Stop 5G Puglia al Governatore Michele Emiliano: “togliere le antenne dalle scuole, riformare la legge regionale per proteggere bambini e ragazzi”

Elettrosmog e alunni, antenne telefoniche e scuola. Dopo la battaglia legale finita in mano ai giudici internazionali della Corte europea per un traliccio tra i plessi scolastici torinesi di Frossasco, il caso adesso esplode in Regione Puglia: “c’è una legge regionale che va modificata urgentemente se si vuole ridurre il rischio di inquinamento elettromagnetico nelle scuole”. E’ quanto al magistrato e Governatore pugliese Michele Emiliano chiede in una nota Giancarlo Vincitorio, referente territoriale Stop 5G Puglia dell’Alleanza Italiana Stop 5G, chiarendo l’importanza di cambiare la legge regionale che regolamenta autorizzazioni e funzionamento di impianti di radiofrequenza e dell’energia elettrica. “La finalità – spiega Vincitorio – è di ottenere che tralicci di impianti di telefonia o dell’Enel attualmente situati a distanze inferiori a 500 metri dalle scuole siano trasferiti altrove per eliminare qualsiasi rischio causato dall’inquinamento elettromagnetico su studenti, docenti e personale scolastico.”

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Vincitorio spiega che circa 20 anni fa in Puglia c’era una legge che rendeva possibile questo tipo di intervento ma che oggi, dopo più modifiche al testo legislativo, questa specificità si è persa per strada. La legge regionale di riferimento in Puglia è la n. 5 del 26 febbraio 2002 e successive modificazioni. “Nel testo di quella legge – spiega Vincitorio – c’è scritto all’articolo 11 che la Regione istituisce il catasto regionale degli impianti presso l’Arpa al fine di disporre a carico dei soggetti gestori il progressivo trasferimento degli impianti installati in aree sensibili. All’articolo 10 della stessa legge è scritto che è vietata l’installazione di sistemi radianti ‘sulle aree, sulle strutture e sugli edifici destinati all’infanzia e a utenti in età pediatrica e sulle attrezzature sanitarie e assistenziali come ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido, istituti per l’infanzia e parrocchie’. Poi si è assistito ad una serie di modifiche a partire da quella apportata mediante la legge n. 22 del 19 luglio 2006 (articolo 31) sino a quella del 4 maggio 2020. Il paradosso è che, dal 2006 ad oggi, l’attenzione è stata spostata tutta sull’autorizzazione dei nuovi impianti dimenticandosi, purtroppo, di quelli già esistenti”.

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Vincitorio cita a tal proposito il caso emblematico del Comune di San Giovanni Rotondo (Foggia) dove gli impianti irradianti collocati da due società di telefonia su un traliccio si trovano troppo vicino a scuole a abitazioni, addirittura ad una distanza inferiore a cento metri.

Cosa fare? Vincitorio è immediato nella risposta. “Modificare la legge regionale – dice – per riportarla alle sue finalità originarie. Obbligare gli spostamenti dei tralicci delle antenne e dell’energia elettrica, indipendentemente dai valori irradianti, per liberare le aree sensibili e inserire forti sanzioni sia per chi non rispetta questo obbligo che per tutti quelli che non lo fanno rispettare, in primis proprio la stessa Regione Puglia che su questo problema ad oggi non ha fatto nulla per risolvere casi come quello esistente a San Giovanni Rotondo dove circa duemila persone frequentano una scuola a ridosso di un grande traliccio che ogni istante, ininterrottamente, produce inquinamento elettromagnetico”.  Sul pericolo elettromagnetico a scuola, l’Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G ha pubblicato il dossier di denuncia ‘La Scuola elettromagnetica“. Infine proprio l’associazione Stop 5G Puglia ha poi lanciato una campagna per la mappatura delle scuole a rischio elettrosmog nel progetto Via le antenne dalle scuole: per segnalarle vicino alle aule, i cittadini possono scrivere una email all’indirizzo segreteria@stop5gpuglia.it

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