VIDEO-FOTO Stop 5G torna in Parlamento: “Governo fermi subito il pericolo!” Martucci: “rivendichiamo il diritto alla disconnessione wireless!” – NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

S’è svolta oggi presso la sala stampa della Camerta dei Deputati la terza conferenza stampa in sede parlamentare dell’alleanza italiana Stop 5G con l’obiettivo di rinnovare al Governo italiano la richiesta di moratoria sul 5G.

Tramessa in diretta streaming sul canale Web di Montecitorio, alla presenza di giornalista e numerosi presenti in sala, sul tavolo dei relatori hanno parlato l’On. Sara Cunial, Maurizio Martucci (portavoce dell’alleanza italiana Stop 5G), la Dott.ssa Annunziata Patrizia Difonte (medico dell’Associazione Italiana Elettrosensibili ha denunciato come con l’avvento del 5G molti cittadini seriamente minacciata la loro salute, già messa alla prova dagli attuali standard di telefonia mobile), Giampiero Milone (avvocato, ha presentato l’istanza inoltrata al Ministero dell’Ambiente sul taglio indiscriminato di migliaia di alberi che in simultanea sta avvenendo in Italia come in tutto l’Occidente, nell’ipotetica correlazione con l’installazione di mini-antenne 5G sui lampioni della luce), Cataldo Curatella (consigliere comunale di Torino, ingegnere, presidente commissione Smart city, primo firmatario della mozione per la precauzione e la prevenzione di danni alla salute derivabili dall’elettrosmog), Massimiliano Quaresima (consigliere Municipio Roma XII Roma Capitale, prima amministrazione italiana ad aver approvato una mozione Stop 5G, ha presenta l’appello per la precauzione firmato da 45 portavoce eletti del MoVimento 5 Stelle, maggioranza di governo oltre che titolare dei dicasteri MISE e Salute), e i parlamentari firmatari della mozione Stop 5G che impegna il Governo alla moratoria (on. Silvia Benedetti, on. Veronica Giannone, on. Gloria Vizzini) Presenti anche il sen. Saverio De Bonis, l’on. Matteo Dall’Osso.

CLICCA QUI, GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DELLA CONFERENZA

In esclusiva per OASI SANA riportiamo il testo integrale del discorso pronunciato da Maurizio Martucci, portavoce nazionale dell’alleanza italiana Stop 5G.

Promosse dall’alleanza italiana Stop 5G, la scorsa settimana in soli 2 giorni si sono tenute le Giornate di Mobilitazione Nazionale Unitaria Stop 5G a cui hanno aderito cittadini, comitati, gruppi civici e associazione di oltre 50 tra città e piccoli centri d’Italia che attraverso flash mob, raccolte firme, azioni informative, volantinaggi, incontri e convegni hanno voluto rinnovare al Governo Conte la richiesta di un’urgente moratoria sul 5G in difesa della salute pubblica, manifestando in maniera democratica e civile dal Nord al Sud Italia, isole comprese. La mobilitazione, promossa dal basso senza etichette partitiche né finanziamenti e aiuti pubblici o privati, è stata patrocinata dai sindaci dell’Associazione nazionale dei piccoli comuni d’Italia, dai medici di ISDE Italia e dagli scienziati e ricercatori dell’Istituto Ramazzini, quest’ultimi come ben sapete già auditi nella commissione parlamentare sulle telecomunicazioni circa i rischi del 5G nello scorso mese di Febbraio.

