Guarire la Scuola (Bene Comune): nel documento anche le proposte dell’Osservatorio Scuola Stop 5G

 “Creatività e partecipazione, non burocrazia e terrore”, Con questo slogan s’è costituto un gruppo di lavoro formato da una trentina di sigle che, sotto l’egida del Comitato Popolare per Difesa dei Beni Pubblici e Comuni Stefano Rodotà – Generazioni future, in poco tempo ha dato vita a quattro tavoli di lavoro sulle aree tematiche psico-pedagogico, medico-scientifico, giuridico e politico-economico per contribuire fattivamente ad invertire la rotta incresciosamente assunta dall’istruzione pubblica italiana. All’iniziativa hanno collaborato anche i parlamentari Rosalba De Giorgi, Flora Frate, Paola Nugnes, Andrea Cecconi e Antonio Tasso, con il coinvolgimento e l’interessamento dell’ex ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti

Queste le finalità dichiarate:

  1. presentare una proposta di protocollo di misure attuabili per garantire la prosecuzione di un anno scolastico in presenza, garantendo e tutelando la salute degli studenti, dei docenti e del personale ATA e, al contempo, il diritto all’istruzione;
  2. gettare le basi per la nascita di una nuova scuola che abbia come suo principio fondamentale affiancare il discente a prendere coscienza di sé e contribuire al superamento di ciò che ostacola il pieno sviluppo della sua persona.

Ai tavoli ha preso parte anche l’Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G contribuendo alla stesura dei testi, soprattutto nella parte relativa ai gravi pericoli dell’inquinamento elettromagnetico tra i banchi e nella denuncia dei rischi della didattica a distanza. Di seguito i documenti e i passaggi salienti curati da Annalisa Buccieri.

Documento base Scuola Bene Comune

Proposta di un Protocollo di Sperimentazione per la Scuola al tempo del Covid-19

Allegato tecnico scientifico – Proposta di protocollo di sperimentazione per la scuola al tempo del Covid

Documento base Scuola Bene Comune

La tecnologia
Il problema di oggi non è cosa possiamo fare noi con la tecnica, ma che cosa la tecnica può fare di noi”, GüntherAnders. Il rischio reale consiste nel fatto che la tecnologia, in assenza di determinati criteri di utilizzo e della mediazione di un educatore, abitui la nostra intelligenza a diventare convergente escludendo l’intelligenza divergente, con cui si evolve l’umanità in continuo e vitale fermento. Convergenti sono quelle intelligenze che risolvono i problemi a partire da come il problema è stato impostato, escludendo punti di vista non considerati in quanto non riconosciuti come possibili contributi ai vari contesti dialettici. Al contrario, divergente è quell’intelligenza che risolve i problemi non all’interno di come è stato impostato il problema, ma capovolgendo i termini dell’impostazione. Il problema della comunicazione pone le sue basi già nei primi anni di vita dei nostri bambini che sono sempre più sacrificati sul piano dell’apprendimento linguistico e hanno, quindi, grosse difficoltà a comunicare. Soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie, le capacità espressive dei bambini sono diminuite drasticamente, in quanto diverse operazioni mentali, anche impegnative, vengono sostituite dai dispositivi tecnologici. In un mondo pervaso da questi strumenti, diventa fondamentale circoscriverli ad una funzione complementare e mai sostitutiva del rapporto umano interpersonale. In aggiunta rilevanti e non eludibili problematiche di salute a breve e a lungo termine sono associate al ricorso abituale ai dispositivi digitali e in special modo alle connessioni wireless.

Allegato tecnico scientifico – Proposta di protocollo di sperimentazione per la scuola al tempo del Covid

Approfondimento 3 | Le criticità sanitarie della Didattica a Distanza

A cura di Annalisa Buccieri
“La didattica a distanza permane a tutt’oggi nei gradi superiori della scuola e rischia di diventare modalità unica nel malaugurato caso di nuovo lockdown; pertanto intendiamo sottolineare le ricadute sanitarie dell’uso eccessivo dei mezzi digitali e del processo di digitalizzazione a oltranza che investe la scuola già da diversi anni e si appresta a diventare pervasivo e ineludibile in questo drammatico momento storico. Non si farà in questa sede riferimento ai, pur importanti, problemi posturali o alla vista degli studenti, né alle gravi criticità di natura sociopsicologica e legate ai processi di apprendimento, bensì ai danni da esposizione ai campi elettromagnetici, sottovalutati o misconosciuti a livello istituzionale”
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