Roma, protesta: il libro inchiesta #Stop5G alla RAI. “L’informazione non è pubblicità commerciale, i cittadini devono sapere la verità”

Roma, presidiata la direzione generale della RAI. Un gruppo di manifestanti dell’Alleanza Italiana Stop 5G ha contestato l’assenza di dibattito sui pericoli del 5G e del futuro digitale con bandiere e striscioni Stop 5G davanti la sede in Viale Mazzini. “L’informazione pubblica non è pubblicità commerciale”. La protesta si è svolta nell’ambito della Giornata Mondiale Stop 5G ed è culminata nel colloquio con un funzionario RAI a cui è stata consegnata una lettera indirizzata a Marcello Foa, presidente del Consiglio d’Amministrazione RAI, recapitato anche il libro ‘#Stop5G’, definita la bibbia dei tecnoribelli. La stessa comunicazione è stata poi inoltrata all’On. Massimiliano Capitanio (Segretario della Commissione Parlamentare per l’indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi), chiedendo al Parlamento di valutare il livello d’informazione sinora offerto nei servizi Rai sui pericoli ambientali e sanitari del 5G.Siamo conviti che ad ogni problema di informazione pubblica esista una risposta risolutiva di carattere politico”.

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Ecco il testo della nota, letta da Annalisa Buccieri, referente per il Lazio dell’Alleanza Italiana Stop 5G.

Roma, 21 Giugno 2021                                                                           

Alla attenzione del Dott. Marcello Foa

Presidente del Consiglio d’Amministrazione Rai

Viale Mazzini 14 Roma

SEDE

Oggetto: informazione libera, equa e pluralista sui pericoli del 5G e della società digitale

Egregio Presidente Dott. Foa

Alleanza Italiana Stop 5G ha organizzato un simbolico presidio di protesta sotto le sedi Rai di Roma, Perugia e Ancona per rivendicare, come cittadini e utenti ma anche – se vogliamo – come azionisti di fatto di Radiotelevisione italiana S.p.A, il diritto a ricevere un’informazione equa, libera e pluralista sui pericoli dell‘internet delle cose e le insidie del futuro digitale.

Consideriamo infatti inammissibile l’assenza di dibattito sul 5G, il neagazionismo sui rischi dell’elettrosmog e l’appiattimento dell’informazione pubblica su posizioni in evidente conflitto d’interessi con le pubblicità commerciali foraggiate dai colossi di telecomunicazione. Da quando l’Italia è stata scelta come capofila per la sperimentazione del 5G, gli abbonati Rai sono infatti volutamente tenuti all’oscuro delle gravi insidie ambientali, sanitarie e sociali che, inevitabilmente, porterà il futuro digitale elettromagnetico. Non solo. Riteniamo altresì una vera e propria apologia del transumanesimo la trasmissione ‘Codice: la vita è digitale’, in cui – tra l’altro – oltre ad incensare il 5G senza alcuna controparte, si finisce per sdoganare il microchip sotto pelle e l’adozione di robot nella vita di ogni giorno, persino nel mondo del lavoro a discapito della forza lavoro e dell’intelligenza umana.

Riteniamo quindi doveroso, egregio dott. Foa, appellarci a Lei in qualità di presidente del consiglio d’amministrazione Rai, affinché la logica del pensiero unico sia invece superata dall’applicazione dell’art. 21 della Costituzione. All’uopo si allega il libro ‘#Stop5G, salute, ambiente, geopolitica, privacy, transumanesimo e controllo sociale: libro-inchiesta sui lati oscuri del futuro digitale” (Terra Nuova Edizioni), scritto dal nostro portavoce nazionale Maurizio Martucci, in cui potrà trovare le ragioni della nostra ferma e consapevole opposizione alla deriva tecnocratica.

               Ringraziando per l’attenzione, cordiali saluti

Alleanza Italiana Stop 5G

www.alleanzaitalianastop5g.it

Sempre ieri, in contemporanea al presidio capitolino, sit-in di protesta anche davanti la sede Rai umbra: a Perugia una delegazione di manifestanti è stata ricevuta da Mino Lorusso, già giornalista parlamentare e consigliere nazionale della Federazione della stampa italiana.

Così come in Italia, nell’ambito della Giornata di Protesta Mondiale Stop 5G nel resto del mondo si è manifestato anche in Sud Africa, India, Giappone, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Spagna, Svezia, Germania, Brasile, Messico, Costa Rica e Perù.

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