Presidente dell'associazione contro il cancro al polmone (Alcase Italia): "Sindaco fermi il 5G". Per il direttore medico "avrà effetti sulla salute"

di Maurizio Martucci

S’allunga la lista di esperti, medici e associazioni medico-scientifiche che nel principio di precauzione invocano la moratoria per una tecnologia non sicura. La notizia è uscita sulla versione on-line de La Stampa: Deanna Gatta, presidente dell’Alleanza per la ricerca e l’educazione sul cancro al polmone, si è appellata al Sindaco di Campiglia Cervo (Biella) per fermare il 5G in quella parte di territorio. Il centro della Valle Cervo rientra infatti nella lista dei 120 piccoli Comuni individuati dall’Agcom e un’impennata d’elettrosmog ad alta quota è auspicata persino dall’Unione delle comunità montane: “Firmare al più presto un’ordinanza contro la sperimentazione del 5G, come fatto nelle ultime settimane dai sindaci di Alagna, Lozzolo e Caresanaè la richiesta di Deanna Gatta Finora tutti gli studi scientifici sul 5G non hanno potuto escludere l’assenza di rischi per questa tecnologia. Stiamo ai primi danni, per il principio della precauzione non andiamo in Valle Cervo ad aggiungere un ulteriore fattore di rischio.

Contattata da OASI SANA, il presidente Gatta ha poi aggiunto: “Non avendo certezze, un amministratore dovrebbe adempiere ad uno dei principi fondamentale della costituzione circa la tutela della salute“. In quella zona di Piemonte c’è poi anche il radon, e la sommatoria di agenti tossici e cancerogeni non fa stare sereni.

Fondata a Cuneo nel 1994, l’Alliance for Lung Cancer Research and Education (Alcase Italia) si occupa di informazione medico-scientifica in ambito oncologico polmonare: ” è la prima organizzazione italiana non-profit esclusivamente dedicata alla lotta al cancro del polmonesi legge nel sito – E’ stata fondata per aiutare la ricerca scientifica, per aumentare la preparazione professionale degli operatori sanitari, per migliorare la qualità dell’assistenza medica ed infermieristica, per sostenere le persone sofferenti e le loro famiglie e per promuovere la consapevolezza della gravità sociale della malattia.”

Proprio sul sito dell’asso-malati, il tema del 5G viene trattato in un argomentato commento a firma di Gianfranco Buccheri, direttore medico di Alcase Italia: “scaldarsi tutto il giorno il cervello con un telefonino certamente altera lo status quo dei tessuti interessati ed è potenzialmente dannoso per la salute.  Ed in effetti, alcuni studi sperimentali ed epidemiologici suggeriscono che l’elettrosmog da telefonini possa aumentare il rischio di sviluppare tumori benigni e maligni delle guaine nervose dei neuroni del cervello“. Sempre Bucchieri scrive che “le ultime valutazioni ufficiali dell’AIRC (cui l’American Cancer Society fa riferimento) sono vecchie e non tengono conto di quanto emerso nella letteratura scientifica dal 2011 ad oggi. Con l’avvento del 5G è previsto uno sbalorditivo incremento dell’esposizione ad onde radio di alta frequenza che non potrà non avere effetti sulla salute di tutti noi, se non nella epidemiologia del cancro.  Donde la posizione di estrema preoccupazione di parte del mondo scientifico“.

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