Rimini, cronistoria della protesta Stop 5G: ci hanno ingannati, siamo disperati! La gente scende in strada

Dopo Milano, Napoli, Venezia, Pescara, nei gironi scorsi Rimini: un’altra mobilitazione di cittadini ha bloccato l’installazione di un’ennesima antenna di telefonia mobile. Non senza polemiche e strascichi. La notizia e i video della protesta inscenata nella frazione di Viserba hanno fatto il giro del web. Ora il Comitato spontaneo “Viserba salute e ambiente” fornisce ad OASI SANA una dettagliata relazione per tentare di far luce sull’incresciosa vicenda della riviera romagnola. “Siamo disperati, ci hanno ingannati”, affermano. Ecco la loro versione dei fatti.

A Rimini in via Baroni n. 21, il Comune ha autorizzato la concessione edilizia per un’antenna 5G della Iliad su terreno privato. Si tratta di un’area residenziale, definita sensibile dai regolamenti regionali e comunali che stabiliscono le linee quadro in materia di installazione di impianti per telefonia mobile. Ovvero parliamo di un’antenna alta 30mt distante 250mt da un’altra già in funzione, 50 mt da abitazioni, 200 mt da una scuola materna, scuola elementare e centro anziani, chiesa. Adiacente parco comunale.

Dopo aver chiesto ripetutamente un confronto con il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, lunedì 18 Maggio siamo stati ricevuti dall’assesore all’Ambiente del Comune, sig.ra Anna Montini, consegnandole una petizione per l’installazione di detta antenna, sottoscritta da 1.300 residenti. L’unica risposta è stata quella di richiedere un incontro ad iliad.

Il 18 Giugno 2019 Iliad chiede autorizzazione per l’installazione di n. 6 antenne nel comune di Rimini, di cui 1 sita in via Baroni, a cui segue pubblicazione su albo pretorio comunale.

L’art.6 comma 4 del del “Regolamento comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile e la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici“, prevede pubblicità di detta informazione con affissione all’Albo delle circoscrizioni e pubblicazione su quotidiano ad ampia diffusione locale. Da ricerche effettuate, non ci risulta mai pubblicizzato in circoscrizione ne sulla stampa. Poichè nessun cittadino consulta abitualmente l’Albo pretorio, l’ufficio Antenne e Carburanti non ha ricevuto alcuna osservazione nei 30gg utili successivi alla comunicazione.

Il 14 Aprile 2020, su terreno privato, senza alcuna esposizione di cartello di cantiere (obbligatorio da regolamento edilizio comunale e DPR 380/2001), degli operai si accingevano ad eseguire dei lavori. I confinanti, ignari, hanno pensato a lavori interni privati di manutenzione. 

Il 18 Aprile, gli stessi confinati, vedendo una ruspa al lavoro e svegliati dai rumori assordati chiamano i vigili urbani, che arrivati in cantiere costatano solo la mancata esposizione del cartello dei lavori (a cui segue verbale di accertamento e multa) e spiegano l’oggetto dei lavori quali installazione di un antenna Iliad.

Dal 18 Aprile inizia la ricerca spasmodica di informazioni riguardanti l’antenna, a cui tutti i responsabili (Sindaco, Ufficio Antenne e Carburanti, S.U.A.P., ARPA), non solo hanno negato un confronto ma hanno negato anche la visione della documentazione. In cantiere non si vede più nessuno fino al 22 Aprile.

Il 22 Aprile al riavvicinamento degli operai in cantiere, i vicini alzano il livello di attenzione e spontaneamente il quartiere si riunisce in strada. Quello che accade è noto.

