Dopo Bologna e Perugia, Napoli: sentenza TAR Campania vieta antenna 5G a Quarto. C’è giurisprudenza in difesa della salute pubblica

di Maurizio Martucci

Violazione del principio di precauzione; l’impianto è pericoloso per la salute umana (…) il posizionamento dell’antenna, per come risulta localizzata, a ridosso di vari edifici, necessariamente investe nel suo lobo principale di irradiazione parte di edifici a permanenza umana superiore alle 4 ore giornaliere“. Alla faccia del Piano Colao e del contestato DL Semplificazioni nella negazione del rischio sanitario: dopo l’ordinanza cautelare che ad Aprile aveva già fermato l’installazione di un’antenna 5G a Quarto (Napoli), ieri la settimana sezione del TAR Campania ha pubblicato la sentenza, attesa da cittadini e attivisti: in Via Cocci non ci sarà nessuna Stazione Radio Base della Iliad. Si tratta dell’ennesima vittoria dello studio legale dell’Avv. Elio Errichiello per un verdetto in simbiosi con altri provvedimenti emessi di recente dai tribunali amministrativi di Umbria ed Emilia Romagna: insomma, se non lo fa il Governo, con le leggi il 5G si può fermare. Eccome.

Siamo molto soddisfatti di questa vittoria che corona mesi di lavoro del nostro studio,” esulta l’Avv. Errichiello che continua ad incasellare importanti successi. “Abbiamo creduto fortemente nella battaglia dei cittadini di Quarto, cui sono stati negati i diritti riconosciuti dal nostro ordinamento, e che già vivevano in una zona caratterizzata da forte inquinamento elettromagnetico a causa dell’esistenza di un’altra antenna sullo stesso edificio su cui era stato eretto l’impianto di Iliad. Significativo che il Tar abbia richiamato nella motivazione della sentenza gli stessi principi enucleati in un diretto precedente ottenuto sempre dal nostro studio, ossia la sentenza con  cui ottenemmo l’annullamento dell’antenna Linkem a Marianella, nella periferia di Napoli. Peraltro, la sentenza di oggi arriva esattamente un mese dopo la sentenza del Tar Perugia, che aveva accolto un altro dei nostri ricorsi e impedito la realizzazione di un impianto Wind in provincia di Perugia. Si tratta di vittorie fondamentali che stanno segnando il percorso della giurisprudenza in questa materia, affinchè le Amministrazioni tengano nella giusta considerazione la voce dei cittadini e le loro legittime preoccupazioni per il diritto alla salute, e vengano valutate localizzazioni degli impianti distanti dalle zone densamente abitate“.

La battaglia legale di Quarto aveva visto schierati i cittadini contro la propria amministrazione comunale, rea di aver autorizzato i lavori di costruzione di nuova infrastruttura tecnologica wireless di quinta generazione, con l’adeguamento di un’altra preesistente ma nascosta in una finta canna fumaria, assunto il parere preventivo dell’ARPAC Campania risultato però in difformità tra il progetto presentato e poi quello approvato, violato poi il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea e la normativa italiana che consente l’utilizzo del 5G nella banda dei 700 Mhz solo a partire dal 1° Luglio 2022. Ma soprattutto, questo hanno voluto sottolineare i giudici del TAR Campania, il Comune flegreo non aveva dato l’opportuna comunicazione ai residenti dell’arrivo di una nuova antenna: “La giurisprudenza si è più volte pronunciata sulla necessità di rispettare il precetto contenuto, al fine di mettere in condizione i soggetti interessati di partecipare al procedimento“. Cioé i cittadini devono sapere, essere coinvolti e partecipare “al processo decisionale relativo alla localizzazione della nuova infrastruttura“. Perché ne va della loro salute. E devono essere messi nella condizione di poter dire la loro.La giurisprudenza amministrativa ha escluso addirittura l’idoneità della sola pubblicazione all’albo pretorio a soddisfare il requisito della pubblicizzazione dell’istanza (…) Ciò premesso, sussiste il denunciato vizio procedimentale, poiché l’Amministrazione resistente non ha informato la popolazione locale circa la proposizione dell’istanza relativa all’impianto per cui è causa, neppure mediante semplice pubblicazione all’albo pretorio“. Insomma, dopo Bologna e Perugia, adesso Napoli: fermare il 5G per difendere diritti e salute si può.

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO AUTORE E FONTE

STANNO INSTALLANDO UN’ANTENNA VICINO CASA TUA? VUOI SAPERE COSA FARE? CLICCA QUI PER UNA CONSULENZA LEGALE GRATUITA DA PARTE DEGLI AVVOCATI IN CONVENZIONE CON ALLEANZA ITALIANA STOP5G

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...