Il successo riscontrato nell’incisività delle nostre azioni sta nell’aumento della consapevolezza dei cittadini e delle istituzioni territoriali sull’incombente minaccia dello tsunami elettromagnetico paventato dal 5G, alla luce delle circa 60 amministrazioni tra Regioni, Province autonome e Comuni d’Italia dove proprio in questi giorni ci si sta interrogando sui pericoli dell’Internet delle cose privo di studi preliminari sui rischi socio-sanitari, propendendo per una posizione cautelativa e di prevenzione del danno ispirata anche al principio di precauzione sancito dall’unione europea, come peraltro già affermato in 13 comuni dove sono state approvate delibere di giunta Stop 5G oppure mozioni di consiglio comunale Stop 5G, registrata anche la prima ordinanza contingibile e urgente emanata in Piemonte, in un piccolo centro individuato nella lista dei famosi 120 comuni di cui alla delibera AgCom dello scorso anno, dove il Sindaco, nelle more della vacatio inspiegabilmente lasciata dal Ministro della Salute, ha fatto prevalere la sua posizione di massima autorità sanitaria locale per eliminare i gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, optando per una sensata sospensione del 5G fintanto che enti indipendenti non ne certificheranno la non nocività negli effetti a medio-lungo termine sulla popolazione altrimenti esposta a irradiazioni di radiofrequenze a microonde millimetriche.

Porto questi dati, 60 istituzioni italiane, 13 delibere e mozioni stop 5g e un’ordinanza di sospensione, all’indomani delle prime due conferenza stampa dell’alleanza italiana Stop 5G in sede parlamentare, dove tra l’altro oltre ai medici e scienziati abbiamo portato le testimonianze di malati oncologici a cui i tribunali hanno riconosciuto il nesso elettrosmog=cancro ed elettrosensibli. Aderendo all’appello internazionale della sigla ‘Stop 5G dalla terra e dallo spazio’ che ha ricevuto già il sostegno di oltre 100.000 adesioni provenienti da 187 paesi del mondo, compresi oltre 1.000 medici della comunità medica internazionale, oggi ci presentiamo qui in Parlamento con le oltre 30.000 firme raccolte tra gli italiani per la moratoria con le nostre petizioni on-line Stop 5G, forti alle numerose diffide presentate dai cittadini ai loro sindaci, forti della denuncia dei pericoli del 5G lanciata dall’Ordine dei Biologi, dall’Istituto Ramazzini, dai medici di ISDE Italia e persino durante i lavori del recente congresso sulla salute della Confederazione Episcopale Italiana in cui ci si è richiamati alla moratoria, senza poi dimenticare i 5 esposti presentati alle procure di Prato, Viareggio, Roma e Milano in cui si chiede ai magistrati di indagare sull’eventuale consumazione di reati. Tutti questi numeri per dire semplicemente una cosa: perché il Governo continua ad ignorare i pericoli seri, reali e fondati già ampiamente documentati e denunciati? Perché si ignora la posizione cautelativa?  

Eppure, a differenza dell’Italia, di ciò ne sono perfettamente consapevoli in altre nazioni del mondo, come in Louisiana in America dove è stato approvato dal governo uno studio preliminare sui rischi socio-sanitari del 5G, o in Belgio a Bruxelles o nei tre cantoni in Svizzera dove è stata approvata la moratoria per non rendere i loro concittadini delle cavie umane, così come sempre in Svizzera né è consapevole la nota compagnia d’assicurazioni che parlando di polizza vita ha messo il 5G tra le minacce emergenti, sulla scorta anche delle preoccupazioni sollevate da organi consultivi del Parlamento europeo. E a proposito di Svizzera, questo sabato ci ritroveremo in Ticino per un importante appuntamento internazionale che vedrà la nascita dell’alleanza europea Stop 5G, a cui hanno aderito 33 comitati, associazioni e molti cittadini di 18 paesi d’Europa, dall’Ucraina alla Grecia, dalla Germania a San Marino, dalla Finlandia alla Francia, per unire le richieste per la prevenzione e la precauzione. Ci rivolgiamo qui al Governo italiano col sostegno encomiabile dei parlamentari che hanno presentato la mozione per la moratoria con un’unità trasversale da Montecitorio a Palazzo Madama, così come poi ci rivolgeremo quindi anche al Parlamento europeo, certi della giustezza nella rivendicazione dell’inviolabilità dei diritti legati alla tutela della salute pubblica che noi oggi rivendichiamo consapevoli che il 5G non risparmierà praticamente nessuno dall’irradiazione millimetrica, pensata in ogni dove sul 98% del territorio, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Non solo.