Non ricevendo spiegazioni, tutti residenti costituiscono un comitato e contemporaneamente avviano una raccolta firme. Si mobilitano due assessori che chiedono, a loro volta interrogazione in Consiglio Comunale. (seguirà relazione il 13 Maggio). Il 26 Aprile il comune pubblica su suo sito comunicato stampa in cui rassicura:

Ogni pratica infatti sottoposta a istruttoria da parte dei soggetti competenti e affinché sia valutata la compatibilità urbanistico-edilizia ed ambientale e che verifica, tra l’altro, che le localizzazioni di nuovi impianti non ricadano in aree ‘sensibili’ e cioè vicine a strutture sanitarie, assistenziali e scolastiche. L’autorizzazione finale viene rilasciata dal SUAP. Proprio a fronte di questi vincoli, le iniziali proposte presentata dal gestore furono scartate. Non trovando una soluzione idonea, il gestore ha individuato una nuova localizzazione su un terreno privato in via Baroni. La richiesta è stata sottoposta ad Arpae, quale ente competente per il rilascio dell’autorizzazione ambientale che ha valutato positivamente la domanda dando il nulla osta. La pratica è stata poi valuta dagli uffici comunali competenti che in questo caso hanno ravvisato come la localizzazione fosse compatibile con il regolamento in vigore, poiché nelle aree immediatamente circostanti al punto ottimale di collocazione dell’impianto non ricadono né scuole, né strutture sanitarie e assistenziali. Gli uffici quindi hanno verificato che non sussistevano motivi tali da negare l’autorizzazione e il Suap, sulla base dei diversi pareri favorevoli, ha conseguentemente rilasciato il permesso alla realizzazione

In sostanza il Comune dichiara che l’area interessata non è area sensibile. Scopriamo così che:

  1. Il cantiere iniziato il 14 Aprile non aveva concessione edilizia, ovvero permesso di costruire rilasciato solo il 23 Aprile
  2.  Violando regolamento edilizio, regolamento comunale e regionale, il progetto pare sia stato presentato su cartografia del 2009!! La scuola è stata costruita nel 2010.
  3. Ma il fatto grave è che come previsto da regolamento edilizio art 2 comma 2 e 12, alla domanda di permesso di costruire,

“è obbligatorio allegare in originale la seguente documentazione:
– ) estratto di mappa del Catasto Terreni con data non anteriore a tre mesi dalla data di presentazione della domanda di permesso di costruire ed eventuali tipi di frazionamento se eseguiti posteriormente alla data dell’estratto di mappa;”

-) documentazione fotografica a colori. Le fotografie dovranno avere un ampio campo visivo che riproduca lo stato dei luoghi di progetto nonché quelli limitrofi. Nell’elaborato grafico si dovrà indicare la localizzazione dei punti di vista;

Per cui non risultano scuola materna, scuola elementare, centro anziani.

Nei casi in cui, continua l’art.2

la domanda di permesso di costruire, i documenti e gli elaborati grafici ad essa allegati non rispondano nella forma e nella qualità ai requisiti previsti dal presente regolamento, verrà notificato al richiedente e al tecnico progettista la lacuna rilevata dagli uffici attribuendo un tempo di 30 giorni dalla data di notifica per la regolarizzazione della domanda stessa. Trascorso tale periodo senza che siano intervenute le integrazioni richieste, la domanda non avrà seguito e sarà definitivamente archiviata.”

Nel “Regolamento comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile e la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici“, articolo 3 comma 5 si legge:

il Comune di Rimini ed i Gestori di reti di telefonia mobile, in materia di localizzazione degli impianti per la telefonia mobile, cercheranno di privilegiare le scelte che riguardino le seguenti aree:
5.1 – aree comunali o pubbliche rese disponibili dagli Enti interessati;
5.2 – rotatorie stradali e parcheggi di ampie dimensioni al centro dei quali
installare strutture apposite;
5.3 – aree agricole o aree verdi non attrezzate in adiacenza a centri abitati o a
strade di grande traffico;
5.4 – aree produttive, artigianali, commerciali, industriali o adibite ad
infrastrutture tecnologiche;
5.5 – aree destinate ad attrezzature sportive
.”

3. Arpa, non abbiamo documentazione non per negligenza, ma semplicemente chiesta e mai rilasciata, ha espresso parere positivo sebbene 2 mansarde superino i livelli di soglia di emissioni elettromagnetiche consentite per legge.

Tutto legalmente autorizzato. Il Comune rilascia gli atti pubblici con decorrenza 60 giorni dalla richiesta. Per cui. Ad oggi non abbiamo documentazione in possesso. 

Ma il 13 Maggio è arrivato il camion con l’antennone ma i cittadini, in manifestazione pacifica, hanno ne bloccato lo scarico.

Riproduzione consentita, citando la fonte

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