PNRR, 5G: sparito l’elettrosmog a 61 V/m, ma entro il 2026 ci ricopriranno di antenne (pure dal cielo)

5G, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il Governo Draghi punta 40,73 miliardi di euro sul digitale ma senza recepire l’invito della Commissione parlamentare di aumentare di 110 volte l’emissione elettromagnetica delle antenne di telefonia mobile. Quindi, per ora, niente 61 V/m e nessuna revisione dei limiti soglia nella media di 6 V/m, esattamente come richiesto dall’Alleanza Italiana Stop 5G nella petizione da quasi 64.000 firme, nelle manifestazioni di piazza (sabato tocca a Genova), nell’appello ai parlamentari e nella staffetta virtuosa di sciopero della fame ad oltranza (oggi 15° giorno di digiuno, ben 135 gli aderenti che si stanno alternando nella protesta gandhiana). Ma non ĆØ finita: seguendo ilĀ Next Generation EU, per l’approvazione finale del PNRR da parte delle Camere c’ĆØ tempo fino al 29, mentre per l’invio a Bruxelles la scadenza ĆØ fissata al 30 Aprile 2021. Il PNRR ĆØ un corposo documento di 273 pagine nelle quali viene illustrata la strategia che il Governo italiano intende adottare nella distribuzione dei fondi che dovrebbero arrivare dall’Europa.

CLICCA QUI – LEGGI E SCARICA IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RISILIENZA

Eppure il PNRR ĆØ un inno al 5G, stanziati 6,31 miliardi per la banda ultra larga. “Lo sforzo di digitalizzazione e innovazione ĆØ centrale in questa Missione, ma riguarda trasversalmente anche tutte le altre. La digitalizzazione ĆØ infatti una necessitĆ  trasversale, in quanto riguarda il continuo e necessario aggiornamento tecnologico nei processi produttivi.” Questi alcuni passaggi salienti: tra cinque anni, entro il 2026, l’Italia sarĆ  completamente ricoperta da nuove antenne, anche dal cielo.

Investimento 3: Reti ultraveloci (banda ultra-larga e 5G)
La nuova strategia europea Digital Compass stabilisce obiettivi impegnativi per il prossimo decennio: deve essere garantita entro il 2030 una connettivitĆ  a 1 Gbps per tutti e la piena copertura 5G delle aree popolate. L’ambizione dell’Italia ĆØ di raggiungere gli obiettivi europei di trasformazione digitale in netto anticipo sui tempi, portando connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale entro il 2026.

Per mantenere la promessa di una Gigabit society universale basata su un’infrastruttura di reti fisse e mobili ad altissima capacitĆ , si adotta un approccio neutrale sotto il profilo tecnologico che ottimizzi l’impiego delle risorse. L’investimento ĆØ accompagnato da un percorso di semplificazione dei processi autorizzativi che riconosce le infrastrutture per la cablatura in fibra ottica e per la copertura 5G come strategiche, velocizzandone cosƬ la diffusione sul territorio. In particolare, sono state stanziate risorse per:

• Portare la connettivitĆ  a 1 Gbps (Piano ā€œItalia a 1 Gigaā€) a circa 8,5 milioni di famiglie, imprese ed enti nelle aree grigie e nere NGA a fallimento di mercato, puntando alla piena neutralitĆ  tecnologica e facendo leva sulle migliori soluzioni tecnologiche disponibili, sia fissa che FWA. Nel piano sono ricomprese anche circa 450.000 unitĆ  immobiliari situate nelle aree remote (cosiddette case sparse), non ricomprese nei piani di intervento pubblici precedenti

• Completare il Piano ā€œScuola connessaā€, per assicurare la connessione in fibra a 1 Gbps ai 9.000 edifici scolastici rimanenti (pari a circa il 20 per cento del totale)

• Assicurare connettivitĆ  adeguata (da 1 Gbps fino a 10 Gbps simmetrici) agli oltre 12.000 punti di erogazione del Servizio sanitario nazionale (Piano ā€œSanitĆ  connessaā€)

• Dotare 18 isole minori di un backhauling sottomarino in fibra ottica (Piano ā€œCollegamento isole minoriā€) per migliorare i collegamenti esistenti e rispondere alle crescenti esigenze di connettivitĆ  BUL delle famiglie, imprese ed enti presenti

• Incentivare lo sviluppo e la diffusione dell’infrastruttura 5G nelle aree mobili a fallimento di mercato (Piano ā€œItalia 5Gā€), ovvero le zone dove sono state sviluppate solamente reti mobili 3G e non ĆØ pianificato lo sviluppo di reti 4G o 5G nei prossimi 3 anni, o vi sono reti 4G che non garantiscono una performance adeguata. Nel Piano sono inclusi interventi per accelerare la diffusione della copertura 5G lungo oltre 2.000 km di corridoi di trasporto europei e 10.000 km di strade extra-urbane, per abilitare lo sviluppo di servizi a supporto della sicurezza stradale, della mobilitĆ , della logistica e del turismo


Gli interventi previsti sono complementari (e non sostitutivi) rispetto alle concessioni giĆ  approvate nelle aree bianche (o con bandi 5G) e consentono di attivare ulteriori (e non ancora previsti) investimenti da parte degli operatori privati. Oltre alla copertura infrastrutturale del Paese, si interviene sulla domanda di connettivitĆ  di famiglie e imprese, monitorando attentamente il Piano Voucher in corso al fine di aggiornarlo e, se necessario, potenziarlo per massimizzare l’impatto del sussidio pubblico erogato.

Investimento 4: Tecnologie satellitari ed economia spaziale
Allo spazio ĆØ ormai ampiamente riconosciuto il ruolo di attivitĆ  strategica per lo sviluppo economico, sia per il potenziale impulso che può dare al progresso tecnologico e ai grandi temi di ā€œtransizioneā€ dei sistemi economici (ad es. anticipazione delle implicazioni del cambio climatico tramite l’osservazione satellitare), sia per la naturale scala continentale/europea che ne contraddistingue l’ambito di azione e di coordinamento degli investimenti. Analizzando il contesto di mercato globale e le caratteristiche dell’industria spaziale italiana ĆØ stato prodotto un Piano Nazionale volto a potenziare i sistemi di osservazione della terra per il monitoraggio dei territori e dello spazio extra-atmosferico e a rafforzare le competenze nazionali nella space economy. Il Piano Nazionale include diverse linee d’azione: Osservazione della Terra, Space Factory, Accesso allo Spazio, In-Orbit Economy, Downstream. Le risorse stanziate dal PNRR copriranno una quota degli investimenti definiti per queste linee di intervento

Rispondi