Sindaci Stop 5G sconfessano Piano Colao: “siamo organo di Governo, sul territorio tuteliamo la salute dei cittadini”

Grande successo per la Giornata nazionale di mobilitazione unitaria promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G. Con le 20.000 persone scese in piazza a manifestare in quasi 50 tra grandi città e piccoli comuni d’Italia, c’erano anche i Sindaci: gli eventi sono infatti stati organizzati anche in loro sostegno, forti dei 550 atti amministrativi ufficialmente approvati contro l’invasione elettromagnetica. Ordinanze di divieto installazione antenne che il Piano Colao chiede al Premier Conte di rendere carta straccia. Ecco le reazioni di alcuni sindaci scesi in piazza coi cittadini: rivendicano il loro ruolo di organo di Governo per la tutela della salute pubblica.

Tra i 550 Comuni d’Italia che hanno ufficialmente approvato atti amministrativi Stop 5G, ci sono anche capoluoghi come Foggia, Udine, Vicenza, Grosseto, Pistoia, Fermo, Messina, Ragusa, Siracusa e Enna che hanno emesso ordinanze per la moratoria territoriale mentre i consigli comunali di Trento, Bolzano, Catania, Bologna, Firenze e Torino approvato mozioni per la precauzione, compreso il co-finanziamento pubblico per la ricerca scientifica indipendente come promosso dal progetto ‘Noi per la ricerca’. Finora, 77.000 euro stanziati.

Sabato 20 giugno 2020 i sindaci dei comuni di Cerretto Langhe, Isasca, Marsaglia, Sambuco, Trezzo Tinella, Valloriate, (il sindaco di Roascio ha delegato il sindaco di Marsaglia), scelti nel 2018 con delibera AGCOM per l’ offerta commerciale relativa all’installazione del 5G, si sono ritrovati a Cuneo in Piazza Galimberti davanti alla finestra dello studio dal quale Duccio pronunciò la sua arringa: “uomo di grande cultura politica, ‘un resistente’, uno spirito aperto alle rivendicazioni di libertà.”, ricorda Franca Biglio, Sindaco di Marsaglia (Cuneo) e presidente nazionale dell’Associazione Italiana Piccoli Comuni d’Italia (ANPCI) che – insieme ai medici ambientali di ASSIMAS – ha patrocinato le manifestazioni promosse dall’Alleanza Italiana Stop 5G.

Anche i sindaci dei piccoli comuni sono dei “resistenti” nel tutelare, in particolare, la salute dei loro cittadini dai quali sono stati eletti direttamente e con i quali mantengono un contatto quotidiano raccogliendone aspettative e necessità. Anche i sindaci dei piccoli comuni, mai interpellati, rivendicano rispetto, confronto democratico, libertà, sinonimo di autonomia organizzativa, gestionale, decisionale per fare bene il bene della loro comunità e non possono accettare imposizioni di sorta. Pertanto, in qualità di organo di governo del territorio ed autorità sanitaria locale, riaffermano di attenersi al principio di precauzione e prevenzione a difesa della salute pubblica.

Un’altra mobilitazione di sindaci c’è stata al Lago di Alice nel Comune di Alice Superiore (Torino); nel Canavese si sono riuniti i Sindaci Michele Gedda (Val di Chy), Massimo Ottogalli (Settimo Rottaro), Franco Cominetto (Burolo), Ernesto Barlese (Quagliuzzo), Enrico Marchiori (Loranzé), Valerio Camillo Grosso (Montalenghe) e Giuseppe Gaido (Valchiusa). Anche loro, tutti insieme hanno manifestato contro il 5G e il Piano Colao, posando con la fascia tricolore.

Il Sindaco Ivan Mantovani e l’Amministrazione Comunale di Monterenzio (Bologna) hanno aderito all’iniziativa di mobilitazione unitaria promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G e coordinata a livello nazionale dall’ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia) per un’azione pubblica per continuare a difendere la salute pubblica nel divieto della pericolosa invasione elettromagnetica, in attesa di studi indipendenti sugli effetti ambientali, in modo che insieme si possa mandare al Governo un messaggio civile, partecipato e democratico di ferma opposizione al progetto contenuto nel dossier Colao. “Abbiamo perciò ritenuto doveroso – si legge nella nota diffusa dall’ente municipale emiliano – presenziare simbolicamente sul territorio insieme ai concittadini, piuttosto che promuovere un’iniziativa politica per far sentire la voce del territorio contrariato all’annuncio dell’ennesima invasione elettromagnetica“.

“Quando si parla di salute e di governo della propria città è necessaria un’attenzione massima che tuteli in tutto e per tutto i diritti delle persone – ha replicato Michel Barbet, Sindaco di Guidonia Montecelio (Roma) e credo che tali provvedimenti qualora venissero adottati senza un necessario e riconosciuto studio scientifico adeguato nell’esclusivo interesse dei cittadini, sarebbero dannosi e pericolosi.

Ricordo che la nostra salute – ha detto Anna Checchi, la consigliera comunale che ha promosso il flash mob davanti la sede del municipio dell’area capitolina.

Quella dei nostri affetti e dell’AMBIENTE in cui VIVIAMO è il bene più prezioso che abbiamo ed è nostro DIRITTO e DOVERE TUTELARLA CONTRO OGNI POSSIBILE MINACCIA“.

In provincia di Ragusa, anche Ignazio Abbate Sindaco di Modica ha aderito all’iniziativa con un flash mob: “La presenza del direttore di un colosso della banda larga e delle telecomunicazioni, come Verizon, nel Comitato che deve decidere sulla sperimentazione del 5G deve far riflettere – ha detto il primo cittadino siciliano.

Tra l’altro un passaggio significativo del dossier Rilancio Italia 2020-2022 prevede l’opportunità di togliere alle Amministrazioni Locali la possibilità di opporsi alla sperimentazione. La posizione di Modica è stata da subito molto chiara: non siamo contro la tecnologia a priori ma, appellandoci al principio di precauzione, pretendiamo che a pronunciarsi sulla pericolosità o meno di questa nuova tecnologia sia un comitato formato da persone competenti e soprattutto non riconducibili in nessun modo ad interessi legati all’una o all’altra parte. Ed in ogni caso è inaccettabile che tolgano la possibilità di opposizione alla sperimentazione sul nostro territorio. La sperimentazione deve essere volontaria e non imposta dall’alto. E’ vero che non esistono prove concrete sulla pericolosità del 5G ma solo posizioni e teorie di oltre 500 comuni italiani. Ma è altrettanto vero che non esistono prove sulla non pericolosità di tale tecnologia. Il principio di precauzione si applica non a pericoli già identificati, ma a pericoli potenziali, di cui non si ha ancora conoscenza certa. Questo è il caso del 5G, esistono tante congetture ma nessuna conoscenza certa. Fino a quel momento è mio preciso dovere morale ed istituzionale oppormi a tale sperimentazione“.

Infine, sulla pagina Facebook di ANPCI Lombardia, il discorso di Enrico Vignati, presidente della sezione lombarda dell’assosindaci, nonché Sindaco di Inverno e Monteleone (Pavia).

CLICCA QUI – guarda il VIDEO ANPCI LOMBARDIA

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