tecnici informatici, robotici e colleghi biologi e ingegneri, esperti in informatica e nanorobotica. E sostengono la possibilità che questo codice sia generato come risultato dell’interazione di ciò che viene iniettato con il materiale genetico del paziente.

Forse non tanto con il loro DNA, quanto con il complesso di compatibilità più grande, l’HLA, che alla fine deriva dal genoma.

Se l’indirizzo MAC è generato dal vaccinoperché solo l’86% di coloro che dichiarano di essere vaccinati lo hanno? Sono state prese in considerazione diverse risposte per rispondere a questa domanda.

  1. Alcune fiale potrebbero essere placebo.
  2. Alcune fiale potrebbero essere denaturate.
  3. Una mancanza di risposta. In altre parole, non sempre si ottengono i risultati attesi quando si applica un prodotto.
  4. Altro che mi sembra molto importante: il paziente mente, dicendo di essere va ccinato quando non lo è, per evitare problemi o polemiche.

Ho molti dubbi. Queste sono le scoperte che ho fatto. Sono al di fuori delle mie conoscenze mediche. Attesto semplicemente che quando si è in consultazione con una persona in un ambiente isolato, questo viene rilevato dal mio cellulare.

Che cosa significa? Non ne ho idea. Ma non mi piace.


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