Come alleanza europea Stop 5G lanciamo poi una prima campagna continentale per il 1° Luglio, ovvero la prima giornata europea di sciopero digitale, il DISCONNESSI DAY che qui in Italia ha ricevuto il patrocinio del Centro Tutela Consumatori Utenti e del Movimento Consumatori. A tutti gli italiani, così come ai cittadini dei 18 paesi aderenti all’alleanza per la precauzione, chiediamo di aderire ad una 24 ore di disobbedienza civile digitale, facendo a meno per il 1° Luglio dell’uso di smartphone, cellulari, tablet, Wi-Fi e qualsiasi connessione wireless, per mandare un segnale forte e chiaro sui pericoli in cui la società civile incorre, memori anche della recente sentenza del Tar Lazio che ha condannato tre ministeri per omessa informazione pubblica sui pericoli delle radiofrequenze per la quali l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro nei prossimi 2-3 anni rivaluterà la classificazione sulla cancerogenesi. Non solo, basti pensare poi allo scandalo avvenuto in Francia del cosiddetto Phonegate sui cellulari fuori legge ritirati dal mercato, come poi anche in Canada, per valori limite superati anche di 3-4 volte il consentito, oppure basti pensare all’interpretazione arbitraria che si sta facendo della Direttiva Europea Servizio Universale sulla connessione oltre ogni limite spazio-temporale, assistendo inermi allo smantellamento della cabine telefoniche, su cui l’AgCom sta persino valutandone la riconversione in punti Wi-Fi per il 5G, oppure alla messa al bando come in Francia della linea tradizione telefonica fissa, sempre e solo ad esclusivo vantaggio del pericoloso wireless e non certo della connessione sicura via cavo.

E’ per questo che noi, come alleanza italiana Stop 5 membri dell’alleanza europea Stop 5G, nella disputa di ricerche scientifiche pesate un tanto al chilo tra le ormai note fazioni di neagzionisti e precauzionsti sulle quali avremmo piacere che l’opinione pubblica conoscesse le rispettive fonti di finanziamento degli studi perorati, crediamo che la questione debba più correttamente essere impostata sui diritti ed è proprio per questo che noi rivendichiamo il diritto ad essere disconnessi, e lo facciamo con lo STOP 5G DISCONNESSI DAY, certi che parlamento europeo, governi e parlamenti nazionali e organi decisionali potranno quanto prima trovare il giusto compromesso tra diritti evidentemente diventati divergenti nell’accezione arbitraria tra comunicazione universale e della tutela della salute, e lo potranno fare optando per tecnologie sicure, prive delle pericolose radiofrequenze, prospettate sempre più permanenti, ubiquitarie, multiple, cumulative e massicce coi progetti del 5G e Piazza Wi-Fi Italia a cui i cittadini, oltretutto, non hanno mai prestato il proprio consenso informato, ritrovandosi involontari soggetti passivi in sperimentazione di massa a cielo aperto senza precedenti nella storia dell’umanità.   

Ultima cosa, il mio commosso e nostro sincero ricordo vada al Sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini, di cui proprio adesso si sta svolgendo il rito funebre solenne nel centro metropolitano di Roma. Crestini è scomparso nei gironi scorsi a seguito della tragica esplosione avvenuta nell’edificio comunale, che finora ha mietuto anche un’altra vittima: lo voglio ricordare come uno tra i primi Sindaci Stop 5G d’Italia che ha voluto mettere la tutela della salute dei suoi concittadini prima di qualsiasi innovazione tecnologica, adoperandosi senza remore né timori reverenziali di alcun tipo per una delibera Stop 5G che rimarrà per sempre impressa ad imperituro ricordo nella nostra sacrosanta battaglia politica di civiltà.”

Riproduzione consentita, citando la fonte

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