5G, golpe lobbista nel Parlamento europeo: principio d'innovazione sostituirà quello di precauzione? Salute in svenduta alle aziende. Buchner: "sfacciati!"

di Maurizio Martucci

Un vero e proprio tentativo golpista – sfacciatamente promosso dalla lobby del 5G – è stato inscenato ieri nel Parlamento Europeo, dove il dibattito sui pericoli dell’Internet delle cose si fa sempre più acceso: dopo aver inficiato la sensata richiesta di uno studio preliminare sugli effetti socio-sanitari dell’inesplorata tecnologia wireless, nel corso di un dibattito promosso a Strasburgo è stata avanzata l’ipotesi di sostituire il sacrosanto Principio di Precauzione con un’inedito Principio dell’Innovazione, un vero e proprio attentato al cuore dell’intelligenza umana in favore dell’avanzata incontrastata dell’intelligenza artificiale.

A darne notizia l’eurodeputato tedesco Klaus Buchner, promotore di diverse azioni Stop 5G e vicino all’Alleanza Europea Stop 5G: “accanto a me c’erano principalmente rappresentanti di grandi aziende come Siemens e Huawei – afferma l’europarlamentare verde raccontando l’incontro in Francia- sono stato l’unica voce critica. Dopo che l’industria ha letto i suoi discorsi di apertura dai suoi tablet, durante il mio intervento ho potuto concentrarmi sui rischi per la salute del 5G. I tentativi successivi di confutare le mie argomentazioni sono stati quasi assurdi. Da un lato, è stato proposto di buttare il principio di precauzione (salute) e sostituirlo con un cosiddetto ” principio dell’innovazione”, cioé mettere gli interessi dell’industria al di sopra della sicurezza delle persone … per me una cosa sfacciata. Per me ancora vale l’uomo prima del profitto!

Altrettanto assurdo – conclude il medico-politico Buchner, aderente al recente convegno internazionale Stop 5G promosso dall’Alleanza Italiana Stop 5G alla Camera dei Deputati – è stata la richiesta di avere fiducia nella buona volontà dell’industria. E su quali basi dovrebbe fondarsi questa fiducia? Gli scandali passati intorno al tabacco, all’amianto o al diesel sono più che dubbi. Fortunatamente anche i partecipanti non sono sembrati molto convinti dalle loro dichiarazioni. E ‘tempo che l’industria ponga fine alle sue strategie pericolose e affronti i numerosi rischi del 5G“.

All’incontro con Buchner hanno partecipato: Pearse O’Donohue (Direttore della direzione Reti future della DG CONNECT), Steve Purser (Capo delle operazioni principali dell’ENISA, Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza informatica), Stefan Saatmann (Coordinatore globale della Cybersecurity Policy di Siemens), Yves Bellego (Director Network Strategy presso Orange), Abraham Liu (Capo rappresentante presso le istituzioni dell’UE di Huawei), Nicolas Brien (Amministratore delegato di France Digitale).

Capitolo “presunta fiducia cieca” che la politica dovrebbe mostrare verso l’industria del 5G: è notizia di alcuni giorni lo scandalo internazionale che ha travolto un colosso delle telecomunicazioni nelle aule di tribunali statunitensi. Ammessa la corruzione perpetrata sistematicamente per 17 anni in mezzo mondo con laute tangenti, è stata patteggiata la pena con oltre un miliardi di dollari. E noi di questi signori dovremmo fidarci? Di business man che chiedono al Parlamento Europeo di stracciare il Principio di Precauzione e al Parlamento italiano di far schizzare i limiti soglia previsti per legge dai prudenziali 6 V/m fino al picco di 61 V/m? Ma per favore. Restiamo umani. Con precauzione.

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