Colao 5G, per i senatori De Bonis-Martelli è conflitto d’interessi. Legalità Clima-ISDE: dossier 5G errato! Critico anche Maddalena

Fa sempre più discutere il dossier Colao presentato al premier Conte. Al Senato arriva una prima interrogazione parlamentare. E’ a doppia firma Saverio De Bonis e Carlo Martelli: al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’ambiente Costa e della salute Speranza, i senatori del Gruppo Misto chiedono di sapere “se il Governo non ritenga di dovere assolutamente scongiurare un eventuale accoglimento della proposta Colao contenuta nel punto “27. Sviluppo reti 5G”, volta ad adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi 3 volte più alti, per accelerare lo sviluppo delle reti 5G, di comprovata pericolosità per la salute umana“. I senatori chiedono inoltre di sapere se “considerata la lunga carriera di manager nella compagnia telefonica multinazionale Vodafone del dottor Vittorio Colao, se non ritenga vi sia un conflitto di interessi nel dedicare un ampio capitolo allo sviluppo della tecnologia 5G, oltre che eludere le varie ordinanze urgenti e contingibili Stop 5G ed eliminare la consolidata giurisprudenza amministrativa in materia sanitaria“.

Succede che un gruppo di tecnici non piaccia ai politici – afferma De Bonis, primo firmatario dell’interrogazione – a quanto pare solo Salvini è soddisfatto del Piano ultraliberista di Colao, che nemmeno la consulente economica Mazzuccato ha firmato. “I tecnici non fanno una interpretazione oggettiva degli interessi generali”. Anche loro sono portatori di interessi, dunque, il Parlamento torni ad essere centrale.

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Sul tavolo di Giuseppe Conte, ma pure di Speranza e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è poi finita un’istanza a doppia firma ISDE Italia medici per l’ambiente e Legalità per il clima, la rete indipendente di formazione, consulenza e azione legale per la giustizia climatica e il diritto umano al clima. “L’informazione contenuta nel documento – riferendosi al dossier Colao nella parte sul 5G, scrivono gli avvocati Michele Carducci, Raffaele Cesari e Luca Saltalamacchiaè incompleta e come tale errata e soprattutto fuorviante“. Il passaggio incriminato è quello in cui la task force di Colao invita Conte ad innalzare a 61 V/m i limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica, ingannando nel calcolo del rialzo valutato appena 3 volte più degli attuali standard italiani, sapendo bene – e Colao ex Voidafone non può certo non sapere – che i limiti europei (quelli che tutelerebbero dai rischi) sono in realtà 10 volte più alti. Infatti il limite nel DPCM 8/7/2003 è espresso in W/mq che tiene conto tanto del campo elettrico che del campo magnetico: l’attuale limite soglia italiano è di 1 W/mq (20 V/m per il campo elettrico e 0,05 A/m, e il loro prodotto fa 1 VA/mq, e VA=W) mentre quello europeo è 10 W/mq (61 V/m di campo elettrico e 0,164 A/m). Non ci vuole un esperto, tanto meno un tecnico per capire come Colao abbia nascosto che l’aumento del limite di campo elettrico comporterebbe un aumento proporzionale del campo magnetico di 10 volte e non certo di 3.

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ISDELEGALITA’ PER IL CLIMA

Critica il dossier Colao anche Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale: “In riferimento agli effetti che ha avuto sull’opinione pubblica il piano del manager Colao – scrive il costituzionalista dal sito dell’Associazione Attuare la Costituzione di cui è presidente – la stampa pone in evidenza che moltissime sono state le critiche. Molto significativo è il fatto che tale piano è piaciuto ai Benetton, consentendo esso una lunga proroga per le concessioni autostradali. Da parte nostra confermiamo che Colao e la sua task force non hanno capito che per dare una svolta all’economia italiana, in un quadro mondiale chiaramente ispirato al protezionismo, è soltanto quello di proteggersi dal mercato generale attraverso la nazionalizzazione delle fonti di produzione di ricchezza nazionale e il conseguente recupero da parte del Popolo di tutta la ricchezza indebitamente ceduta a privati italiani e stranieri attraverso micidiali privatizzazioni.

Infatti è solo la proprietà collettiva demaniale del Popolo che rende i beni inalienabili, inusucapibili e inespropriabili.”

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